Star Wars – Han Solo & Chewbacca | Recensione

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“Sei impulsivo Han. E’ quasi altrettanto grave. Ma non sei un simpatizzante imperiale. A malapena simpatizzi per noi” Leia – Han Solo #1.

Poco più di un mese fa, in concomitanza con lo Star Wars Day, Mondadori annunciava a sorpresa non solo di aver acquisito i diritti per pubblicare i nuovi romanzi ambientati nell’universo creato da George Lucas ma anche di aver raggiunto un accordo per ripubblicare, in un nuovo formato e con una esclusiva veste grafica realizzata in esclusiva da Giuseppe Camuncoli, i fumetti della saga già editi in Italia da Panini Comics partendo ovviamente dalla recente produzione targata Marvel.

In occasione dell’uscita di Solo – A Star Wars Story, Mondadori Comics ha deciso quindi di proporre nella sua collana Oscar Ink, il volume Star Wars – Han Solo & Chewbacca raccogliendo in un unico cartonato le due recenti miniserie con protagonista la coppia di contrabbandieri più sgangherata della galassia lontana, lontana.

In Han Solo – che si svolge in un momento imprecisato fra Episodio IV e V – Leia affida ad Han Solo un incarico sotto copertura: salvare un gruppo di informatori e spie della Ribellione. Per recuperare i 3 membri dell’Alleanza ribelle Han e Chewbacca dovranno partecipare con il Millenium Falcon alla più famosa e pericolosa corsa di navi spaziali della galassia: il Vuoto del Dragone. Questo permetterà ad Han di attraccare facilmente sui pianeta dove si sono rifugiate le spie ribelli prima che arrivi l’Impero: una delle tre infatti possiede tutta la lista delle spie ribelli della galassia, un documento che non deve cadere nella mani imperiali!

Marjorie Liu (X-23, Monstress sempre pubblicato da Mondadori Oscar Ink) imbastisce una trama semplice ma efficace a metà strada fra Mission: Impossible e il genere heist. La scrittrice gioca dapprima con gli stilemi della saga – il classico battibecco fra Han e Leia al momento del reclutamento – ma vira sin da subito verso una storia autonoma che, pur rispettando le atmosfere, brilla di luce propria.

E’ ovviamente l’azione a farla da padrone con inseguimenti mozzafiato fra navi spaziali e fughe dai soldati imperiali. La Liu riesce, in maniera estremamente intelligente, ad inserirsi, sia con il plot sia soprattutto con la caratterizzazione dei personaggi principali e secondari, fra quelli che sono i momenti principali della saga. Viene fornita così una interpretazione sicuramente familiare di Han eppure fresca e “diversa” merito di una trama che inserisce elementi esplorati solo marginalmente nelle pellicole – come il ruolo di contrabbandiere dello stesso Solo – mentre il plot si fa teso ed il ritmo della narrazione sempre più incalzante con la scrittrice che, con grande esperienza, inserisce la possibilità di un doppiogiochista fra le spie ribelli proprio quando la gara sta per raggiungere il suo climax e l’Impero sembra aver cattura Solo e il Falcon.

La mini scorre rapida e la lettura è piacevole merito anche di un’ottima prova alle matite di Mark Brooks che, pur “ricalcando” le anatomie dei personaggi principali, mostra il suo talento ed il suo estro soprattutto con una costruzione della tavola assolutamente mai banale e in cui si innestano perfetta le coreografie delle navi e dei loro inseguimenti.

La seconda parte del volume è occupata da Chewbacca.

In questa mini, ambientata dopo la Battaglia di Yavin, Chewbacca fa un atterraggio d’emergenza su un pianeta che sta per essere occupato dall’Impero. Il perfido Jaum infatti sta sfruttando la popolazione per estrarre dei rari minerali dal sottosuolo del pianeta. Fra il pianeta e l’Impero però si staglia però Zarro una tenace ragazzina che trova in Chewbacca un inaspettato alleato.

Infatti non solo l’inedito duo riuscirà a liberare gli schiavi, compreso il padre di Zarro, ma anche a evitare che l’Impero colonizzi il pianeta grazie ai muscoli di Chewbie e alla prontezza di spirito di Zarro.

Gerry Duggan (Deadpool, I Guardiani della Galassia) imbastisce una storia forse un po’ troppo semplice e lineare facendo affidamento sul carattere grottesco di Chewbacca ma di fatto senza approfondire nessun personaggio né tanto meno il singolare rapporto fra Zarro e il Wookie.

Seppur la risoluzione è ben congegnata e strappa più di un sorriso, la mini più volte soffre di soluzioni troppo ingenue o scontate.

Buono l’apporto di Phil Noto alle matite sempre molto pulito ed essenziale nella costruzione della tavola: una prova che, ovviamente, va ben oltre la sufficienza ma non eccelle come in altri frangenti.

 

 

Star Wars – Han Solo & Chewbacca è un ottimo volume che farà felici vecchi e nuovi fan della saga con storie adrenaliniche e divertenti. La lettura è scorrevole, le storie accessibili ma bisogna sempre tenere presente che si tratta di storie “a sé stanti”: se cercate quindi riferimenti alle pellicole e/o personaggi familiari – a parte i protagonisti – rimarrete delusi… o forse incuriositi. Sì perché l’universo fumettistico, specialmente quello di Star Wars, è stato e sta lentamente ricominciando ad essere un ricco bacino da cui attingere per espandere il mito e le possibilità narrative di un franchise che sta vivendo un periodo di estrema popolarità.

Ineccepibile la cura carto-tecnica con cui Mondadori decide di proporre i fumetti di Star Wars.

Il volume infatti è un elegantissimo cartonato con rilegatura a filo con sovracoperta con titoli in rilievo. Il formato è quello classico del comicbook ma il rapporto qualità/prezzo è quasi imbattibile per il mercato attuale – 10 episodi originali, 230 pagine circa per 19 € – ed è dettato non solo dall’indubbia “potenza” editoriale di Mondadori ma soprattutto dal circuito per cui questi volumi sono pensati ovvero per la libreria di varia in cui devono soddisfare un pubblico più casual e meno propenso alla serialità medio-lunga. L’unico appunto che si potrebbe fare è la scelta della carta, spessa e porosa, che, pur abbattendo sicuramente i costi di realizzazione del volume, è lontana da quella patinata sui cui sono stampati oggi gran parte dei fumetti di provenienza anglosassone; la resa di stampa, è bene sottolinearlo, è comunque ottima.

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