Tutto quellen ke c’è da saperen sulle truppe tetesken di Bonvi, ach!

«Le Sturmtruppen sono un’efficace satira dell’ottuso militarismo nazista. Soldati pasticcioni, paurosi, con una gran voglia di tornare a casa, suscitano il riso con il buffo tedesco maccheronico delle loro battute; ma si tratta di un riso amaro, che fa riflettere sulla stupidità e la crudeltà della guerra.» (Enciclopedia Treccani)

  • Il Sergenten Bonvi e la sua leggenden

Modena, primi giorni di ottobre del 1968. In un periodo storico colmo di tumulti e cambiamenti post-bellici, all’interno di una locanda nasce un nuovo “tumulto a fumetti”, creato dal giovane creatore del personaggio di Cattivik, il modenese Franco Bonvicini (in arte Bonvi, 1941-1995). Una striscia comica a cui verrà dato il tedesco nome di Sturmtruppen è nata e inizierà la sua scalata verso il successo di pubblico e di critica.

Neanche il tempo di “emettere il suo primo vagito fumettistico” che, dopo un mese, la strisce riceve il premio della Città di Lucca durante il suo IV Salone dei Comics, oltre a ricevere il premio come migliore striscia umoristica dal quotidiano “Paese Sera”, che sarà il primo a ospitare le strisce dell’autore modenese a partire dal 23 novembre 1968.

Questi piccoli soldati tedeschi senza identità (e molto spesso anche senza occhi, nascosti dai loro elmetti) dimostravano in maniera ironica e grottesca la vita militare, senza nascondere frecciatine satiriche alla situazione politica attuale. I personaggi variavano costantemente, tranne alcuni come il Sergenten, il cuoken, la piccola fedetta prussiana (nome che si ispira alla “piccola vedetta lombarda” narrata all’interno del libro Cuore di Leonardo de Amicis), gli eroiken portaletteren e portaferiten, il tenente, il capitanen dalle tendenze omosessuali e Galeazzo Musolesi, unico personaggio che possiede un’identità definita (italiano proveniente da San Giovanni in Persiceto, alleato delle truppe tedesche, incarna tutti gli stereotipi degli italiani in periodo di guerra).

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Un fenomeno a fumetti che ha avuto un successo strepitoso, non solo in Italia: le divertenti disavventure delle truppen tetesken sono state tradotte in ben venti Paesi e in undici lingue, tra le quali il russo (è stato infatti il primo fumetto straniero mai pubblicato nell’ex URSS). Quasi seimila strisce sono state pubblicate da svariati editori su diverse riviste e periodici per più di 25 anni, fino all’incidente automobilistico in cui l’autore perse la vita nel 1995. Le Sturmtruppen di Bonvi hanno fatto le loro campagne militari sui quotidiani “L’Ora di Palermo”(1969), “La Gazzetta di Parma” (1971), “Il Resto del Carlino-La Nazione” (1981), “La Voce” (1994) e sui periodici “Segretissimo” (1970), “Corriere dei ragazzi” (1974), “Corriereboy” e “Nick Carter” (1976), “Sorrisi e Canzoni TV”(’70), “Radiocorriere TV” (1985), “Bi-Bop-Alula” (1984), “Be Bop A Lula” (1986), “The European” (1990), Comix (1992). Nel 1975 Max Bunker lo ospita sulla rivista “Eureka” fino al 1975; dopo un anno di pausa, Editoriale Corno raccoglie le strisce pubblicate (1350 circa) nell’edizione Eureka Pocket e poi gli dedica un’intera rivista, “Sturmtruppen Koloren (1978), al quale segue la cronologia “Sturmtruppen Mese” (1981). Quasi in contemporanea, la stessa Corno pubblica una raccolta di figurine (1977) che ottiene un grosso successo.

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