Gasolina Vol.1 – Bienvenido | Recensione

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Una nuova intrigante serie Skybound, capace di mischiare noir, horror e meta-politica.

In una sorta di Messico anarchico, in cui spadroneggiano gruppi di potere, a metà tra sette sataniche e cartelli della droga, una coppia di amanti, Amalia e Randy, cerca di sopravvivere, e guidare una ribellione. Ma i cartelli hanno dalla loro un’arma  potentissima: degli enormi parassiti stanno prendendo possesso dei corpi degli esseri umani.

A metà tra horror e noir Gasolina punta lo sguardo su una zona intrigante, e spesso inesplorata: il Sud America. Certo, dopo il grande successo delle serie tv Narcos, le storie che mettono al centro i cartelli della droga ed il Sud America, sono aumentate a dismisura. Ma la particolarità di Gasolina è quella di aver intrecciato un fumetto noir, con protagonisti poliziotti e narcos, con un horror meta-politico, di quelli alla Essi Vivono o Society.

Del resto, in casa Skybound l’obiettivo è sempre quello di creare storie il più originali possibili, e di certo lo sceneggiatore Sean Mackiewicz  ha fatto di tutto per rendere appetibile questa nuova serie proposta in Italia da Saldapress. I protagonisti della storia, Amalia e Randy, sono in fuga dal Nord America, e nascondono un passato tutto da scoprire. Sono entrambi carismatici, ma soprattutto Amalia si rivelerà essere il personaggio più interessante dell’intero volume, e quello che ha più storia alle spalle.

Molto interessanti sono anche alcune figure “minori”: a partire dal piccolo Quique, nipote di Amalia, che nel corso del volume diverrà sempre più centrale e “inquietante”. Spicca anche la figura del poliziotto Arguelo, uomo vissuto con le caratteristiche di character da romanzo hard-boiled, usato da Mackiewicz per esaltare le atmosfere noir – rievocando in alcuni punti i toni della magnifica serie DC Comics Gotham Central.

Intriganti anche le figure dei narcos protagonisti: a partire dal capo “setta” Jesus, leader della Querida, che con la sua testa rasata, e le croci tatuate in faccia, si porrà a metà tra uno skinhead ed un narcotrafficante. Mentre il Pablo Escobar della situazione è El Dorado, figura attorno alla quale ruoterà l’attenzione di molti personaggi.

Sullo sfondo di Gasolina c’è un Messico rurale, che fa fatica ad emanciparsi, ed a lottare contro le avversità, e che dovrà avere a che fare con un ulteriore elemento di pericolo: parassiti che minacciano la sopravvivenza dell’intera popolazione.

Ottimo il lavoro ai disegni di Niko Walter, co-creatore della serie, il quale con un tratto lineare e preciso, è riuscito a non appesantire le pagine con eccessivi manierismi, ben accompagnando la narrazione, e sapendo calibrare i cambi di atmosfere, esaltati dal buon lavoro ai colori da parte di Matt Lopes.

Ciò che però si rivela essere problematico in Gasolina è la dilatazione dei tempi narrativi, una questione che spesso ha tenuto banco tra le serie Image Comics, e che, se non dosata in maniera attenta, potrebbe rischiare di far collassare diversi titoli ancora in lavorazione. Infatti, leggendo questo primo volume, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una storia che attrae, ma che stenta ad arrivare al cuore del racconto. E se, per arrivare al punto focale del fumetto, occorrerà attendere tre o quattro volumi, la dilatazione dei tempi narrativi diventerà un problema più che evidente.

Bienvenido, il primo volume di Gasolina, è comunque un’interessante introduzione ad una storia, e ad un mondo, con degli elementi intriganti, ed una buona commistione di generi. Occorrerà però entrare presto nel cuore della storia. Altrimenti il rischio sarebbe quello di perdere lettori: un peccato per una storia capace d’introdurre in un mondo attraente, popolato da Narcos e parassiti.

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