Arrivano gli ultimi numeri della nuova serie di Flash che fungono da preludio a Flashpoint! Seguite Barry Allen in un’avventura dalle conseguenze inimmaginabili! Presto per il DC Universe niente sarà più lo stesso!

Flash n. 2 – La Strada per Flashpoint

Autori: Geoff Johns, Scott Kolins (testi), Francis Manapul (disegni)
Casa Editrice: RW-Lion
Provenienza: USA
Prezzo: € 9,95, 16,8 x 25,7, pp. 96, col.
Data di pubblicazione: gennaio 2012

Come gli utenti sanno, la DC Comics ha recentemente varato il rilancio del suo affascinante universo narrativo e ciò è stata la conseguenza di un acclamato cross-over, Flashpoint, imperniato su Flash, alias Barry Allen, uno dei supereroi più amati dell’etichetta statunitense.

Morto nel 1985 nella storica Crisis On Infinite Earths, è poi tornato in vita nella stupenda Final Crisis di Grant Morrison e subito dopo la DC ha proposto un mensile a lui dedicato che però ha avuto accoglienze contrastanti.

RW-Lion pubblica il secondo tp di Flash che comprende i nn. 9-12 di tale serie, cioè quelli che precedono l’inizio ufficiale di Flashpoint che vedremo tra non molto in Italia. E va da sé che le cose, sia per ciò che concerne l’eroe sia per il DC Universe in generale, non saranno più le stesse. Al timone del serial c’è Geoff Johns, colui che, al pari di Morrison, è l’autore di punta dell’etichetta statunitense e che ha portato la Lanterna Verde Hal Jordan a livelli di popolarità impensabili fino a pochi anni fa.

Barry Allen, quindi, è di nuovo tra noi e, come ai tempi d’oro, lavora per il Dipartimento di Polizia di Central City ed è sposato con Iris West. Ma la situazione, al di là delle apparenze, non è più quella di una volta. Il ritorno dalla morte, infatti, ha compromesso Barry dal punto di vista emotivo e l’eroe sta incominciando a chiudersi in se stesso, isolandosi non solo dalla moglie ma anche dai suoi amici, a cominciare dal primo Flash, il leggendario Jay Garrick. Ma nemmeno Wally West, suo ex partner nella lotta al crimine, e Bart Allen, attuale Kid Flash, riescono a comunicare facilmente con lui.

Per giunta, a Central City il crimine non manca e in questo tp in particolare Barry dovrà vedersela con una serie di misteriosi omicidi e con una classica nemesi, il Professor Zoom, più letale e crudele che mai. Inoltre, c’è l’enigmatica presenza di Hot Pursuit che è legato alla Forza della Velocità e la cui identità, ve lo anticipo, costituirà una sorpresa per molti. Nella vita di Barry, infine, rientra l’affascinante Patty Spivot, ex collega di Barry che, potenzialmente, potrebbe complicare la vita amorosa del nostro. Si intuisce, comunque, che tutto prenderà una piega imprevedibile e le conseguenze di ciò che si legge in questo volume saranno la base narrativa fondamentale di Flashpoint.

Johns, in alcuni capitoli assistito da Scott Kolins, realizza un ottimo lavoro e scrive una story-line godibile e intrigante, non rinunciando a svolgere, pur nell’ambito di un prodotto supereroico standard, interessanti analisi psicologiche di Barry e degli altri componenti del cast, approfondendo soprattutto le non facili relazioni intercorrenti tra Flash e Kid Flash. I dialoghi sono ben impostati e a volte hanno una profondità introspettiva notevole e costituiscono uno degli elementi più interessanti del comic-book.

Il penciler Francis Manapul è efficace e si dimostra a suo agio specialmente nelle sequenze più dinamiche e piene d’azione, ma è valido pure in quelle più tranquille, e a volte ricorre anche a un uso particolare delle prospettive e a un’impostazione della tavola piuttosto inventiva. Nel complesso, Flash non è un fumetto rivoluzionario e innovativo ma è contrassegnato da professionismo innegabile e in ogni caso questi episodi vanno letti poiché rappresentano un tassello imprescindibile per l’imminente Flashpoint. Da provare.

Voto: 7

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1 commento

  1. Come al solito, nemmeno una parola sulla qualità dell’edizione curata da rw/lion.
    Non so se il “non parlare” della (scadente) qualità della carta, degli errori/refusi, del fatto che uno degli editoriali alla fine del volumetto è stampato male (manca un pezzo di articolo per collegare il discorso interrotto bruscamente nella pagina precedente), della superfluità degli stessi redazionali (visti i contenuti), del cattivo effetto dei colori sui supporti prescelti, sia determinato dal rischio di essere tacciati di “bimbomichiaggine”.
    Eppure quando era la Planeta a pubblicare la DC si parlava solo di questo (mentre dei contenuti fumettistici originali non si parlava mai).
    A cosa è dovuto il cambio di regime? Forse la bimbomichiaggine è una malattia scoperta solo nel gennaio 2012?
    Intanto, vado a rileggermi gli editoriali (belli, veri e interessanti) che scriveva Andrea Materia sul mensile Flash della Play Press, nonchè gli ottimi scritti dagli editor Planeta come Fran San Rafael…

    Ah, si: la storia. Buona, ma non eccezionale come ai bei tempi di Johns. Che avesse già detto tutto su Flash con il ritorno di Barry Allen era risaputo. Il tratto di Kolins è migliorato (ma resta pur sempre cattivo e impreciso come ai bei tempi). Uno stile che non mi è mai piaciuto.
    Credo che il migliore disegnatore che si sia cimentato su Flash negli ultimi anni sia Howard Porter

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