Intervista a Karicola | BGeek 2018

Pubblicato il 25 Giugno 2018 alle 17:30

Due chiacchiere con la disegnatrice della tenera storia di amicizia Guni.

Un’opera dai colori brillanti e dagli angoli morbidi e tondeggianti campeggia sullo stand della verde Tunué, casa editrice di fumetti per ragazzi (e non solo!).

Dietro all’allegra pila di Guni c’è Karicola (nome d’arte di Chiara Colagrande), la bionda disegnatrice pescarese, è presente al BGeek 2018 senza il suo compagno di avventure Tauro. Dopo una sessione di sketch e chiacchiere con mamme e piccoli innamorati di Guni, abbiamo intervistato la creatrice delle avventure di questo unicorno pasticcione.

MF: Grazie della disponibilità! Iniziamo con una domanda sulla genesi di Guni: com’è nato questo vostro ultimo lavoro?

CC: Guni è nato da un’idea balenata mentre io e Tauro eravamo allo stand Tunué durante il Romics di settembre 2017, quando eravamo lì per presentare il nostro Claire e Malù. All’interno di quest’ultimo volume c’è un unicorno, e una ragazza che lavora allo stand Tunué ci ha detto che sarebbe bello fare un fumetto su un unicorno. Ci siamo guardati e abbiamo deciso di farlo! Si potrebbe dire che, grazie a questo dettaglio, Guni fa parte di un continuum storico, anche se è qualcosa di completamente diverso da Claire e Malù.

MF: Con Guni abbracciate sia un pubblico di ragazzini che un pubblico di adulti, non è così?

CC: Sì, infatti lo scopo dei fumetti fatti da me e Tauro è quello di crearli con una doppia lettura. Cerchiamo di far contenti i più piccoli, che ridono dato che è un fumetto umoristico, sia i genitori, che accompagnano i piccoli nella lettura. Infatti l’unicorno Guni è un po’ l’opposto di ciò che è un vero unicorno: solitamente l’unicorno è saggio, maestoso e imponente, mentre Guni è goffo, piccolo e lo prendono in giro dicendo che ha un bernoccolo in fronte. Inoltre è capriccioso e antipatico, e porterà tutti i suoi amici all’interno di una disastrosa avventura.

MF: Si potrebbe dire che i vostri fumetti sono un po’ come “Topolino”: prima lo leggono i bambini, poi va a finire sul comodino dei genitori, che lo leggono prima di andare a dormire!

CC: Vero! Il nostro pubblico è stranissimo, perché fatto da bimbi piccoli e poi c’è un balzo verso i trentenni, che ci seguono su internet e ci confidano che hanno colto certe citazioni che i piccoli non colgono.

MF: Graficamente parlando, quali sono le differenze tra Guni e il precedente Claire e Malù?

CC: Il primo, cronologicamente parlando, è “cartoonesco”. Guni, invece, è più illustrativo. All’interno del mondo di Guni ci sono una serie di elementi che avrei voluto mettere, come foreste incantate, animali magici e anche una serie di tavole fatte ad acquerello, per dare uno stacco visivo tra tutta la narrazione e una particolare scena.

MF: Su cosa si è basata la scelta dei colori?

CC: Ho scelto di usare colori vivaci per cercare di attirare i piccoli e per dare l’idea di vivacità. Verso la fine, invece, ho usato dei colori, per così dire, “reali, per indicare il distacco tra il mondo di Guni e la Terra.

MF: Quali sono le tecniche utilizzate?

CC: Faccio prima le matite e poi continuo il lavoro con Photoshop (con Claire e Malù ho usato anche il programma MangaStudio, per ricreare una specie di china).

MF: Che rapporto hai con il tuo pubblico? Lo incontri spesso in fiere, incontri con le scuole, ecc.?

CC: Eravamo attesissimi da mamme e insegnanti, che non vedevano l’ora di prendere il nuovo volume di Tauro & Karicola! Il fumetto ha poco più di un mese, quindi per ora non abbiamo un riscontro fortissimo. Abbiamo scoperto che c’era anche una forte curiosità da parte dei nuovi lettori verso Guni che, di riflesso, hanno acquistato anche Claire e Malù! Un veicola l’altro!

MF: Tu e Tauro quanto avete ancora da raccontare?

CC: Abbiamo tante cose in cantiere, sia per i piccoli che per i grandi! Stiamo pensando a un tratto diverso e a un pubblico diverso. All’inizio ci proponevamo come autori di genere differente: avevamo lavorato anche a delle tavole splatter! Poi, dato che eravamo più ferrati sull’editoria per ragazzi, abbiamo preso quella strada. Comunque ci vedrete presto di nuovo all’opera! Singolarmente, stiamo portando avanti altri progetti: non dico nulla per scaramanzia, comunque sto lavorando a roba realistica!

MF: Su quale genere punteresti il tuo futuro lavoro?

CC: Ho diverse passioni, quindi ogni volta cerco di cambiare tratto perché mi piace sperimentare, e quello che vedo in giro mi ispira tanto. Non farò mai roba iperrealistica, ma cercherò di prendere quello che ho imparato nel mondo delle illustrazioni e farlo diventare più adulto, scegliendo colori meno sgargianti e facendolo diventare qualcosa di più maturo, dato che il pubblico ora mi vede in maniera diversa.

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