Ken il Guerriero – Ichigo Aji 1 | Recensione

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Dopo il deludente Rei, l’oscuro lupo blu, l’universo di Hokuto no Ken avrà finalmente trovato una serie valida da leggere?

Il manga Ichigo Aji, nato come parodia della serie Hokuto no Ken, da noi conosciuta come Ken il Guerriero, presenta brevi scenette comiche di solito da una o due pagine, in cui il protagonista assoluto della vicenda è Souther (nella versione italiana dell’anime traslitterato come Sauzer), dittatore del primo periodo successivo all’olocausto nucleare, tanto da essersi proclamato Sacro Imperatore (La rinascita del Sacro Imperatore è infatti il sottotitolo del manga).

Souther, come sanno bene i fan, appartiene alla Sacra Scuola di Nanto ed è maestro dello Stile della Fenice Mitologica. Nel manga il suo rapporto con Shu, anch’egli maestro di Nanto, è uno dei più apprezzati e la morte di Shu è uno dei momenti più forti dell’intera serie.

Proprio per ciò non capisco perchè ridicolizzare proprio questo momento ambientando buona parte delle parodie di questo volume sulla piramide di Souther, che, come ricordano i fan, è l’ambientazione della morte di Shu.

A prescindere da questo, le scenette sono per la maggior parte solo carine, strappano un sorriso ma sono ben lontane dall’umorismo intrinseco di altri esponenti di questo genere di manga, come lo yonkoma Gundamsan di Hideki Ohwada (Kadokawa Shonen), che infatti gioca più sullo spostare i personaggi nelle situazioni di vita comune che affrontiamo noi quotidianamente. Per Ken invece si è scelto di rivisitare completamente la serie originale, mostrando cosa sarebbe sucesso se degli eventi assurdi fossero accaduti in quel momento. Ma questo, evidentememnte, impone prima di tutto che il lettore conosca bene il manga originale ed i suoi personaggi. Se dunque siete neofiti di Ken vi conviene prima recuperare la serie e poi lanciarvi su questo manga, che comunque, come detto, vi strapperà solo qualche sorriso ogni tanto.

Dal punto di vista grafico, è stata chiamata ai disegni Yukito Imoto, la quale ha adottato uno stile molto vicino (oserei dire moltissimo) a quello del maestro Tetsuo Hara, che dunque riprende il character design della serie originale. Ci sarebbe da chiedersi se però non fosse stato più utile adottare uno stile super deformed, come per la serie TV, che avrebbe da un lato reso più intuitivo il genere comico del manga dall’altro favorito la comicità implicita dei personaggi. Tuttavia il contrasto tra serietà del disegno e stupidità insensata delle frasi è da dire che crea un certo effetto disturbante nel lettore, che magari ricorda le frasi originali.

Nel resto del volume troverete i tre one-shot dedicati ai sottoposti di Shin, Picche, Cuori, Fiori e Quadri (Fiori e Quadri ne hanno uno in due), dal titolo Ken il Guerriero – La vita dei cattivi . Tra questi Heart of Meat – La promessa, originariamene pubblicato nel 2013 su Comic Zenon, 28è un episodio speciale dedicato a Cuori e ambientato durante lo scontro tra questi e Ken che abbiamo visto nella serie originale. Qui si inserisce dunque un approfondimento, che comunque aggiunge veramente poco al tutto, sul passato del servitore di Shin e della sua vita prima della apocalisse nucleare e di come ha conosciuto Shin in circostanze tragiche. La nota particolare è il fatto che non è disegnato da Yukito Mori, ma da Yukito, la sua sorella maggiore, che adotta uno stile molto più asciutto con linee semplici, staccandosi dal tratto del manga.

Per il resto gli one-shot sono molto brevi e quelli dedicati a Picche, Fiori e Quadri sono assolutamente inutili, in quanto anche troppo brevi per poter sviluppare una storia minimamente sensata e interessante.

L’edizione italiana ristabilisce le traslitterazioni internazionali della serie di Ken, abbandonando i nomi dell’edizione televisiva italiana. Il volume è un brossurato classico.

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