La festività più spaventosa dell’anno. La notte in cui fantasmi, spiriti e demoni escono dalle loro dimore per far visita a noi che siamo ancora in vita; il giorno in cui possiamo abbuffarci di dolci e cioccolata senza sentirci troppo in colpa. Halloween è un periodo amato e atteso in molte parti del mondo, e le sue tradizioni sono influenzate da molte delle culture in cui viene celebrato. Ma come viene festeggiato in Giappone, un paese così distante sia geograficamente che culturalmente dal luogo delle sue origini?

Prima di addentrarci a esplorare quello che è il vero Halloween giapponese, festa di dolci, scherzi e spaventi, facciamo un passo indietro e scopriamo quella che è la vera Festa dei Morti nipponica: l’O-Bon, che trova le sue origini all’inizio dell’Epoca Meiji (1868 – 1921).

Esattamente come per noi la vera festa sacra è il primo novembre: il Giorno dei Morti in cui commemoriamo i ricordi dei nostri cari e dei nostri antenati defunti, anche per i giapponesi Halloween rimane una festività pagana che non ha nulla di sacro o di religioso. Il vero periodo sacro in Giappone, dedicato alla celebrazione dei defunti, si tiene in estate, più precisamente fra il 13 e il 15 di luglio e fra il 13 e il 15 di agosto.

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“O-Bon” significa “appendere a testa ingiù”. La tradizione narra infatti che un monaco buddista, durante le sue meditazioni quotidiane, riusciva a vedere chiaramente lo spirito della madre morta, appesa a testa ingiù in quello che è l’Inferno buddista. La povera donna, infatti, era stata condannata per aver mangiato della carne, pratica vietata e assolutamente tabù nella tradizione buddista.

Il monaco, con l’aiuto del suo spirito puro e santo e anche grazie all’amore che provava per sua madre, riuscì a discendere i meandri dell’Inferno, a salvarla, e a farle passare il Nirvana, donandole la pace eterna.

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(Un’antica raffigurazione che omaggia la tradizione del Bon-Odori.)

Durante i giorni dell’O-Bon si usa portare cibo, acqua e altri doni davanti alle foto e alle tombe dei defunti, e sopratutto accendere fuochi in loro onore.

Nel primo giorno dell’O-Bon si usa ripulire le tombe, ornarle con dolci, frutta e acqua. Nel secondo giorno, si allestisce un tipico altare che verrà onorato e presso cui tutti i parenti e amici potranno pregare lo spirito del defunto.

Nel terzo giorno si esegue la Bon-Odori: una tradizionale e antica danza collettiva che di solito viene eseguita in gruppi anche di centinaia di persone.

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(Balli e danze di gruppo non sono mai passati di moda, e continuano a essere un importante elemento delle feste tradizionali.)

Il lato più scenico e spettacolare di questa antica festività si mostra sicuramente durante la sua chiusura, quando si costruiscono e si liberano centinaia e centinaia di Omiyage: lanterne rosse che vanno accese e lasciate scivolare in acqua, trasportate dalla corrente.

È una cerimonia simbolica, che rappresenta il passaggio delle anime dei defunti da una sponda all’altra, in modo che possano raggiungere un luogo nell’Aldilà dove poter riposare in pace.

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(L’attraversamento delle lanterne che prendono il largo è uno spettacolo incantevole e suggestivo. Le luci gialle e arancio ricordano molto le nostre zucche intagliate.)

Danze, musica e canzoni tradizionali accompagnano questa antica festività che non ha nulla di macabro e spaventoso, e che viene celebrata non solo in Giappone, ma anche paesi esteri come Corea, Cina, e anche in Occidente, in paesi come il Brasile o l’Argentina.

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1 commento

  1. C’è un errore nell’articolo: gli “Universal Studios” non sono a Tokyo, ma bensì ad Osaka. A Tokyo c’è solo Disney, anzi ci sono DisneyLand e Disney Sea. E la festa di Halloween agli Unversal Studio Japan inizia da fine settembre/ primi di ottobbre: dall’anno scorso si aggirano gli zombie al calr della sera. ^_-

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