Lo Spettacolare Spider-man – Grandi Tesori Marvel | Recensione

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Panini Comics ripropone due gioielli della Marvel anni sessanta: gli introvabili due episodi della collana sperimentale Spectacular Spider-Man Magazine, realizzati dai leggendari Stan Lee e John Romita Sr.! Non perdete due delle storie più memorabili della gloriosa saga di Spidey!

Sul conto di Stan Lee si possono dire molte cose ma non che non sia mai stato propenso a sperimentare. Dal punto di vista narrativo, i suoi supereroi con super problemi rivoluzionarono il fumetto popolare americano, ma anche dal punto di vista editoriale il Sorridente cercò di andare fuori dagli schemi, ogni volta che ne ebbe l’occasione. Lo dimostrano due storie particolari che Panini Comics ripropone nella collana Grandi Tesori Marvel, in edizione cartonata con sovraccoperta.

Sono tratte da Spectacular Spider-Man Magazine, una rivista che durò solo due numeri, più che altro perché troppo avanti con i tempi. Consapevole del successo che l’Uomo Ragno stava riscontrando presso un pubblico trasversale, non solo composto da ragazzini ma pure da studenti dei college e da adulti, Lee pensò di ideare una testata di formato gigante con storie più lunghe del consueto e caratterizzate da atmosfere mature e sofisticate.

Le vendite furono buone ma non sufficienti a coprire i costi di produzione e perciò Lee fu costretto a malincuore a chiuderla dopo appena un paio di uscite. Le storie, tuttavia, rimasero nella memoria di tanti fan e sono annoverate tra le migliori della lunga e gloriosa saga di Spidey. Furono realizzate dal Sorridente e dal grande John Romita Sr. In pratica, dagli autori che in quel periodo stavano facendo di Amazing Spider-Man un fenomeno non solo editoriale ma di costume.

Nel primo episodio, pubblicato in bianco e nero, Stan affronta il tema della corruzione negli ambienti politici, mixando supereroismo e impegno sociale. Un politico decide di candidarsi alla carica di sindaco di New York e ottiene il consenso di larghi strati della popolazione, compresa quella giovanile che, sebbene attratta dalle istanze contestatarie dei sixties, tende a sostenere un uomo chiaramente parte del ‘sistema’. Persino le avvenenti Gwen e Mary Jane sono propense a dargli il loro voto.

Peter Parker si trova coinvolto, suo malgrado, nella situazione e ben presto si accorge che l’uomo non è un santo. Nei panni dell’Uomo Ragno avrà quindi a che fare con complotti, intrighi, omicidi e un mostro gigantesco dalle pessime intenzioni. Tutto viene narrato da uno Stan Lee capace di miscelare thriller, noir, supereroismo e soap opera in un colpo solo. Uno dei punti di forza della storia è rappresentato dagli ottimi disegni di John Romita Jr. che si dimostra un maestro della mezza tinta, ideando giochi d’ombra suggestivi e concependo tavole di grande impatto visivo.

In un breve episodio, sempre in bianco e nero, uscito in appendice al primo numero del magazine, Lee rievoca poi le origini dell’Uomo Ragno, coadiuvato dal fratello Larry Lieber, efficace ma non paragonabile a Jazzy John. Il secondo episodio, invece, è di portata storica poiché narra uno scontro terribile tra l’Uomo Ragno e il suo arcinemico Goblin. Stavolta è a colori, perché Lee decise di abbandonare la monocromia, sperando in questo modo di aumentare le vendite.

In ogni caso, è una delle avventure più memorabili di sempre e, pur leggibile a sé stante, si inserisce nella continuity di Amazing Spider-Man. L’Uomo Ragno, tra una lotta con Mysterio e altri villain, è alle prese con la minaccia incombente di Norman Osborn che ha recuperato la memoria e si appresta a colpire la sua nemesi. Mary Jane fa coppia fissa con Harry e Peter è fidanzato con Gwen. Quando Norman decide di invitare i quattro a cena, l’Arrampicamuri intuisce che le cose prenderanno una brutta piega.

La storia ha un’intensità e un pathos innegabili ed è avvincente sin dal principio. Dal canto suo, John Romita Sr. è ai massimi livelli, anche perché il formato gigante delle pagine gli consente di realizzare vignette enormi, dotate di dinamismo e ricche di particolari. I fan storici indubbiamente ricorderanno la sequenza in cui il Tessiragnatele subisce gli effetti della bomba psichedelica di Goblin ed è in preda alle allucinazioni.

Romita è responsabile di un capolavoro grafico e visualizza con un talento mozzafiato gli orrori lisergici provocati dal gas, al punto da non far rimpiangere Ditko, famoso per gli effetti ‘allucinogeni’ dei disegni. Insomma, i fan dell’Uomo Ragno e della Marvel non possono trascurare queste storie, proposte in una veste editoriale eccellente che rende giustizia all’arte di uno dei più grandi penciler del fumetto statunitense. ‘nuff said!

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