Il sequel d’animazione Disney nei cinema italiani dal 1° gennaio.

La canzone dei titoli di coda di Ralph Spaccatutto diceva “Quand’è che lo rifacciamo? Quand’è che ci rivediamo?”. Passati sei anni (sette ad essere puntigliosi, dato che in Italia uscirà il 1° gennaio 2019), ecco la risposta con Ralph Spacca Internet, sequel che, un po’ come Alla ricerca di Dory, ci vuole far esplorare maggiormente un mondo che già conosciamo.

Qui si tratta però di una sorta di upgrade, proprio come nel videogioco che racconta, dato che dopo aver esplorato la condizione di villain e underdog in cerca di rivalsa, questa volta Ralph e Vanellope usciranno dai propri videogame – ed effettivamente dalla comfort zone della sala giochi – per addentrarsi in un territorio inesplorato, come da titolo: internet. Il plauso va alla Disney – non che ci aspettassimo qualcosa di meno – per la rappresentazione visiva del world wide web, intuitiva per i bambini ma con più di qualche strizzata d’occhio agli adulti più consapevoli.

Dai vari Ebay, Amazon a motori di ricerca passivo-aggressivi, pubblicità pop-up, video su YouTube e così via. C’è sempre un equilibrio encomiabile nei loro film d’animazione che li rende adatti a tutta la famiglia, e con conseguenti diversi livelli di consapevolezza, immedesimazione e significato per gli spettatori. La rappresentazione vale per tutti gli aspetti di internet, come il temibile Dark Web oppure i commenti negativi, spesso conseguenza meno gradita dei social media. D’altro canto i due registi Rich Moore e Phil Johnston si erano rivelati pieni di invettiva già quando raccontarono per immagini il mondo animale antropomorfo di Zootropolis.

La storia e lo svolgimento di Ralph Spacca Internet sono molto elementari e quasi “infantili” e, un po’ come in Inside Out, vogliono raccontare una sorta di crescita emotiva piuttosto che fisica. Il rapporto fra Ralph e Vanellope risulta a tratti ambiguo, poiché a metà strada fra quello tra un fratello maggiore e una sorella minore, ma anche tra un padre e una figlia, o addirittura fra due migliori-amici-ma-forse-qualcosa-di-più. L’infantilità mentale di Ralph contrasta con la sua forza fisica, proprio come la maturità emotiva di Vanellope fa a botte con il suo essere pur sempre una bambina.

Questo percorso di crescita e formazione è forse maggiormente accentuato nel caso della ragazzina: gli scompensi e i desideri di qualcosa di diverso che riscontra il suo glitch potrebbero rappresentare lo squilibrio ormonale della crescita da pre-adolescente che l’aspetta.

La struttura, cara alla Disney e ai film d’animazione in generale, qui anche tematica dato che partiamo pur sempre da un videogioco degli anni ’80, è quella della quest vera e propria. In questo caso la ricerca di un componente del gioco andato fuori produzione e quindi recuperabile solo online per evitare a Sugar Rush di venire sconnesso per sempre. Con l’aiuto del world wide web e con tanto di big bad finale che, spesso, come da tradizione, finiamo per essere noi stessi.

L’altro plauso della Disney in Ralph Spacca Internet è il saper celebrarsi quanto prendersi in giro. Una sequenza del sequel animato molto pubblicizzata vedrà infatti la presenza nientemeno che delle Principesse Disney, che Vanellope incontra mentre si preparano al test su internet “Quale principessa Disney sei?”.

Questa scena, insieme a un paio d’altre dedicate a mostrare quanto la Disney abbia oramai inglobato anche la Marvel e la Lucas Film con la saga di Star Wars, testimonia la così alta consapevolezza che la Casa di Topolino ha raggiunto sul proprio successo da poter permettersi di smontare non solo le proprie maxi acquisizioni ma anche la propria storia. Le principesse Disney sono infatti quasi un topos, ma qui divengono ragazze della porta accanto ognuna con le proprie forze e debolezze, così come i momenti cantati “rivelatori” – altra peculiarità voluta da Walt – che Vanellope imparerà a proprie spese.

E’ dal 1° gennaio quindi che “rifaremo questo gioco”. Ready Player Ralph.

 

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