La Saga del Costume Alieno Vol. 1 – Spider-Man Collection 15 | Recensione

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Siete pronti per la Saga del Costume Nero? Allora non perdete questo volume di Spider-Man Collection! Tom De Falco e Ron Frenz narrano le prime avventure dell’Uomo Ragno con la sua nuova divisa, giocando abilmente con atmosfere supereroiche e hard-boiled!

Quando Jim Shooter divenne editor in chief della Marvel si rese responsabile di un profondo rinnovamento. Fu lui a dare spazio ad autori innovativi del calibro di Frank Miller e si aprì alle novità. Secondo la sua ottica, le serie della Casa delle Idee dovevano sorprendere i lettori con colpi di scena, nuovi personaggi e situazioni narrative fino a quel momento giudicate impensabili.

Il culmine di questa tendenza fu la sua maxiserie Secret Wars, incentrata su uno scontro senza esclusioni di colpi tra i principali eroi Marvel e il potentissimo dio Arcano. Alla fine di Secret Wars, decise Shooter, ci dovevano essere profondi mutamenti nell’Universo Marvel e questi, in effetti, non mancarono. Giusto per fare un esempio, al ritorno dal pianeta dell’Arcano, i Fantastici Quattro avevano una formazione diversa, con She-Hulk al posto della Cosa. E per quanto riguarda l’Uomo Ragno? Beh, sfoggiava un nuovo costume.

I fan dei supereroi sanno che i cambiamenti dei costumi si verificano spesso. Tuttavia, nel caso dell’Arrampicamuri il discorso era complicato. La celebre calzamaglia rossa e blu era uno dei tratti distintivi del personaggio e modificarla costituiva un grosso rischio. Shooter era però convinto che la cosa avrebbe fatto discutere i lettori e contribuito a tenere alta l’attenzione nei confronti delle ragno-testate. Tutto sommato, non si sbagliò ma, con il senno di poi, l’idea si rivelò un errore e nel giro di poco tempo la Marvel corse ai ripari.

Di conseguenza, in Amazing Spider-Man Peter Parker sfoggiava la nuova divisa e invece in Spectacular Spider-Man e in Web of Spider-Man usava quella classica. Non era una decisione pratica e alla fine Peter tornò in maniera più o meno definitiva al consueto look. Tuttavia, le prime storie con il costume nero sono interessanti e Panini Comics ha deciso di riproporle in due volumi di Spider-Man Collection. In quello iniziale sono inclusi i nn. 252-263 di Amazing Spider-Man, immediatamente successivi alle vicende di Secret Wars.

Nel n. 252 Roger Stern e Tom De Falco descrivono quindi il ritorno del signor Parker da Battleworld. Naturalmente il costume nero fa un effetto strano a tutti, a cominciare dallo stesso Peter. E’ infatti senziente e colui che lo indossa può controllarlo mentalmente. Perlomeno sono queste le premesse poiché, come l’Uomo Ragno scoprirà presto a sue spese, le cose sono complicate e diventeranno sempre più preoccupanti.

Dal n. 253 Tom De Falco prende le redini del mensile e dà il via a una lunga e complessa story-line, rendendo omaggio alle atmosfere storiche del mensile, quelle del periodo Lee/Ditko. All’epoca il Sorridente aveva scritto una lunga saga hard-boiled usando personaggi come Goblin, il Signore del Crimine e Big Man e facendo agire l’Arrampicamuri negli ambienti dei gangster. De Falco cerca di fare qualcosa di simile, presentandoci la Rosa, un misterioso boss che pare rievocare i cattivi dell’era ditkiana.

Non manca Hobgoblin, già introdotto da Roger Stern; appare di tanto in tanto lo zar del crimine Kingpin e inoltre c’è il bizzarro Jack Lanterna. Tentando di coniugare tradizione Marvel e innovazione, De Falco introduce poi l’aggressivo Puma e il ladro gentiluomo Volpe Nera, usa villain già noti come lo Spirito Rosso e si ricorda persino del farsesco Spider-Kid. Molti di questi personaggi appariranno anche in seguito e sono tutti parte di un articolato puzzle narrativo.

De Falco scrive testi in linea con quelli di Stan Lee e presenta una vicenda che si collega all’attitudine del passato. Nello stesso tempo, però, imposta la sottotrama relativa all’enigmatico costume nero. Gli episodi non sono rivoluzionari ma godibili e divertenti e se volete leggere un fumetto tipicamente Marvel allora questo è il volume che fa per voi.

La maggior parte dei capitoli è disegnata da Ron Frenz, penciler che si ispira da sempre ai classici artisti Marvel. Se in Mighty Thor si divertiva a mimare, se non addirittura a copiare, il tratto del leggendario Jack Kirby, qui prova ad avvicinarsi allo stile ditkiano. Non sempre ci riesce ma il suo Peter Parker è esile e dimesso come quello dei gloriosi esordi e le sequenze d’azione ricordano quelle dei primissimi albi di Amazing Spider-Man.

I nn. 252-253 sono invece illustrati dal bravo Rick Leonardi che ha un tratto contorto ed espressivo. Nel complesso, lo ripeto, il volume non propone storie rivoluzionarie. E’ comunque interessante e ha il merito di presentare episodi dell’Uomo Ragno che molti ricordano con affetto.

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