Il leggendario scrittore di 100 Bullets, Joker e Hellblazer ci racconta alcuni retroscena delle sue run storiche…

Durante il Napoli Comicon 2018 abbiamo avuto modo di scambiare alcune battute con il mitico Brian Azzarello – autore de Il Cavaliere Oscuro – Razza Suprema e una serie di capisaldi marchiati DC fra cui 100 Bullets, Hellblazer, Joker, Luthor…

Dopo una lunghissima sessione di autografi, e visibilmente accaldato, lo scrittore ha risposto alle nostre domande ma non prima di essersi procurato una birra ghiacciata…

MF: Benvenuto su MangaForever, Mr. Azzarello…

BA: Grazie a voi! E’ bellissimo essere qui al Napoli Comicon…

MF:  Iniziamo ovviamente da Razza Suprema…

BA: Perché iniziamo proprio da lì?

MF: Perché RW Lion ha appena terminato la pubblicazione della serie qui in Italia e ha portato qui al Napoli Comicon, in anteprima, la versione deluxe cartonata…

BA: Va bene, mi sembra una buona motivazione…

MF: Pensa che questa particolare versione di Batman, quella dell’universo de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, abbia ancora una rilevanza socio-politico e che il pubblico la possa cogliere anche in Razza Suprema?

BA: Lo spero bene! Ma spero anche che la loro percezione sia cambiata, sono passati 30 anni dal graphic novel originale. Ovviamente bisogna guardare in maniera differente alle tematiche che dominano la nostra società: quello che ci preoccupava trent’anni fa non ci preoccupa oggi!

MF: Facciamo un passo nel recente passato: la sua run su Wonder Woman è stata… incredibile! Qual era l’idea dietro l’evidente cambio di tono del personaggio, e della serie, rispetto al passato?

BA: Aveva bisogno di buoni antagonisti. Non volevo eliminare l’elemento mitologico ma “aggiornarlo”, renderlo contemporaneo: se gli dei venissero venerati oggi avrebbero un aspetto “contemporaneo”… è un po’ il concetto alla base di una certa lettura della mitologia greca.

MF: Ho, personalmente, apprezzato la sua run e ritengo che avrebbe potuto rimanere ancora sul personaggio, perché c’è sempre un’altra storia da raccontare…

BA: Avevo un progetto, ho raccontato la storia che volevo raccontare. Fine. Il fumetto seriale dovrebbe interrogarsi molto su questo aspetto…

MF: E’ dell’opinione che gli scrittori oggi non abbiano abbastanza tempo per raccontare le proprie storie o sviluppare i propri personaggi?

BA: No non proprio… penso che il fumetto seriale invece dovrebbe essere più “auto-contenuto” con archi narrativi più ristretti ed essenziali. Se si vuole scrivere pensando già alla raccolta in volume va benissimo, ma anche raccogliere due archi narrativi da 3 storie l’uno andrebbe bene…

MF: Il suo nome è da sempre associato al noir e alla crime fiction merito soprattutto di 100 Bullets, negli ultimi anni però questo particolare genere sembra essersi spostato, come background, dalle grandi città alla provincia americana come le sue due serie creator-owned Moonshine e American Monster: pensa che sia qualcosa che ha a che fare con il clima politico e sociale dell’America contemporanea?

BA: Dopo 100 numeri di 100 Bullets avevo solo voglia di uscire dalla città! [Ride – NdA] La verità è che per esplorare questo genere le grandi città ti offrono molte possibilità ma che si esauriscono “velocemente”, per esplorare altri aspetti del crime ho voluto allontanarmi dai contesti urbani… ora che mi ci fai pensare effettivamente molte nuove serie di questo genere sono ambientate in provincia…

MF: Facciamo un salto nel passato meno recente… alla sua run su Hellblazer: dopo più di una dozzina d’anni di scrittori e temi spiccatamente britannici, ha preso John Constantine e l’ha letteralmente gettato nel bel mezzo dell’America realizzando quella che, a mio parere, è una versione distorta del mitico American Gothic di Alan Moore…

BA: C’erano un sacco di cose strane [weird things – NdA] in quella run… quando mi affidarono l’incarico, dopo credo 140 numeri o giù di lì, ho pensato che fosse giunto il momento di far uscire John dalla propria testa. Da un certo punto di vista è stato uno sforzo, una decisione cosciente di ispirarsi a American Gothic: sappiamo cosa c’è nella testa di John, vediamo cosa c’è fuori…

MF: Ha scritto due graphic novel eccezionali con protagonisti due cattivi, Joker e Luthor, c’è un trucco secondo lei per scrivere bene un villain? O più semplicemente riesce a connettere meglio con questi personaggio?

BA: Non credo ci sia un modo di scrivere una buona storia su un cattivo o forse sì… il problema è che i due graphic novel che hai citato hanno come protagonisti due personaggi che, dal loro punto di vista, non pensavo di essere i cattivi. E’ un cliché, quello che ogni cattivo è l’eroe nella propria storia ma prendi Luthor ad esempio c’è una certa razionalità in quello che fa e nel suo punto di vista…

MF: Dopo aver parlato a sufficienza del passato, pensiamo al futuro… per Black Label tornerà a collaborare con Lee Bermejo su Batman: Damned. Ci sarà l’omicidio del Joker, Batman investigherà con John Constantine, può darci qualche altro dettaglio?

BA: Posso dirti con assoluta certezza che non ci sarà nessun omicidio! Non so perché la DC abbia fornito quella sinossi… c’è sicuramente un “mistero” ma non posso dirti altro, mi dispiace!

MF: Questa è una domanda a trabocchetto… nelle ultime settimane è stato associato alla Suicide Squad: prenderà la redini della serie regolare?

BA: Voglio essere chiaro: sono solo voci! non c’è nulla di scritto e vorrei non alimentare ulteriormente queste voci…

MF: Penso che Suicide Squad sarebbe una serie che si adatterebbe perfettamente al suo stile…

BA: E’ proprio questo il problema… lo pensano in tanti! Se, e sottolineo se, dovessi un giorno scrivere la Suicide Squad lo farei proprio rispettando il concept stesso alla base del gruppo…

MF: L’ultima domanda riguarda Superman. Quanto è stato difficile scrivere Superman, mi riferisco ovviamente a Superman Per il Domani, rispetto ad esempio a Batman con cui aveva già avuto a che fare in diverse occasioni?

BA: Non è stato difficile, è stato un processo molto naturale… sai tendo a non cambiare il mio stile piuttosto cerco quello di cui il personaggio ha bisogno il quel momento.

MF: Grazie mille!

BA: Grazie ancora a voi!

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