Promethea Delux Vol. 3 di A. Moore e AA. VV. | Recensione

Pubblicato il 15 Dicembre 2018 alle 11:30

Siete pronti per la fine del mondo? Allora non perdete il terzo e ultimo volume di Promethea, la saga mistico/esoterica del maestro Alan Moore, impreziosita dalla spettacolare e psichedelica arte del bravissimo J.H. Williams III!

Recensire un’opera di Alan Moore è sempre difficile ma nel caso specifico di Promethea è quasi un’impresa impossibile, considerando l’enorme mole di tematiche e suggestioni letterarie, estetiche e creative che la contraddistinguono. Si tratta certamente di uno dei lavori più estremi e radicali del Bardo di Northampton e uscì originariamente nella linea America’s Best Comics. RW Lion propone ora il terzo e conclusivo volume della saga.

Tutto ruota intorno a Sophie Bangs, una studentessa che per un caso fortuito viene a conoscenza di Promethea, una specie di divinità femminile che simboleggia qualunque forma di creatività. Nel corso dei secoli, Promethea si è incarnata in varie donne che hanno avuto il non facile compito di rappresentarla a mo’ di avatar. Sophie, suo malgrado, diviene la nuova incarnazione di Promethea e agisce in una New York futuribile.

Almeno in principio, la serie di Alan Moore sembrava supereroica nei toni ma, episodio dopo episodio, l’autore si è progressivamente concentrato su tematiche mistico/esoteriche. Promethea, infatti, nasce nel periodo in cui lo scrittore aveva deciso di dedicarsi completamente alla magia (ormai si definisce Magus sulla scia di Aleister Crowley). Il fumetto, quindi, viene da lui utilizzato per veicolare concetti e informazioni di tipo occulto. Si tratta, in parole povere, di un vero e proprio atto magico, influenzato da Crowley, appunto, ma anche da altri occultisti come Austin Osman Spare ed Edgar Waite, tra gli altri.

In questo volume che include i nn. 24-32 della collana originale tutti i nodi vengono al pettine. Sophie, dopo un incredibile viaggio in una dimensione chiamata Immateria che ha costituito per lei un momento di crescita interiore, ritorna a New York. Ma c’è una minaccia in agguato: la fine del mondo. L’Armageddon sta per verificarsi e, a quanto è dato capire, Promethea non ha nessuna intenzione di fermarlo. In questi sorprendenti capitoli, quindi, Alan Moore ci presenta la sua peculiare versione dell’Apocalisse che non è concepita come qualcosa di spaventoso e distruttivo ma piuttosto come una possibilità di cambiamento e di evoluzione del genere umano.

Naturalmente, queste parole danno solo una pallida idea di ciò che il lettore avrà modo di scoprire nel volume. Moore si sbizzarrisce con i suoi testi inventivi e sublimi, facendo sfoggio di svariati stili espressivi e descrivendo situazioni a dir poco visionarie. Inserisce nella story-line pure Tom Strong e altri eroi della linea ABC, allo scopo di far comprendere che Promethea agisce nel medesimo universo. A dare forma alle visioni magiche di Alan è il bravissimo J.H. Williams III che realizza tavole spettacolari e variopinte, impreziosite da un mix entusiasmante di disegno, elementi pittorici e grafica computerizzata.

Molte tavole sono autentiche opere d’arte psichedelica, contrassegnate da un lay-out mutevole basato sempre su simboli e immagini precise e dal significato ‘occulto’. Va segnalato, in particolare, l’incredibile n. 32, quello conclusivo. L’episodio è composto da due enormi immagini di sedici pagine ciascuna che possono essere lette come un qualsiasi fumetto ma anche assemblate come poster che, peraltro, sono allegati in questa edizione. Il risultato è scioccante e coinvolgente ed è l’ennesima dimostrazione del talento di Alan Moore e J.H. Williams III.

Il libro include pure una storia scritta da Steve Moore e disegnata dal raffinato ed elegante Eric Shanower, tratta dall’albo Tomorrow Special. E’ un delizioso omaggio a un classico del fumetto, Little Nemo di Windsor McCay, e vede come protagonista una delle tante versioni di Promethea, quella creata dalla fittizia scrittrice Margaret Taylor Case, alle prese con una vicenda dai toni onirici e fiabeschi. C’è inoltre un estratto da Tom Strong n. 36, scritto da Alan e illustrato da Chris Sprouse. In questo caso, l’eroe pulp deve vedersela con lo stesso Armageddon affrontato da Promethea. Infine, non manca neanche una sezione con interessante materiale extra (illustrazioni inedite di Williams III, schizzi, progetti di copertine e una delle dettagliatissime sceneggiature di Moore).

Insomma, questo terzo volume di Promethea è imperdibile (come i precedenti, del resto) e non può mancare nella libreria di un estimatore dei comics.

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