Boruto: il nemico è un alleato

Pubblicato il 29 Novembre 2018 alle 09:00

Nell’ultima puntata di Boruto – Naruto Nex Generations abbiamo potuto scoprire cosa abbia spinto il vecchio Onoki alla creazione dei terribili Akuta. Le sue motivazioni sono complesse, e la caratterizzazione del Terzo Tsuchikage si è fatta sempre più dettagliata, per dare modo agli spettatori non soltanto di conoscere quali siano le sue reali intenzioni, ma anche di giudicarle secondo il proprio personalissimo metro di giudizio: Onoki può essere giustificato in base alle sue sole intenzioni o è necessario prendere in considerazione anche le loro conseguenze?

Il Terzo Tsuchikage ha scelto di creare una sorta di esercito immortale con lo scopo di farlo combattere in guerra al posto degli Shinobi. Certamente l’intento sembra fra i più nobili, ma la scelta si rivelerà molto pericolosa nel momento in cui lo stesso Onoki realizzerà quanto sia complicato controllare le sue stesse creature. Ma basterà questo a spingere Onoki a rinunciare al suo piano? E perché Mitsuki è così importante per lui?

5. Le origini del Male

Il vecchio Onoki ha le sue motivazioni, che vengono rivelate a Shikadai dalla Quarta Tsuchikage attualmente in carica, Kurotsuchi, la nipote di Onoki. I due sono stati fatti prigionieri, e nella loro momentanea solitudine trovano un po’ di tempo per poter parlare.

Kurotsuchi sa perfettamente cosa abbia spinto suo nonno alla creazione degli Akuta, così racconta la sua storia a un attentissimo Shikadai. Cinque anni prima della linea temporale principale (che comunque ricordiamo non essere il presente) il Villaggio della Sabbia subì un durissimo attacco, durante il quale furono moltissimi i Ninja che persero la vita. Questa strage colpì molto da vicino Onoki, che iniziò così a pensare a un modo per proteggere gli abitanti del suo Villaggio, pur non rivestendo più la carica di Tsuchikage.

Un giorno, mostrò a sua nipote Kurotsuchi e ad altri Shinobi del suo Villaggio la sua nuova creazione: delle creature sintetiche che eseguono alla perfezione i comandi impartitigli, e che per questo motivo potranno essere impiegate durante le eventuali future guerre al posto dei Ninja in carne e ossa. Alla vista di cosa fossero in grado di fare queste creature, lo stupore, la meraviglia e la gioia si dipinsero negli occhi degli astanti, tutti tranne una: Kurotsuchi.

La donna è sospettosa fin dall’inizio, ma le sue preoccupazioni prendono forma nel momento stesso in cui i due primissimi prototipi di Akuta creati da Onoki iniziano a combattere fra loro senza aver ricevuto alcun comando. Anche se Onoki le dice che trattandosi per il momento soltanto di prototipi è normale che non siano perfetti e che ha tutte le intenzioni di continuare a lavorarci su, la Quarta Tsuchikage continua a pensare che questo progetto potrebbe ritorcersi loro contro, per cui decide di porvi fine. Ma Onoki non la pensa affatto come lei, e per questo continua imperterrito a lavorare sugli Akuta in segreto. Sarà proprio da questo singolo evento che avrà inizio quella catena di eventi che ha portato allo scontro interno e con Konoha.

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4. Per servire e proteggere

Onoki non ha certo creato gli Akuta per dare inizio a una Quinta Guerra Mondiale Ninja, poiché diviene chiaro che il suo intento sia quello di proteggere le vite degli abitanti del Villaggio della Roccia. La morte di così tanti Shinobi durante l’ultimo attacco di cui il suo Villaggio è stato vittima è stata la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso: il suo animo, già segnato profondamente da una vita intera trascorsa sui campi di battaglia più disparati e, soprattutto, dalla Quarta Guerra Mondiale Ninja, ha subito l’ennesimo, durissimo colpo.

Vedere morire tanti giovani ha dunque innescato un processo nella mente di Onoki che lo ha condotto a quella che, per lui, è l’unica soluzione plausibile per cercare di evitare in ogni modo possibile ulteriori sprechi di vite umane: la creazione di un esercito artificiale da mandare in battaglia al posto degli Shinobi e che abbia come priorità assoluta proprio la protezione della vita degli esseri umani.

Tuttavia, le intenzioni del Terzo Tsuchikage non sono veicolate unicamente dal suo desiderio di proteggere le vite di tutti i suoi concittadini, sentimento, questo, riconducibile proprio al ruolo di grande importanza rivestito per moltissimi anni prima di passare il testimone alla sua Kurotsuchi: la decisione di Onoki si basa anche, in larga parte, su un pregiudizio (per ora però rivelatosi molto spesso fondato) sulle nuove generazioni di Ninja…

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3. La sfiducia nelle nuove generazioni

Durante gli scorsi episodi di Boruto – Naruto Next Generations ci è stato rivelato il punto di vista dei Kage attuali e degli anni passati sulle nuove generazioni di Shinobi: in generale, sono tutti d’accordo nel ritenere che i giovani Ninja siano senza spina dorsale.

Se da un lato la tanto agognata pace conseguente all’alleanza di tutti gli Shonibi del mondo di Naruto durante l’ultima, terribile Quarta Guerra Mondiale Ninja ha portato lunghi anni di serenità e di collaborazione fra i diversi Villaggi, il rovescio della medaglia è che la mancanza di veri scontri nei quali far partecipare i Ninja più giovani ne sta minando le abilità in combattimento: senza una reale capacità di affrontare scontri reali, come faranno i nuovi Genin ad affrontare la nuova minaccia che si prospetta all’orizzonte e quelle future?

Naturalmente il Settimo Hokage Naruto non la pensa affatto così, e nemmeno Kurotsuchi, vista la sua reazione alla vista degli Akuta. Tuttavia, la fiducia nei protagonisti di questa serie sembra davvero scarseggiare fra i Ninja più esperti, ed è per questo che Onoki pensa a dei loro sostituti da mandare al massacro in guerra.

Dunque, la mancanza quasi totale di fiducia nei confronti dei Genin è un altro elemento che è stato fondamentale per spingere Onoki a dare vita agli Akuta, ritenendo questi ragazzi del tutto o quasi incapaci di affrontare dei veri scontri. Ma forse i piccoli Genin del Villaggio della Foglia guidati da un intrepido Boruto potrebbero fargli cambiare idea…

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2. I nuovi Zetsu Bianchi?

I fan di Naruto conoscono bene la storia dell’esercito degli Zetsu Bianchi creati da Kaguya, che inevitabile ritorna alla mente alla vista di questi Akuta. Per il momento, il numero dei secondi è ancora decisamente inferiore a quello dei primi, ma il pericolo che gli Akuta fuori controllo possano trasformarsi in un nuovo esercito praticamente immortale e senz’anima è dietro l’angolo.

Il pericolo che ciò avvenga è dunque reale, sopratutto alla luce del fatto che il piano di Onoki stia per compiersi, grazie anche all’aiuto di Mitsuki, coinvolto in questa faccenda per motivazioni ancora non esplicate. Eppure, nonostante sia evidente anche per il creatore degli Akuta quanto questo suo esperimento si sia già rivelato fallimentare e mortifero, il Terzo Tsuchikage non arretra di un passo: anche se già ci sono state delle vittime e potrebbero essercene ancora e anche se rischia un incidente diplomatico di dimensioni mostruose con Konoha, Onoki è saldo nelle sue scelte e pienamente convinto di essere nel giusto, come rivela anche il titolo stesso dell’episodio, La Giustizia di Onoki.

Ma forse Onoki sta semplicemente ignorando le terribili conseguenze di queste sue convinzioni e decisioni, focalizzandosi sul solo aspetto che per lui è importante: evitare che altri Ninja perdano la vita in guerra, anche se adesso egli stesso si è macchiato le mani con il loro sangue.

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1. Il bianco e il nero

Onoki sarà anche molto anziano, ma non è un uomo sprovveduto, e sa perfettamente che essere stato scoperto nel momento più cruciale del suo piano potrebbe costargli perfino la vita. Eppure, non arretra di un singolo passo: cosa lo spinge a voler continuare, nonostante conosca le conseguenze delle sue azioni?

Il Terzo Tsuchikage non vuole fare del male al piccolo Boruto e ai suoi amici, come non voleva mettere in pericolo le vite di nessun altro, ed è per questo che chiede al primogenito di Naruto di starsene buono. Il ragazzino però non ha intenzione di arrendersi, e non tanto per sventare il pericolo imminente, quanto piuttosto per quella che per lui resta ancora l’unica, vera priorità: salvare Mitsuki.

L’amicizia è vitale per Boruto come per suo padre, e come lui non abbandonerà mai il suo migliore amico proprio nei momenti in cui ha più bisogno di lui. Anche di fronte allo scoppio probabile di un nuovo conflitto, nulla conta per Boruto più della vita di Mitsuki.

La cocciutaggine accomuna dunque il Genin della Foglia e l’ex Tsuchikage della Roccia, ed entrambi sono mossi dalle migliori delle intenzioni. Ma c’è una differenza fondamentale fra i due: Onoki è disposto a sacrificare delle vite per raggiungere i suoi obiettivi, mentre Boruto cercherà sempre di salvare tutti cercando di non calpestare nessuno sulla sua strada verso il salvataggio del suo amico, e questo tratto del suo carattere ancora una volta lo avvicina a suo padre, per quanto la cosa potrebbe infastidirlo!

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