TSUBASA WoRLD CHRoNICLE NIRAI-KANAI 1 | Recensione

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Il gruppo Clamp riprende in mano TSUBASA, la loro opera più rappresentativa degli ultimi anni, in quanto quasi una rielaborazione della loro carriera fino ad oggi

Probabilmente il finale di TSUBASA RESERVoir CHRoNiCLE è stato uno dei più deludenti tra tutte le opere delle Clamp, in quanto nulla è stato risolto, dato che Shaoran, dopo l’ultima battaglia contro Fei Wong Reed nel Regno di Clow, per sciogliere anche l’ultima maledizione, è costretto ad accettare di continuare a viaggiare, separandosi ancora una volta da Sakura, dopo che per decine di volumi aveva cercato di recuperare i ricordi della sua amata principessa.

Così, insieme a Fay, Kurogane e Mokona, il nostro ricomincia a viaggiare tra le dimensioni, probabilmente rimpiangendo la bella vita che faceva in Card Captor Sakura.

Insomma, un finale aperto come pochi, tanto che potevano le Clamp, in un periodo in cui i revival e i sequel la fanno da padrone anche in Giappone, esimersi dal riprendere in mano anche quest’opera? Certamente no, ma questa volta con la speranza dei fan di avere finalmente un finale degno di questo nome.

Il primo capitolo si apre così con un dialogo tra i “vedovi”  Shaoran e Watanuki (a tal proposito, anche una letta alla saga di XXXHolic non vi farebbe male). Come avrete capito, se non avete letto RESERVoir vi sfuggiranno moltissimi dettagli sul perché certi personaggi si comportano in un certo modo piuttosto che in un altro. E questo è certo un limite, ma era comunque da mettere in preventivo.

Ciò che non era prevedibile (ok, forse conoscendo le Clamp lo era) è l’alone di mistero che continua a regnare su tutta la storia; e l’introduzione dei personaggi di Gate 7 (altra serie ancora in corso in Italia per Planet Manga) non aiuta certo a dissipare i dubbi, dato che sono proprio loro ad affidare –sempre in modo sibillino – a Shaoran e compagnia una missione per svelare e risolvere l’anomalia di Nirai-Kanai ovvero il mondo in cui si trovano ad abitare attualmente. Intanto Sakura spera e prega per il suo amato.

Insomma se avete lasciato perdere RESERVoir perché pensavate che non avrebbe portato a  nulla, questo manga fino ad ora non vi farà cambiare idea.

Tuttavia non mancano gli elementi positivi: il primo sono i personaggi, ancora una volta pescati a piene mani dalle opere delle Clamp (tra cui RG Veda). La varietà dei personaggi funziona come funziona l’interazione tra Fay, Kurogane e Mokona (del resto già rodata nella precedente opera), i siparietti simpatici non mancano, dimostrandosi le Clamp di saperci fare nella costruzione dei personaggi.

La storia non arriverà magari a nulla, ma la lettura è mediamente piacevole, anche se il senso di vuoto di alcuni dialoghi lascia un po’ dubbiosi sul fatto che le Clamp al tempo sapessero già come far procedere la storia. Un difetto invece di questo primo volume è la sproporzione tra battaglie e riflessioni, a tutto vantaggio delle seconde; capite bene che in un manga che non sa ancora dove vuole andare a parare è leggermente controproducente; qualche battaglia in più avrebbe sicuramente giovato al tutto.

Venendo ai disegni, non ci si discosta da quello che avevamo visto e apprezzato in RESERVoir, con i relativi pregi e i relativi difetti. Il pregio è il tratto pulito, con la linea morbida delle Clamp che tanto si fa apprezzare  tra i fan (tra i quali mi ci metto pure io, anche se resto sempre nostalgico dello stile delle loro prime opere) ed i corpi che sono ora più longilinei; il difetto è la confusione nelle scene di battaglia, dove è difficile districarsi su cosa succede davvero.

Venendo all’edizione italiana di Star Comics, qualche nota sulla traduzione aiuta a comprendere meglio i riferimenti dell’opera.

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