La saga di Resident Evil – “Benvenuti al survival horror”

Pubblicato il 13 Febbraio 2017 alle 22:06

Era il 1996 quando i videogiocatori di tutto il mondo indossarono per la prima volta le divise dei membri della squadra speciale STARS e si addentrarono nella foresta di Raccoon City finendo intrappolati nell’immensa villa Spencer dove li attendevano le orribili creature partorite dall’Umbrella Corporation. Sono trascorsi più di vent’anni e Resident Evil, la creatura videoludica di Shinji Mikami, è diventato un fenomeno multimediale che non conosce sosta. Il mese scorso è uscito il settimo episodio del videogame, questa settimana arriverà nelle sale il capitolo conclusivo della saga cinematografica e a maggio sarà disponibile in Giappone il nuovo film d’animazione in CGI, Resident Evil: Vendetta. Ripercorriamo allora le tappe principali del franchise.

RESIDENT EVIL

Luglio 1998. Nella foresta di Raccoon City si verificano alcuni misteriosi omicidi. I cadaveri recano segni di morsi. Il dipartimento di polizia locale affida il caso al reparto forze speciali S.T.A.R.S.. La squadra Bravo viene inviata ad indagare ma sparisce nel nulla. Una seconda squadra, la Alpha, giunge in soccorso e trova l’elicottero del Bravo Team abbattuto. Il pilota è stato dilaniato, i compagni spariti. Un branco di cani orribilmente scarnificati attacca l’Alpha Team facendo scempio del giovane Joseph. Il resto del gruppo trova rifugio in una mastodontica magione vittoriana. Ha così inizio il primo terrificante capitolo della saga survival horror più amata al mondo.

Il filmato introduttivo, un b-movie con attori scadenti flagellato dalla censura europea, è oggi ritenuto un vero e proprio cult. Il gioco prende spunto dal gameplay di Alone in the Dark, l’antesignano dei survival horror sviluppato dalla francese Infogrames, uscito nel 1992 e capostipite di un’altra fortunata saga. In Resident Evil, il giocatore può scegliere tra due personaggi. Chris Redfield, forte ma pesante nei movimenti, viene assistito da Rebecca Chambers, unica superstite dell’altra squadra, ufficiale medico e membro più giovane della S.T.A.R.S. Giocando con la bella Jill Valentine, veloce ma più vulnerabile, si può usufruire invece dell’aiuto di Barry Burton, veterano del team.

I personaggi poligonali si muovono su sfondi prerenderizzati altamente fotorealistici e di grande atmosfera, amplificata da una colonna sonora tesa e sinistra. I continui cambi d’angolazione dell’inquadratura e i filmati d’intermezzo danno così la sensazione di trovarsi in una vera pellicola horror. La peculiarità principale del gioco è che non ci sono obiettivi immediati, orde di mostri da affrontare subito o suddivisione in livelli. Il giocatore si avventura nell’esplorazione della grande magione e pian piano ne svelerà tutti gli orrori.

Ad aumentare il senso di realismo nell’esperienza di sopravvivenza, i personaggi hanno inizialmente a disposizione un equipaggiamento limitato e possono trasportare solo un certo numero di oggetti lasciando gli altri in apposite casse. Per guarire dalle ferite bisogna procurarsi delle erbe e mischiarle con altre per ottenere medicinali più efficaci, i salvataggi sono limitati e per eseguirli bisogna trovare dei nastri da utilizzare nelle macchine da scrivere poste qua e là nella magione.

La tensione cresce man mano che la storia si evolve. Tra i momenti più terrificanti ed iconici del gioco, l’incontro con il primo zombi che si volta lentamente a guardare il giocatore e i cani che irrompono in un corridoio sfondando le finestre con esplosivi effetti sonori al cardiopalma. Oltre alle evidenti influenze dal cinema di George Romero, il gioco denota citazioni da Gli Uccelli di Alfred Hitchcock, Lo Squalo di Steven Spielberg e alcuni grandi classici dell’orrore, non ultimo Frankenstein.

Esplorando i lugubri ambienti della villa risolvendo puzzle con trabocchetti, i protagonisti rinvengono i cadaveri dell’altra squadra o assistono impotenti alla loro morte e devono vedersela, oltre che con gli zombi, con i rettiloidi Hunter, con squali, serpenti, tarantole e piante carnivore giganti, e con i raccapriccianti insettoidi Chimere. Se Alone in the Dark si rifà ai racconti di Lovecraft tenendo al centro della storia l’elemento esoterico, i mostri di Resident Evil hanno origine (fanta)scientifica, creati dall’Umbrella Corporation attraverso il terribile T-Virus. Nei laboratori sotterranei della villa, Albert Wesker, capitano e traditore dell’Alpha Team, attende di liberare il potentissimo umanoide Tyrant. La storia può sfociare in tre finali alternativi sia che si giochi con Chris che con Jill.

Resident Evil divenne all’istante un grande classico. Tra le varie conversioni, la Director’s Cut per la PlayStation prometteva una versione incensurata del gioco ma la Sony ritirò il benestare all’ultimo momento e i tagli nel filmato introduttivo rimasero. L’ultima versione del gioco in ordine di tempo è Resident Evil: Deadly Silence per Nintendo DS.

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