Jin-Roh – Uomini e lupi di Hiroyuki Okiura | Recensione Home Video

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Un film fantapolitico ricco di sfaccettature in un’elegante edizione home video ricca di interessanti extra.

Koch Media propone in un’elegante edizione da collezione a due dischi con booklet illustrativo Jin-Roh – Uomini e lupi, capolavoro dell’animazione scritto da Mamoru Oshii (Ghost in the Shell, Innocence, Avalon), diretto da Hiroyuki Okiura (Patlabor, Innocence) e realizzato dagli studi Production I.G (Ghost in the Shell, Innocence, Blood: The Last Vampire, Evangelion the Movie).

Una favola fantapolitica

Nel Giappone che lotta per uscire dal dopoguerra, le prime gemme del miracolo economico convivono con le ultime fiamme dell’agitazione sociale. Durante uno scontro nelle fogne di Tokyo, una giovane terrorista si lascia esplodere con una bomba davanti agli occhi di Kazuki Fuse, agente della polizia speciale DIME. Fuse è sottoposto a provvedimento disciplinare, ma il ricordo dell’accaduto continua a tormentarlo. Intanto, labirintici giochi di potere vorrebbero lo smantellamento della DIME, ma ai piani alti si mormora dell’esistenza di un’organizzazione parallela al suo interno chiamata Jin-Roh, gli Uomini-Lupo. Quale può essere il ruolo di Fuse in tutto ciò? L’obbediente cane agli ordini del potere? Il lupo sanguinario che riconosce solo i propri simili? Oppure, semplicemente, un essere umano? “Noi non siamo uomini travestiti da cani, siamo lupi travestiti da esseri umani” come dice Tōbe a Kei ad un certo punto del film. Jin-Roh è un susseguirsi di colpi di scena e doppi-giochi per una favola dalle tinte nere e spionistiche e dall’epilogo drammatico, unico e inevitabile per la storia raccontata, che continuamente ha un notevole parallelismo nella storia di Cappuccetto Rosso, che tanti adattamenti ha avuto anche per la propria natura altamente sanguigna e drammatica.

L’edizione home video

Oltre al booklet esplicativo in italiano, il comparto extra dei due dischi Blu-ray e DVD è davvero ricco.

In Speculazioni su Jin-Roh sono presenti alcune riflessioni sparse sulla creazione di Jin-Roh da parte dello sceneggiatore Mamoru Oshii che non avrebbe mai pensato di far dirigere ad un altro il proprio lavoro, del regista Hiroyuki Okiura che pose come condizione di dare una propria visione all’opera e di avere una storia creata ad hoc da Oshii per la stessa, del curatore delle musiche Hajime Mizoguchi che con le sue demo tape volle far capire da subito che aveva scelto una musica soave con una voce femminile per rappresentare la gravitas della storia narrata, poiché lui adora i contrasti. Complessa fu la direzione artistica del film come racconta il responsabile Hiromasa Ogura.

Ne Il sentiero dei lupi c’è una vera e propria Guida ai segreti di Jin-Roh per analizzare l’insieme di animazione analogica in rodovetri e l’apporto della CGI nel film, in realtà molto minore di quanto si pensi. Ad esempio per gli effetti digitali la scena di Fuse e Kei al cimitero con le lapidi, oppure quando Fuse si ferma dopo la corsa nel cortile c’è un diverso uso del fondale, o ancora il libro e le illustrazioni di Cappuccetto Rosso dove Fuse nasconde la pistola. In questo la CGI è sovrapposta al disegno su rodovetro per rendere i contorni più nitidi. O ancora il Toden tram di Tokyo con lo scheletro in CGI in movimento per poi disegnarvi sopra in rodovetro (il tram si rivela anche il simbolo di qualcosa che verrà sostituito, come raccontano alcune curiosità sui trasporti). Per gli effetti analogici citiamo l’acqua, orgoglio per la Production I.G., le trasparenze dei riflessi sui vetri, le armi da fuoco che sorpresero addirittura i fratelli Wachowski della trilogia di Matrix, il fiato umano.

Complessa fu anche la scelta dei colori, per i quali si optò per poco brillanti e vivaci, data l’ambientazione a febbraio negli anni ’60, senza voler dare un’eccessiva impressione di “vecchio” e “freddo”. C’è un iperrealismo predominante in Jin-Roh, come quando i personaggi si lavano il viso, o ancora nel fumo e nel fuoco dell’accendino di Tōbe. Non manca la pubblicità occulta nel film come lo Spot della Birra Maschio (Otoko Beer) con uno slogan volutamente conciso e demenziale “Se sei un maschio, bevi birra Maschio”, o il cartellone dell’Otoko sake, nato come scherzo ricorrente dello staff e poi finito per davvero nel film, curato dal direttore dell’animazione Tetsuya Nishio, che aveva studiato le pubblicità dell’epoca. Nel film è presente anche Il piccolo okiura attraverso un padre e un bambino con cappellino da baseball mescolati nella folla, in una sequenza di attraversamento con più persone.

Uno sguardo più da vicino all’animazione del film lo si ha anche attraverso la Rough comparison con alcune sequenze animate ma non ancora colorate messe in paragone con le versioni definitive e l’Art gallery con immagini tratte dalla pellicola. Completano gli extra i Trailer giapponesi e quello italiano, i Titoli di coda originali e gli spot di Yamato Video e del canale di Sky Man-ga.

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