Arrow 7×15 – Training Day | Recensione

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Mentre il Team Arrow fatica ad abituarsi alle procedure del Dipartimento di Polizia di Star City, Laurel inizia ad indagare sull’omicidio di Diaz.

Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUIArrow ha inanellato un filotto di episodi preparatori scaturiti da alcuni cambi drastici di scenario e volti a risistemare in uno scacchiere comunque intrigante le pedine necessarie a far evolvere le trame in maniera coerente ed organica.

Recuperando un certo gusto spiccatamente supereroistico e spionisitico, strizzando l’occhio alle grandi serie fumettistiche DC di questo genere, due erano stati i personaggi maggiormente coinvolti da questa fase preparatoria: Diaz e Emiko. Il primo era stato apparentemente assassinato nella sua cella dell’ARGUS dopo il secondo, fallito, tentativo di acciuffare il suo capo, il misterioso Dante. La seconda, sempre alla ricerca degli assassini della madre, aveva rivelato una inaspettata relazione proprio con Dante.

Con Training Day, questo il cinematografico titolo dell’episodio di questa settimana, ritorniamo al Team Arrow e al suo essere stato sanzionato come legale e quindi parte integrante dello Star City Police Department da parte del sindaco. Per gli ex-vigilanti non sarà facile adattarsi alle procedure di polizia e infatti la loro prima uscita sarà un disastro.

Oliver dapprima favorevole alla collaborazione inizia a dubitare dalla sua reale fattibilità decidendo quindi di dare la caccia a modo suo a James Midas, magnate farmaceutico reo di fornire a gang rivali pericolosi proiettili “chimici”.

Il Team Arrow ritorna quindi in azione dimostrando anche al sindaco che vigilanti e polizia posso coesistere.

Laurel viene invece contattata da Bronze Tiger il quale la informa della morte di Diaz e soprattutto di aver visto chi è stato l’autore dell’omicidio. Una rivelazione che però la coglie in contropiede…

Nel futuro intanto Mia e William cercano qualcosa con cui poter ascoltare la mini-cassetta (!) lasciata come indizio da Felicity.

Training Day è un godibilissimo ma non brillantissimo episodio di passaggio che usa come sfondo la gravidanza di Felicity e recupera la sotto-trama del Team Arrow come sanzionato legalmente per riportare in primo piano, e soprattutto in azione, proprio il Team Arrow.

L’episodio però porta avanti anche altri due filoni narrativi. Quello in prolessi continua a non entusiasmare e anche le sequenze di questa settimane sembrano confermare che showrunner e sceneggiatori stiano un po’ girando in tondo prendendo tempo per il vero climax della sotto-trama che dovrebbe esserci già nel prossimo episodio.

Più interessante è l’improvviso inserimento di Laurel – personaggio forse poco sfruttato che meriterebbe un ruolo più attivo – nella trama orizzontale che coinvolge Diaz e Dante. Con una certa perizia viene riutilizzati Bronze Tiger, altro tassello importante della prima parte di stagione, mentre la rivelazione e il successivo confronto fra Laurel e l’omicida apre una intrigante evoluzione e ramificazione di quella che più volte negli scorsi episodi è stata definita una “cospirazione criminale”.

Discreta la regia che forse fatica un po’ a trovare la giusta quadratura del cerchio per far convivere i tre filoni narrativi concedendo più spazio a quello del Team Arrow ovviamente permettendo così di mantenere un ritmo medio-alto anche grazie alle scene d’azione.

In meri termini di progressione della trama c’è ben poco se non un paio di rivelazioni che dovranno ora essere sviluppate a dovere.

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