Preacher 3×01: “Angelville”

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“La nonna ti ama più di qualsiasi altra cosa.”

Preacher è una di quelle serie di cui ogni volta ti dimentichi, ma il cui ritorno ogni volta rappresenta la più lieta delle notizie: sarà che il palinsesto televisivo offre tantissimi prodotti, sarà che alcuni di quei prodotti sono di gran lunga superiori a questo, o forse sarà che la serie AMC creata da Seth Rogen ed Evan Goldberg non è in grado di generare quell’attesa febbricitante che circonda gli show più seguiti, ma sembra ieri che scorrevano i titoli di coda sulla seconda stagione, nonostante sia già passato un anno. Eppure Ma basta la sigla iniziale e puff.

Siamo di nuovo in quel mondo. Siamo di nuovo al fianco di Jesse, Tulip e Cassidy. Siamo di nuovo con loro alla ricerca di Dio, lungo le strade perdute del mondo fantasy/religioso assurdo e perverso creato da Garth Ennis e il compianto Steve Dillon sulle pagine dei fumetti DC, un mondo surreale e divertente e scabroso le cui bruttezze tanto ricordano quelle che affliggono la nostra realtà. E in questo senso il primo episodio della terza stagione di Preacher funziona alla perfezione, per come riesce a (ri)catapultare immediatamente lo spettatore nelle atmosfere della serie, subito riconoscibile e familiare come un vecchio amico che non vedevamo da un po’.

Eccentricità, humor al di là del black e molto più che contorto, violenza e brutalità, un feticismo inspiegabile per il grottesco ed ogni cosa che sia disgustosa (verrà inquadrato un intruglio fatto di pelle morta, unghie e capelli, che uno dei personaggi butterà giù come fosse acqua zuccherata) e soprattutto un livello di blasfemia raro e introvabile al giorno d’oggi all’infuori di questo show.

Diretto dal veterano delle nuova era della televisione Michael Slovis (regista, tra gli altri, di Breaking Bad e Game of Thrones) e scritto dallo showrunner e co-creatore della serie Sam Catlin, Angelville riparte in medias res ricollegandosi esattamente agli istanti finali della seconda stagione: Tulip è morta, e Jesse è convinto che l’unica cosa da fare per riportarla indietro è chiedere aiuto Madame L’Angelle, sua nonna.

La serie AMC sarà anche incentrata sulla ricerca di Dio, fuggito dal Paradiso dopo aver abdicato, ma a lungo andare quello che era iniziato come un on the road fra tre amici è diventato gradualmente un’interessante e soprattutto intelligente studio sulla sofferenza e la condizione umana. Nella seconda stagione abbiamo passato molto tempo negli inferni personali dei personaggi, sia psicologici, sia fisici che metafisici (con la sottotrama di Eugene ed Hitler all’Inferno) e come nella Divina Commedia, qui passiamo al Purgatorio (bellissima la rappresentazione in stile soap opera del limbo in cui è imprigionata Tulip).

In attesa di ascendere al Paradiso, per i nostri protagonisti si prospettano nuove tribolazioni. Probabilmente nel corso della terza stagione il tragico passato di Jesse sarà un punto focale della narrazione, con Madame L’Angelle (Betty Buckley) che assumerà il ruolo di villain principale, per lo meno in attesa di rivedere Herr Starr, le macchinazioni del Graal e il Santo degli Assassini. E ovviamente Dio, che continua a girovagare per il mondo travestito da dalmata sadomaso.

Basta l’ultima frase a farvi capire quello che troverete in questa serie.

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