Orfani: Sam 4 – Cavalli e Segugi | Recensione

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Nel deserto cosa ci rende umani?

Ringo fa visita a una sua vecchia conoscenza, per riprendersi dal combattimento contro Sam e tornare ad armarsi in vista del loro prossimo incontro. Nel frattempo, i giochi di potere tra il governatore Garland e il Generale Petrov arrivano a un punto di rottura, mentre è tempo di chiarimenti per Sam e i bambini, reduci dall’incontro con il culto della Madre Severa.

Dopo 3 albi in cui al centro dell’attenzione, giustamente, c’erano Sam, Andromeda e Perseo -con il quarto numero Cavalli & Segugi Roberto Recchioni e Michele Monteleone spostano l’attenzione del lettore su Ringo… chi è davvero questo Ringo? E’ un guerriero perfetto. Ma cosa lo rende perfetto?

I due sceneggiatori iniziano così a scavare a fondo nella psicologia di Ringo, e in seconda battuta anche di Sam, alla ricerca della risposta ad una delle domande classiche della fantascienza: cosa rende umani?

E’ in definitiva uno scontro fra natura e cultura: Ringo sempre pronto a contestare gli ordini a lui impartiti mentre Sam lotta nel mascherare il suo istinto materno come semplice “programmazione”.

Ma non è un semplice esercizio stilistico quello degli autori i quali, sulla base di questa riflessione, innestano alcuni nuovi ed importanti dettagli nella macro-trama della serie. L’incontro fra Ringo e la misteriosa Martha La Pazza svelerà infatti un importante retroscena sulla nascita dei Corvi e sul fato della Juric – quest’ultimo twist poi metterà sotto tutt’altra luce il braccio di ferro fra il Governatore Garland e il Generale Petrov i quali fra l’altro avevano già consumato la loro frattura come mostrerà la seconda parte dell’albo.

Stiloso è invece il modo in cui Recchioni e Monteleone riescono a distrarre il lettore dal tema portante e profondissimo dell’albo e dagli inaspettati retroscena rivelati. Lo fanno dapprima caratterizzando in modo scanzonato Ringo e poi chirurgicamente iniziando ad aumentare ritmo e tensione – quest’ultima scaricata sulle spalle di Sam e dei bambini – fino ad “esagerare” orchestrando una delle migliori scene d’azione di tutto Orfani in cui si paga dazio ad un certo film d’azione surreale – da Shoot’em Up a Rock’n’Rolla – e che culmina, galvanizzando l’aspetto grafico, esplicandosi nella battuta sopra le righe “Lei è nudo signore” […] “Ti sbagli ho le mie pistole”.

La chiusura dell’albo è affidata ad un indizio che coinvolge Sam e Andromeda il cui rapporto potrebbe radicalmente modificarsi nei prossimi albi con importanti risvolti per il proseguimento della serie.

Parte grafica a 6 mani divisa fra Werther Dell’Edera, Luca Claretti e Luca Casalanguida che illustrano efficacemente l’albo mantenendo sempre un tratto moderno, vero marchio di fabbrica di questa sesta stagione di Orfani, concedendosi alcune efficacissime tavole come la splash-page raffigurante Sam nel deserto che ben sintetizza la tensione del momento. Se nella prima parte dell’albo la costruzione della tavola è chiara e concisa, nella seconda parte – con il ritmo più sostenuto e le frenetiche scene d’azione – questa diventa più fantasiosa, mutuando certe soluzioni cinetiche e compositive tipiche del fumetto americano più action-oriented.

Più che soddisfacente la prova ai colori di Stefania Aquaro che unisce una paletta che evidenzia il contrasto fra i gialli desertici e i grigi dei metalli con un meticoloso uso della luce – anche per le scene ambientate in notturna – adattandosi agilmente ai 3 disegnatori che si avvicendano nel corso delle pagine.

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