Capitan America 18 | Recensione

Pubblicato il 19 Settembre 2017 alle 10:00

Arriva l’epilogo di Civil War II! La seconda guerra civile dei supereroi Marvel si è conclusa ed è venuto il momento di fare il punto della situazione! Quali sono le prospettive? Agghiaccianti e lo scoprirete in questo albo targato Panini Comics!

Tra gli autori attualmente in forza alla Marvel spicca senza dubbio Nick Spencer. Lo scrittore, specialmente per ciò che concerne il mondo narrativo di Steve Rogers, sta facendo discutere con story-line non banali che, al di là del tipico elemento supereroico, costituiscono una lucida analisi dell’odierna atmosfera socio-politica degli Stati Uniti. Nella sua ottica, l’America è un paese dilaniato da divisioni ideologiche, confuso e tormentato da pericoli interni ed esterni.

Con il pretesto, quindi, delle vicende di Steve Rogers e Sam Wilson, Spencer descrive una nazione in preda all’ansia e alla preoccupazione nei confronti del futuro, non esimendosi dall’affrontare anche tematiche scottanti come quelle del terrorismo e del razzismo. Questo numero dell’edizione italiana di Capitan America è piuttosto anomalo, innanzitutto per il numero di pagine, ben cinquantasei, e poi perché include lo speciale Civil War II: The Oath.

Si tratta del drammatico epilogo della saga relativa alla seconda guerra civile che ha coinvolto il Marvel Universe. La comunità supereroica si è divisa in due fazioni: una, guidata da Capitan Marvel, caratterizzata da un atteggiamento interventista e da guerra preventiva alle potenziali minacce; un’altra, rappresentata da Iron Man, che opta per la prudenza. Tutto è stato causato dalla visione dell’inumano Ulysses che affermava di aver percepito il futuro omicidio di Steve Rogers a opera di Miles Morales.

Alla fine, però, Ulysses si è evoluto ed è scomparso e un terribile scontro tra Capitan Marvel e Iron Man ha di fatto concluso la guerra e ad avere la peggio è stato Tony Stark. E’ da qui che parte Spencer che descrive la visita che Steve Rogers fa al suo alleato di tante battaglie. Steve quindi si abbandona a un lungo, intenso monologo in cui riesamina l’intero rapporto avuto con il Vendicatore in armatura, non sempre facile.

Facendo questo, tuttavia, condanna l’intera comunità supereroica. Secondo lui, i giustizieri in calzamaglia hanno perso l’originaria innocenza, non pensano più alla giustizia, non cercano di debellare il male. Hanno potere e lo esercitano senza porsi scrupoli. Questo, continua Steve, li ha allontanati dalla gente comune che ormai li odia. Accettando il compito di diventare direttore dello SHIELD, Steve dunque si pone al di sopra dei colleghi. Quali saranno le conseguenze? Agghiaccianti, almeno a giudicare da una visione futura che sembra ossessionarlo.

Di fatto, la Sentinella della Libertà, all’insaputa di tutti, sarà un pericolo per la collettività. Con Civil War II: The Oath Spencer critica la figura stessa del supereroe, eliminando qualsiasi idealismo a essa collegata. Si tratta di un’operazione non nuova che rimanda al revisionismo supereroico degli anni ottanta inaugurato da Alan Moore e altri autori.

Ma lo fa con classe, scrivendo testi profondi, di grande spessore, che fanno di Civil War II: The Oath una lettura di qualità. La parte grafica è affidata a Rod Reis (ci sono comunque contributi di Phil Noto, Raffaele Ienco, Szymon Kdranski e Dono Sanchez-Almara) che ha un tratto ombroso e suggestivo, valorizzato da lievi stilemi pittorici che ben si adattano alla cupezza di una storia come questa.

Nell’albo è poi incluso il #19 di Captain America: Sam Wilson, comic-book scritto da Spencer e dedicato all’ex Falcon. La situazione dell’eroe non è cambiata e l’opinione pubblica è divisa. Alcuni lo considerano inadatto al ruolo di Cap. Altri, invece, lo accettano. Stavolta Sam dovrà affrontare un male decisamente insidioso, quello del razzismo che influenza il sistema giudiziario statunitense. Dopo una lotta con Speed Demon, l’ex vendicatore Rage viene accusato di crimini che non ha commesso. Il colore della sua pelle non lo aiuta e per giunta ha a che fare con un giudice e una giuria a lui palesemente ostili.

Sam cerca di aiutarlo ma riuscirà nel suo intento? La risposta non è scontata. Anche in questo caso, Nick Spencer dimostra le sue doti, firmando un episodio avvincente che coniuga intrattenimento e riflessione, assistito dal penciler Angel Unzueta che, sebbene non eccezionale, è efficace. Insomma, l’albo italiano di Cap si conferma come uno dei migliori attualmente in corso di pubblicazione e vale la pena tenerlo d’occhio.

 

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