Archie: il classico dei teen-romance secondo Mark Waid e Fiona Staples [Recensione]

Pubblicato il 2 Dicembre 2016 alle 11:25

Mark Waid e Fiona Staples raccontano, in chiave moderna, il mito di Archie.

“Finalmente in Italia il mito USA”, recita la tagline scelta da Edizioni BD per promuovere il rilancio di Archie anche nel nostro paese.

Sì, perché i fumetti della casa editrice statunitense Archie Comics, per nostra sfortuna, non sono mai stati pubblicati in Italia prima d’ora. Un delitto, per alcuni, considerando che Archie è un’icona del fumetto americano alla pari di tanti altri capisaldi della nona arte.

Solo alcune serie animate degli anni ottanta hanno permesso agli italiani di scoprire i personaggi di Riverdale ma ora, grazie al rilancio operato negli USA, possiamo finalmente leggere anche noi le avventure di Archie Andrews, il teenager dai capelli rossi conteso dalle due belle della serie: Betty e Veronica, la bionda e la mora.

Per il rilancio, Archie Comics ha pensato di cambiare completamente stile alla serie. Non più i disegni “a cartone animato” che hanno contraddistinto la serie per anni né un taglio troppo giovane alle storie. Archie è più “maturo”, sia nelle storie sia nell’aspetto grafico, grazie ai testi di Mark Waid (Kingdom Come) e ai disegni di Fiona Staples (Saga) ma, come spiegano gli stessi autori, la serie non è cambiata poi molto, ha solo subito il classico processo di “modernizzazione” cui ci hanno già abituati Marvel e DC Comics con i loro supereroi.

Nel primo volume della serie conosciamo Archie Andrews e la tipica e tranquilla cittadina americana di Riverdale, partendo da un “mistero” che si ripercuote per tutto il volume: cosa ha spinto Archie e Betty, inseparabile coppia sin dall’infanzia, a lasciarsi? Proprio da questo, e dall’arrivo in città di Veronica, parte il “triangolo amoroso” più famoso, che Waid, però, ha ben pensato di stravolgere. Betty e Veronica non corrono dietro ad Archie, infatti, ma è proprio Archie a correre dietro a Veronica, che lo tratta come un “servetto” mentre Betty, inizialmente indifferente, decide di ascoltare Jughead e aiutare il loro amico Archie a venire fuori da quella situazione così imbarazzante.

Non mancano, perciò, gli intrighi amorosi, i conflitti, che spesso hanno ripercussioni molto realistiche nelle vite dei personaggi. Il tutto raccontato con una certa sensibilità, senza mai calcare troppo la mano e tenendo bene a mente che Archie è un personaggio “adatto a tutte le età”. Le gag tipiche della sbadataggine del personaggio, infatti, abbandonano e i botta e risposta tra i personaggi strappano più di una risata e non scadono mai nel ridicolo né assolutamente nel volgare.

Se Mark Waid sa catturarci approfondendo per bene ogni personaggio, è Fiona Staples a rendere unici i personaggi dando a ognuno un’espressione che li contraddistingue: Betty ha chiaramente uno sguardo dolce e un po’ introverso ma che sa tirare fuori la grinta che è in sé quand’è necessario, Archie è il “bravo ragazzo”, il “bello della scuola” ma sbadato e poco sveglio, Veronica la snob riccona che ama atteggiarsi e Jughead (con l’immancabile cappello a forma di corona) il tipo cinico, apparentemente indifferente ma che, in fondo, tiene ai propri amici.

Annie Wu e Veronica Fish, che hanno illustrato rispettivamente il Capitolo 4 e i Capitoli 5-6, seguono la linea della Staples, permettendo una coerenza grafica. I colori di Andre Szymanowicz e Jen Vaughn esplodono in ogni pagina e danno alla serie il giusto taglio pop di cui ha bisogno.

Archie è tornato ma per noi è appena arrivato e già è difficile lasciarlo in attesa del prossimo volume (intanto, possiamo consolarci con Archie tra i morti viventi di Roberto Aguirre-Sacasa e Francesco Francavilla, oppure con Jughead di Chip Zdarsky ed Erica Henderson). I tipi di Edizioni BD fanno un ottimo lavoro editoriale e ci permettono anche di seguire ogni passaggio della realizzazione della storia nelle ultime pagine con le sceneggiature di Waid e gli storyboard e i disegni della Staples.

Consigliato a chi ama il cinema adolescenziale di John Hughes e Richard Linklater. E per chi non ne ha abbastanza, a gennaio, su The CW, è previsto il debutto della serie TV Riverdale, ispirata proprio ai fumetti di Archie.

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