C’era una volta Deadpool di David Leitch | Recensione

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Una buona idea di base ma uno sviluppo non altrettanto fluido, proprio come il sequel originale.

L’idea alla base di C’era una volta Deadpool era geniale: prendere il sequel dedicato al Mercenario Chiacchierone, celebre per essere sboccato e diretto, e trasformarlo in una versione edulcorata di se stesso, non vietata ai minori, complici le festività (negli Usa è uscito come iniziativa benefica a Natale 2018, con vista censura PG-13, per l’associazione F-ck Cancer, rinominata in quell’occasione Fudge Cancer). Da noi Once Upon a Deadpool è ora disponibile solo negli store digitali.

Guest star e new entry di questa versione è Fred Savage, protagonista del film La storia fantastica (The Princess Bride), che proprio come il suo personaggio in quel film del 1987, si ritrova a letto (in questo caso legato) mentre a leggergli una storia è Deadpool (Ryan Reynolds, che lo ha rapito) al posto del nonno. Il tutto in una cameretta che si rivelerà ovviamente un set della 20th Century Fox.

Scritta da Rhett Reese, Paul Wernick e ovviamente Ryan Reynolds (sceneggiatori anche della versione originale), la storia “nella storia” raccontata a Savage è quella di Deadpool 2, edulcorata delle battute, parolacce, nudi e sangue rispetto alla versione originale del sequel (che di suo aveva avuto qualche problema di montaggio), che però rimane intatta nell’essenza e nello sviluppo ed epilogo. Savage e Reynolds interagiscono facendo da contraltare alla storia narrata, anzi mostrata sullo schermo, commentando alcune idee e sviluppi narrativi (come la morte di Vanessa, ritenuta pretestuosa per smuovere l’Eroe, oppure la sceneggiatura “deboluccia”). All’inizio del film, quando Deadpool prova ad uccidersi in vari modi, vediamo la sequenza propriamente aggiunta del film nel film, dove c’è spazio anche per una coppia di anziani e un certo film della Disney…

Purtroppo le potenzialità di C’era una volta Deadpool funzionano maggiormente nel prologo e nella prima parte del film, poi via via si dà sempre più spazio al film originale e meno alle incursioni di Savage e Reynolds.

Ciò in cui questa versione non vietata ai minori funziona maggiormente è la presa in giro metatestuale – tipica del Mercenario Chiacchierone – del recente acquisto della Fox da parte della Disney, che qui trova il connubio perfetto. Oltre a citazioni a prodotti delle due case di produzione, c’è spazio anche per ricordare che la saga degli X-Men (e quindi anche Deadpool) non fa parte del Marvel Cinematic Universe, pur essendo Marvel, e per commentare le canoniche scene post credits.

Il canonico cameo di Stan Lee, che in Deadpool 2 appariva su un murales nella scena della X-Force, in questa versione ha avuto l’aggiunta della scritta RIP data la morte avvenuta in seguito del fumettista della Casa delle Idee.

Se Deadpool 2 si definiva e rivelava un “film sulla famiglia”, questo C’era una volta Deadpool è di fatto un “film per famiglie”, una favola della buonanotte alternativa, che coinvolge Savage (diremmo scherzosamente suo malgrado) e che ironizza sapientemente su se stesso e sul proprio universo narrativo. Peccato solo che da noi non sia disponibile in home video, almeno nella versione DVD.

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