Adrian Terza Serata | Recensione

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Adrian, scritta (insieme a Vincenzo Cerami e alcuni ragazzi della scuola Holden di Alessandro Baricco) e diretta da Adriano Celentano, con i disegni di  Milo Manara e le musiche di Nicola Piovani, sbarca su Canale 5 portando alla ribalta temi sociali in un’avventura animata.

Dopo le prime due serate ( di cui potete leggere le recensioni, QUI PER LA PRIMA SERATA e QUI PER LA SECONDA SERATA) continua la storia dell’orologiaio Adrian su Canale 5. Constatata ormai la non proprio impeccabile realizzazione tecnica dell’animazione (in lieve miglioramento nella seconda serata) e un cast di doppiatori, invece, di grande livello, sono le tematiche portate dalla storia che spiccano: la rivoluzione contro il potere in nome di libertà e bellezza, l’emarginazione e la lotta contro la violenza sulle donne.

Abbiamo visto come, mentre il governo cerca ancora l’identità del misterioso orologiaio, la sua figura è ormai diventata mitica e in molti, intonando la sua canzone, si organizzano per riprendersi la loro libertà…con, al tempo stesso, un nuovo vigilante mascherato, chiamato “la volpe”,  che si aggira per le strade di Milano. Quale sarà la reazione del regime a queste due impreviste situazioni?

L’IDENTITA’ DELL’OROLOGIAIO

In questa terza serata, gli intrighi dietro la ricerca dell’orologiaio si infittiscono: mentre la società svizzera continua a ricevere segnalazioni, sembra che i veri interessati all’identità dell’orologiaio siano in realtà il regime e la mafia napoletana, guidata proprio dall’imprenditore edile (e dunque toccato in prima persona dalle parole della canzone “I want to know”) noto come “il dissanguatore”, conosciuto nella prima serata. Nonostante la fitta caccia all’uomo, però, sono i due agenti del governo a scoprire e portare alla luce l’identità dell’orologiaio che, tra apparizioni in tv e la diffusione del file audio con l’esibizione del concerto da parte di un giovane spettatore, diventa una vera e propria celebrità.

Il mito, quella figura portatrice di ideali come la libertà e la bellezza, ha finalmente il suo volto…e mentre la gente, entusiasta dalla scoperta del volto della nuova “rockstar”, sembra aver dimenticato il vero messaggio diffuso dalla protesta dell’orologiaio (celebrando piuttosto questa figura sentita come “leggendaria”), Gilda teme nuovi complotti del potere, cercando in tutti i modi di stemperare l’entusiasmo intorno all’orologiaio.

LA FORZA DELLA VERITA’

Distogliendo per una serata l’attenzione da Adrian, protagonista indiscusso della serie, questo terzo appuntamento  ci mostra (oltre ad un’animazione di base che, tralasciando i movimenti di personaggi “lenti” come le due vecchiette, comincia a dare segni di miglioramento)  il contesto nel quale il nostro eroe è inserito: personaggi fino ad ora poco approfonditi, come la stessa Gilda o i due agenti, cominciano a mostrare le loro particolarità, andando dunque ad aggiungere spessore alla trama principale e “riempendo” con personalità concrete il contesto ideale della trama creata nei precedenti episodi.

Il grande tema è però, questa volta, il rapporto delle persone con la verità e con l’incapacità di porsi continuamente domande, anche di fronte ad una personalità apparentemente positiva come quella dell’orologiaio. La poca capacità critica e l’instabilità portano la massa a passare troppo facilmente dal completo torpore indotto dal regime all’idolatria a priori della rivoluzione, rischiando di cadere nel fanatismo e di perdere di vista gli ideali principali di questa, annebbiandoli con la presenza della “personalità” di turno. Una terza serata che rappresenta dunque uno snodo sostanziale per tutta la serie, ampliando ed evolvendo in maniera interessante la trama fin qui tessuta.

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