Torniamo alla “normalità” con questo volume dopo la digressione del Volume 5 che aveva avuto come protagonista Pia…

Pia è tornata a casa, ma invece della pace familiare ha trovato una brutta sorpresa: sua mamma ha iniziato una relazione con Aslan, l’antierore (ma nemmeno troppo, in realtà) dei primi volumi della storia.

Nel frattempo, con l’aiuto di McKay, lontano dai problemi famigliari di qualsiasi tipo, il signor Block, il boss della compagnia per cui lavora McKay, continua il suo piano per creare un sindacato del crimine infradimensionale con le versioni alternative di se stesso; anche se non tutti riescono ad adeguarsi ai suoi obiettivi e ne pagano subito e violentemente le conseguenze… Pia riceve un segnale e pensa di trovare di nuovo suo fratello Nathan (il piccolo Nate che aveva perso), ma invece trova una sua vecchia conoscenza. Non tutto però è perduto ed in effetti qualcuno di inaspettato arriverà a salvarla, per fortuna.

Rick Remender riprende le fila dalla fine del quinto volume, in cui Pia era riuscita a tornare a casa e riabbracciare la madre; ora però la situazione si fa molto difficile per la ragazza, più di quanto avrebbe mai potuto pensare: la relazione della madre con Aslan è infatti uno shock per lei, che le fa rifiutare anche la vita nella sua ex casa. Ma sarà proprio la sua fuga ad introdurre in questo nuovo volume nuovi pericoli dalle altre dimensioni e l’elemento supereoistico: da una altra dimensione, infatti, arriva una squadra di supereroi a salvarla.

In questa tematica Remender, che ha avuto certo una bella esperienza maturata anche alla Marvel, da Capitan Ameriva a Uncanny X-Men, mantiene un tono a volte scanzonato, quasi quella innocenza negli atteggiamenti che si vedeva decenni fa nei comics americani.

Dal punto di vista della trama, McKay è ancora in ombra, soprattutto per il motivo che conosciamo dal Volume 5, che ha segnato la stessa figura di McKay all’interno della trama generale dell’epopea.

Ma il ritmo è ben calibrato e sembra che l’autore, dopo i primi volumi sia riuscito ad ottenere un equilibrio che gli consente di giocare con i generi, commedia nel volume precedente, supereroistico in questo, senza perdere di vista l’obiettivo della storia anche se in questo volume c’è riuscito meglio rispetto che nel precedente.

L’arte di Matteo Scalera merita anche in queso volume gli apprezzamenti che le abbiamo rivolto per i volumi precedenti, grazie alle belle tavole, con pagine e copertine che hanno spesso dei picchi.

In questo volume si potrà poi apprezzare anche la ottima caratterizzazione grafica dei personaggi, soprattutto quegli alieni che dimostrano una bella varietà e fantasia; senza contare la bella caratterizzazione dei supereroi di questo volume, con tute che richiamano esempi ben più famosi di case editrici storiche… senza nulla togliere alla Image, ovviamente. Il tratto dinamico e non sempre morbido riesce a sottolineare l’atmosfera di tensione del volume, accentuando il senso di solitudine e malinconia che permea tutta la storia.

In questo volume troviamo ancora come colorista Moreno Dinisio che è ormai una garanzia in questa serie e che anche in questo volume non delude

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