Mostri Scatenati 2 | Recensione

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Arrivano altri mostri creati da Lee e Kirby, pronti a sconvolgere l’Universo Marvel! Riusciranno gli X-Men, gli Inumani e altri supereroi a sconfiggerli? Scopritelo in questo secondo volume di Mostri Scatenati che include altri one-shot dedicati al Re dei Comics Jack Kirby!

Come sanno i Marvel fan, Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko non crearono solo supereroi ma, prima del revival dei giustizieri in calzamaglia, realizzarono numerose storie incentrate sui mostri, apparse in comic-book antologici come Tales to Astonish, Tales of Suspense e Journey Into Mystery nel periodo in cui la casa editrice si chiamava Atlas. Molte di queste creazioni, tuttavia, nel corso del tempo riapparvero negli albi dei supereroi, diventando parte integrante dell’Universo Marvel.

Jack Kirby, in particolare, grazie alla sua sfrenata fantasia, ideò molte di queste creature terrificanti e la Casa delle Idee ha deciso di rendergli omaggio con la miniserie Monsters Unleashed (titolo che richiama quello di un’altra famosa collana horror marvelliana). I mostri kirbyani decidono di invadere la terra e la comunità supereroica cercherà di fermarli. Alla miniserie, però, sono stati affiancati alcuni one-shot che si concentrano su specifici personaggi.

Panini Comics ha deciso di pubblicare tutto il materiale nell’arco di tre volumi e in questa seconda uscita avrete modo di leggere altre storie caratterizzate da un mix di supereroismo e horror. Si inizia con All-New X-Men 1 MU, scritto da Jeremy Whitley. L’autore narra una vicenda incentrata sulla squadra mutante, dando però spazio in particolare a Laura, l’attuale Wolverine, e a Gambit. La trama si svolge durante il Mardi Gras di New Orleans e la squadra dovrà vedersela con un insetto gigante che combinerà un sacco di guai.

Si tratta di una story-line esile e superficiale e nemmeno i disegni di Carlo Barberi e Ron Lim, troppo standardizzati, contribuiscono a renderla interessante. Si procede con Uncanny Inhumans 1 MU, one-shot che vede come protagonisti gli Inumani, a loro volta impegnati ad affrontare l’ennesimo mostro. Lo scrittore Paul Allor si limita a impostare un’avventura senza infamia e senza lode, basata solo sull’azione e priva di momenti introspettivi. Le cose vanno meglio sul versante dei disegni, grazie all’estro grafico di Brian Level che, malgrado qualche incertezza, fa un lavoro efficace.

Il livello migliora con Dr. Strange 1 MU. In questo caso il Mago della Marvel rimarrà coinvolto in uno scontro con il terribile Googam, figlio di Goom. L’abile Chip Zdarsky fa un delizioso omaggio a Kirby, scrivendo testi divertenti e delineando una trama che si legge con piacere. Appare anche l’Uomo Ragno che contribuisce ad accentuare l’elemento ironico della vicenda. Da tenere d’occhio i disegni dell’ottimo Julian Lopez, dotato di uno stile plastico e dinamico, che realizza tavole veramente suggestive.

Si continua poi con il n. 3 di Monsters Unleashed e spetta a Cullen Bunn far procedere la storia principale. Pure stavolta lo sceneggiatore usa una pletora di supereroi ma un ruolo importante lo giocano Devil Dinosaur, altra creazione kyrbiana, la cacciatrice di mostri Elsa Bloodstone che, si intuisce già, sarà determinante, e il giovane Kei Kawade, colui che dovrebbe essere il responsabile dell’arrivo dei mostri. Questo è almeno ciò che Bunn ci aveva fatto credere ma può darsi che le cose siano diverse, dal momento che il finale dell’episodio pare rimettere tutto in discussione.

Bunn svolge un buon lavoro e la storia è valorizzata dai disegni di Leinil Frances Yu. I due autori, insomma, fanno di Monsters Unleashed un gioiellino che vale la pena leggere. Il volume si chiude con The Totally Awesome Hulk 1 MU, dedicato al controverso Amadeus Cho, l’odierno Hulk. Non poteva mancare in questo contesto la presenza di un mostro dalla pelle verde (d’altronde, Bruce Banner era ispirato in parte al Mostro di Frankenstein e in parte proprio ai mostri dell’era Atlas). La sceneggiatura è di Bryan Edward Hill che compie un’operazione curiosa. Decide, infatti, di contrapporre Amadeus a Xemnu che in realtà in origine si chiamava Hulk e fu di fatto il primo personaggio Marvel con tale nome.

La storia vede inoltre la presenza della deliziosa Volpe Bianca. Amadeus Cho a molti non piace ma l’episodio è divertente e ha un ritmo veloce e sincopato con i disegni di Ty Templeton e Ricardo Lopez Ortis. Il primo ha un gradevole stile cartoon, adatto all’atmosfera della storia, il secondo un tratto più grezzo e contorto ma riuscito. Nel complesso, questo secondo numero di Mostri Scatenati, benché di qualità altalenante e disomogeneo nell’aspetto grafico e narrativo, va preso in considerazione e offre l’opportunità di scoprire o riscoprire il lato non supereroico della Casa delle Idee.

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