Adrian Prima Serata | Recensione

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Adrian, scritta (insieme a Vincenzo Cerami e alcuni ragazzi della scuola Holden di Alessandro Baricco) e diretta da Adriano Celentano, con i disegni di  Milo Manara e le musiche di Nicola Piovani, sbarca su Canale 5 portando alla ribalta temi sociali in un’avventura animata.

“Il Molleggiato” Adriano Celentano ci ha abituato ad eventi accompagnati da un’attesa snervante e un grande clamore mediatico ma, questa volta, stupisce il fatto che il cantante 80enne non appaia in televisione per cantare o per qualche performance, bensì tramite un alter-ego animato in una nuova intrigante e cruda avventura.

Lanciata da Mediaset su Canale 5 (rete di punta della compagnia) Adrian punta, anche grazie ai disegni di un maestro come Milo Manara e le musiche di Nicola Piovani (oltre che alla sceneggiatura realizzata da Celentano stesso insieme al compianto Vincenzo Cerami ed alcuni ragazzi della scuola Holden dello scrittore Alessandro Baricco) a cancellare definitivamente il pregiudizio ormai comune che vede i  “cartoni animati come roba da bambini”, presentando in una storia ricca d’azione e suspance gli ideali storici e le tematiche sociali da sempre care all’artista milanese.

CHI E’ L’OROLOGIAIO?

In una Milano futuristica e piena di grattacieli del 2068 il giovane Adrian, insieme alla decisa e sensuale ragazza Gilda, vive nel quartiere storico della città, in Via Gluck, dove esercita la professione di orologiaio in una piccola bottega. Nonostante aggiusti gli orologi però, i tempi non sembrano dei migliori né per lui né per gli altri cittadini per via del serrato controllo militare del regime, sempre pronto a sventare presunti piani terroristici di persone comuni. In vista del nuovo anno comunque, è stato organizzato uno spettacolare concerto con protagonista il cantante del momento, che ha deciso di offrire la possibilità ad uno spettatore di salire sul palco: il fortunato, nemmeno a dirlo, sarà Adrian, pronto ad intonare “I want to know” (storico pezzo di Celentano dall’album Svalutation del ’76) e ad iniziare, a sua insaputa, una piccola rivoluzione contro il sistema. Dopo l’esibizione, nessuno riesce più a rintracciare il misterioso artista…chi è, e dove si trova il misterioso orologiaio?

Già dalla prima serata, la serie introduce quello che, con molta probabilità, sarà il tema portante di tutta la narrazione: la lotta per la libertà. Seppur ancora “anestetizzata” sotto il sicuro controllo del regime, le rime dell’orologiaio sembrano aver spezzato quell’incantesimo sulla popolazione che la forza militare e la propaganda del regime avevano in precedenza lanciato, dando i primi tiepidi segnali di una nuova possibilità di vita. Non importa sapere chi sia e da dove venga questo misterioso orologiaio, la differenza l’hanno fatta le parole della sua canzone, non ancora capaci da sole di lanciare una rivoluzione ma in grado, quello sì, di installare nei cittadini la capacità di tornare a farsi domande. E mentre tutti si chiedono l’identità del cantante occasionale durante l’evento per il nuovo anno, l’eco dell’esibizione arriva anche a Napoli dove “il dissanguatore”, imprenditore e mafioso, regna incontrastato.

 

LA BELLEZZA VI SALVERA’

La trama dunque colpisce subito per il suo tono “crudo” e l’azione proposta (offerta, in questa prima serata, dalle imponenti squadre militari del regime) al pari dell’ottima colonna sonora e dell’insolita scelta di regia: nei cambi di scena con spostamenti di massa o veloci dei personaggi, o nei momenti “morti” della narrazione, ecco spuntare celebri canzoni del Molleggiato, al momento non solo semplici omaggi all’autore della serie, ma veri e propri arricchimenti per il prodotto finale specie se, ad accompagnarle, ci sono disegni di Manara in sequenza. Il maestro italiano dell’erotico viene esaltato in Adrian grazie alle passionali scene tra il protagonista e la bella Gilda, narrate semplicemente mostrando i delicati e sensuali disegni di Manara montati uno dietro l’altro; uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie. Unica grande pecca dell’intera serie e che, purtroppo, non può essere ignorata, è il comparto tecnico, con le ricostruzione 3D dei grandi ambienti insufficienti e dai dettagli  spesso ben poco definiti, e l’animazione complessiva, in troppi momenti, veramente poco fluida.

La storia è ormai impostata e questa prima serata ci conduce dritti dentro la rivoluzione iniziata dall’orologiaio, invitandoci a tenere ben a mente, ma soprattutto nel cuore, una frase che si candida a diventare il leitmotive dell’intera serie: “La bellezza vi salverà”. E se l’obiettivo della rivoluzione di Adrian, in prima serata su una delle reti nazionali più importanti, è quello di far trionfare la libertà, la bellezza e l’arte sui giochi di potere, la repressione e la malvagità, allora la causa merita almeno una possibilità dagli spettatori (considerando anche i contenuti live dal teatro previsti, da programma, prima e dopo gli episodi della serie), anche a dispetto della rustica realizzazione tecnica.

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