DC’s Legends of Tomorrow 3×14 – Amazing Grace | Recensione

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Don’t mess with the King…

DC’s Legends of Tomorrow si avvicina a grandi passi verso il suo finale di stagione. Showrunner e sceneggiatori hanno settato la scacchiera con un villain tutto sommato credibile ed hanno piegato alcune scelte un po’ interlocutorie della prima parte di stagione in favore di una macro-trama convincente il cui perno – come abbiamo avuto di apprendere negli ultimi episodi – sono i misteriosi totem, artefatti magici chiavi per la distruzione o la resurrezione di Mallus.

Se l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione qui – era stata una piacevole “variazione sul tema” concentrando la narrazione su Ray e Damien Darhk e soprattutto sul Fire Totem, nell’episodio di questa settimana intitolato Amazing Grace le Leggende dovranno tornare nella Memphis del 1954 perché il rock’n’roll è morto… anzi rischiamo di non nascere mai!

In quella Memphis infatti il rock sta muovendo i primissimi passi ed un giovane Elvis ha appena acquistato una chitarra per poter registrare un pezzo da dedicare a sua madre. Il venditore avvisa il ragazzo che la chitarra potrebbe essere maledetta ma non curante la continua a suonare ben presto però le Leggende troveranno la causa dell’anacronismo: nella paletta della chitarra è incastonato il Death Totem capace di controllare i morti.

Dopo mille peripezie e non appena il primo singolo registrato da Elvis debutta in radio, Memphis viene però invasa dai fantasmi! Solo il talento del ragazzo indirizzato da un Nathaniel versione “manager” riuscirà a scongiurare il peggio e a permettere alle Leggende di entrare in possesso del potentissimo artefatto.

Così come accaduto per l’episodio della scorsa settimana anche Amazing Grace sfrutta appieno l’ambientazione per un episodio divertente con un tocco di soprannaturale abbastanza classico quando si parla di musica rock e blues – ricordate anche l’ottimo episodio di Constantine di qualche anno fa con un vinile maledetto? –  in cui ritornano centrali le Leggende pur con una particolare attenzione a Nathaniel vero protagonista dell’episodio così come lo era stato Ray nel precedente.

L’episodio scorre tranquillo fra una citazione musicale e l’altra anche se soffre forse un po’ della mancanza di Darhk e/o di un vero e proprio antagonista mentre il comic relief affidata a Sara, Ray e Mick funziona solo a tratti ed ha il retrogusto di riempitivo. Il filo conduttore di tutto l’episodio è il contrasto fra la carica sovversiva del rock’n’roll e la capacità della musica di unire le persone il che si incastra perfettamente con i poteri del totem in questione.

Mentre Wally sembra essersi integrato perfettamente con il tono “festaiolo” della serie non abbiamo potuto ammirare ancora i poteri di Kid Flash in azione in una vera e propria scena d’azione, altro punto debole dell’episodio.

Amazing Grace è un episodio solido e divertente – in cui si devono perdonare un paio di inesattezze storico-musicali – nel più classico stile a cui ci ha abituato DC’s Legends of Tomorrow il problema concreto è che la trama principale non progredisce molto rispetto agli ultimi due, tre episodi.

Con soli quattro episodi a disposizione quindi la serie dovrà necessariamente “velocizzarsi” pur fornire un finale di stagione degno di questo nome.

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