Si conclude la trilogia d’avventura di Faith Erin Hicks.

Dopo la morte del Generale di Tutte le Lame e la presa di potere da parte del suo figlio ribelle Erzi, il futuro della Città Senza Nome dipende solo dalle gesta di Ratto e Kai… Ma i pericoli vengono anche dall’esterno: la Città  Senza Nome è assediata dalle truppe Yisun e dai Dao che intendono porre fine alla guerra. Una guerra che, come sempre, minaccia soprattutto gli abitanti della città. Intanto, Ratto e Kai si preparano a fare irruzione nel palazzo di Erzi per sottrargli l’antica arma in grado di cambiare le sorti del conflitto… e causare inimmaginabile distruzione! Nel frattempo, anche la madre di Kai fa la sua comparsa in scena, come principessa guerriera.

Il terzo volume riprende la storia da dove il secondo l’aveva interrotta, regalandoci un finale ben congegnato. Le caratteristiche del volume ripetono quelle che siamo riusciti ad apprezzare nel volume due, con una trama molto votata all’azione, che solo in alcuni momenti lascia lo spazio a segmenti più intimi che hanno soprattutto come protagonisti i genitori di Kai, che sono al centro spesso di scenette anche romantiche, che, a quanto pare, sono precluse ai due protagonisti. Nella recensione del secondo volume avevamo sottolineato come le sotto-trame fossero praticamente inesistenti e che i personaggi secondari fossero lasciati ai margini della storia. Purtroppo la prima è una caratteristica anche di quest’ultimo volume, in quanto la trama segue un solo filone, tra l’altro tutt’altro che originale.

Dal punto di vista dei personaggi, invece, abbiamo una piacevole eccezione alla regola, rappresentata dalla madre di Kai, un personaggio che appare solo nel terzo tomo (se si esclude un flashback nel primo volume), ma che viene descritto molto bene e che ci pare di conoscere da sempre, con quel suo carattere forte, ma che sa essere anche dolce quando si tratta del marito o del figlio. Proprio il rapporto con il marito è uno dei punti forti del volume, con i ruoli spesso invertiti: così vediamo lui, più basso, che quando la bacia deve alzarsi sulle punte dei piedi; o lei vestita di pelli da guerriera e lui in tunica sottile; una simpatica variazione sul tema che porta una certa dose di ironia nella storia.

In sintesi, abbiamo un volume leggermente migliore rispetto ai suoi due proedecessori, sia per una trama che si mantiene interessante e frizzante, grazie anche ad alcuni scontri di gruppo (ma in questi frangenti Hicks non indugia troppo, forse non si sentiva ancora sicura), sia per aver finalmente ampliato il ventaglio dei personaggi degni di nota, tanto che la mamma di Kai qui sembra rubare la scena addisittura al figlio ed alla sua amica Ratto.

Lo stile piuttosto cartoonesco di Hicks non muta, mostrando una influenza del fumetto orientale che si sposa con l’ambientazione. Si conferma sempre una certa abilità nella costruzione delle inquadrature, molto cinematografiche.

A differenza che i volumi precedenti, il terzo non contiene alcun extra.

Vi ricordo che tutti e tre i volumi della saga sono già disponibili alla vendita anche in cofanetto.

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