Aliens 12 | Recensione

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Due storie autoconclusive per festeggiare il primo anno di vita del mensile Aliens.

Compie un anno il mensile Aliens targato saldaPress e dopo aver presentato negli ultimi due numeri l’ottima miniserie Aliens: Dead Orbit – le nostre recensioni qui e qui – di recentissima produzione per questo numero celebrativo facciamo un salto negli anni ’90 con due storie autoconclusive Aliens: Epurazione di Phil Hester e Ian Edginton e Aliens: Spettro di Jay Stephens ed Eduardo Risso.

Gli eventi di Epurazione si svolgono nel complesso di ricerca Adullam. Una compagnia di ricerca sta per acquistare il complesso ma prima di finalizzare il suo investimento vuole capire a che punto sono le ricerche. Seguiamo così il colonnello Gaultier che giunto nel complesso viene accolto dal dottor Lichtner fra i due la tensione è subito palpabile: mntre il dottore infatti sta conducendo delle ricerche su malati di lebbra fecondati dagli xenomorfi, il militare vorrebbe che i fondi per la ricerca fossero spesi per lo sviluppo di androidi. Il perno della discussione fra i due rimane comunque la possibilità di creare forza lavoro capace di resistere agli xenomorfi.

Il punto di contatto in questo scontro ideologico è Eloise una androide creata ibridando dna umano, dna di una regina e parte biomeccaniche. Quando Gaultier intuisce le possibilità di questa operazione di ibridazione cercherà di completare la “acquisizione ostile” del complesso ma dovrà fare i conti proprio con Eloise e la sua parte aliena.

Ian Edginton imbastisce una storia abbastanza classica in cui lo xenomorfo è la rappresentazione della lotto per la sopravvivenza ed una distruttiva forza primordiale, l’autore introduce anche anzitempo, essendo il one-shot datato 1997, il concetto di ibridazione fra alieno e meccanico che verrà poi ripreso in Fire & Stone la lunga serie evento, proposta da saldaPress in volume, con cui la Dark Horse aveva rilanciato l’Alien Universe a fumetti pochi mesi fa.

La storia scorre senza particolari sorprese impreziosita dalla matite di un Phil Hester (Green Arrow) particolarmente efficace nel creare una crescente atmosfera di tensione grazie al suo tratto spigoloso ed al lavoro sulle chine che giocano con un chiaroscuro molto d’atmosfera su una tavola in cui le figure prendono il sopravvento rompendo la rigidità di qualsiasi composizione.

Meno classica in tutti i sensi è invece Spettro datata 1998

Le atmosfere claustrofobiche tipiche delle storie con protagonisti gli xenomorfi cedono il passo ad una storia che si rifà in maniera marginale a certi teen-movie anni ’80 firmati da Richard Donner.

Jay Stephens ci porta sulla colonia Tirgu-Mires dove Roarke è appena giunto dalla Terra. Come ogni adolescente Roarke ha difficoltà ad ambientarsi e viene invitato ad una festa nel bosco dove i coetanei del posto lo invitano ad una prova di coraggio: visitare una caverna che si dice essere dimora di uno spettro.

Roarke non si lascia intimidire e affronta la prova scoprendo che nella caverna non dimora uno spettro bensì uno xenomorfo! La rocambolesca fuga si concluderà con l’intervento dei marines coloniali ma sarà tutt’altro che un lieto fine…

L’autore gioca molto bene come atmosfere horror e adolescenziali accompagnato da un Eduardo Risso all’epoca appena esordiente nel mercato USA ma che mostra già le caratteristiche fondamentali del suo tratto voluttuoso sposandosi perfettamente con una delle storie meno brutali con protagonista lo xenomorfo.

Un dodicesimo numero che presenta due storie dai toni simili eppure diametralmente opposte accomunate dalla superba prova ai disegni di Phil Hester e Eduardo Risso. Soprattutto la seconda Aliens: Spettro offre una inedita modalità narrativa, un punto di vista estremamente diverso rispetto a quello utilizzato abitualmente per raccontare gli xenomorfi.

Ottima come sempre la cura carto-tecnica della spillato mentre continuano l’esauriente parte redazionale in cui si fa la cronistoria della saga di Alien creando una linea temporale unica con gli avvenimenti provenienti da tutti i media in cui è comparso lo xenomorfo. Nel il prossimo numero, il tredicesimo, troveremo altre due storie autoconclusive intitolate Maiale e Horror.

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