I tre Annual di Deadpool usciti tra il 2013 e il 2014 raccolti in un unico volume !!! Cosa c’entra Madcap con le voci nella testa di Wade ? E Thor ??? Inoltre, il mercenario chiacchierone aiuta Spider-Man a catturare il Camaleonte con…uno scambio di costumi (?!), e dovrà vedersela con gli animali superpotenziati della Brute Force, in lotta contro dei loschi gestori di una catena di parchi acquatici !!!

Il materiale che riguarda il mercenario chiacchierone sta aumentando sempre di più negli USA, così come la sua fama, specie dopo l’uscita nelle sale della fortunata pellicola di Tim Miller. Per questo motivo la Panini ha recentemente modificato la periodicità della sua testata, da mensile a quindicinale, integrandola con ulteriori volumetti da edicola che in genere propongono miniserie o storie speciali autoconclusive.

Uno di questi è Deadpool Tri-Special, un brossurato di 96 pagine che raccoglie i tre Annual a lui dedicati, usciti nel 2013 e 2014. In genere gli Annual sono numeri speciali di lunghezza extra che escono una volta l’anno, ma ovviamente per Deadpool uno non era sufficiente, per cui nel 2014 ne sono usciti ben due, anche perché rompere gli schemi e le consuetudini è decisamente nell’indole del personaggio…!

Ma andiamo per ordine. Il primo racconto ( datato dicembre 2013 ) ci fornisce una spiegazione ben precisa di cosa sia successo al mercenario prima, durante e dopo la lunga gestione dello scrittore Daniel Way, quando il nostro Wade Wilson sentiva delle voci nella sua testa, contraddistinte da didascalie bianche e gialle.

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Essendo un personaggio completamente fuori di testa, questa sua caratteristica fu sempre liquidata come un sintomo della sua schizofrenia latente o un disturbo della personalità, ma il duo di scrittori Ben Acker e Ben Blacker non si accontenta di una soluzione così ovvia e ce ne propone un’altra ancora più ardita, che coinvolgerà il folle supercriminale Madcap e il figlio di Odino in persona !

Chi segue la serie regolare del mercenario sa già che il perfido pagliaccio dal grande cappello, storico avversario di Capitan America, è tornato prepotentemente nella vita di Deadpool, con risvolti inaspettati e inquietanti, ma in questo Annual viene raccontato il loro primo incontro e le incredibili conseguenze di una zuffa con Thor e Daredevil, dai toni decisamente più leggeri, dove capiremo come mai Wade avesse questa voce nella testa e come poi se ne sarebbe liberato, subito prima delle avventure Marvel NOW! di Brian Posehn e Gerry Duggan.

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Si tratta di una storia nel complesso divertente e dalla trama piuttosto improbabile, esattamente come i suoi due protagonisti, strambi e fuori dalle righe per definizione. Ma più che altro è importante rimarcare la sua valenza a livello di continuity, per i motivi già esposti prima, anche se molti fan del mercenario non hanno gradito questo taglio col passato, che andava ad eliminare un tratto distintivo folle e caratteristico del personaggio, nonché una delle intuizioni più riuscite dell’altalenante gestione di Daniel Way.

Il “battibecco interiore” di Wade infatti poteva essere occasione di battute e spunti brillanti, ma per fortuna è stato ampiamente colmato da sceneggiature ben più solide e in certi casi drammatiche, con l’avvento di Posehn e Duggan, i quali hanno voluto approfondire sia l’aspetto giocoso e sbruffone del mercenario che quello più malinconico e intimista, come s’intuisce anche dal finale del racconto di Acker/Blacker.

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Più slegati dalla continuity ma non meno spassosi invece i due Annual del 2014, nei quali assistiamo a dei tipici team-up in stile Deadpool, completamente folli e fuori dagli schemi.

Nel primo il nostro farà coppia con il Tessiragnatele, prendendo addirittura il suo posto per acciuffare il Camaleonte, mentre nel secondo verrà “riesumata” la Brute Force ( Forza Bruta ), un improbabile gruppo di animali super-potenziati con tanto di armature trasformabili, creato ( con scarso successo ) negli anni Novanta.

Considerando che adesso è nata una serie regolare con protagonisti Spidey e Deadpool, scritta da un fenomeno come Joe Kelly ( sì, proprio l’autore della prima serie regolare del personaggio ) scatta inevitabilmente un paragone con l’avventura in tandem proposta nell’Annual, firmata da un Christopher Hastings che non riesce ad eguagliare i testi brillanti di Kelly, ma imbastisce comunque una trama adrenalinica e frizzante, puntando più sulle gag e le situazioni paradossali che sulle battute.

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Il rapporto tra i due supereroi è anche più collaborativo e disteso, quasi da team-up “classico”, rispetto al continuo punzecchiarsi visto finora nella serie regolare, che rimane comunque un must assoluto e un punto di riferimento per qualunque autore che voglia cimentarsi con il mercenario chiacchierone.

Inaspettatamente, però, la vera chicca di questo volume si è rivelata essere proprio la storia con Brute Force, realizzata da un’altra coppia di autori prestati dalla tv come Nick Giovannetti e Paul Scheer, i quali catturano a pieno lo spirito dissacrante di Deadpool in un mix di freddure ( alcune anche un po’ spinte ) e citazioni pop di vario genere.

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In pratica i due scrittori riescono a fondere le gag e gli sfottò dei migliori Posehn/Duggan con le battute a raffica di Kelly, regalandoci un racconto con tutti i crismi del mercenario più amato della Marvel: spassoso, irriverente, violento e fuori di testa.

Per scrivere dei testi comici, infatti, un gruppo di bestioni parlanti e meccanizzati può essere molto più stimolante di un eroe famoso e blasonato, specie se deve interagire con una personalità strabordante come quella di Deadpool, che ha fatto della presa in giro il suo marchio di fabbrica e trova terreno fertile in esperimenti fumettistici trash anni Novanta, finiti ormai nel dimenticatoio e molto facili da “demolire”…!

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Anche sul versante grafico questo volume si difende bene. Lo stile cartoonesco del nostro Jacopo Camagni e di Salva Espin ( entrambi nomi già noti ai fan del mercenario dalla lingua lunga ) spiccano sicuramente per la loro freschezza ed efficacia, oltre che per un layout delle tavole dinamico ed accattivante. Il loro tratto si adatta perfettamente al contesto e al tipo di racconto, ironico e leggero, che devono rappresentare. Meno convincente ma comunque godibile la prestazione di Evan “Doc” Shaner, molto più ruvido e realistico nel tratto.

In conclusione, questo Deadpool Tri-Special si dimostra una lettura piacevole, che intrattiene e diverte senza stimolare troppo i neuroni, ma in fondo è esattamente quello che ci si dovrebbe aspettare da un volume di questo tipo. I fan più accaniti del mercenario lo apprezzeranno sicuramente, ma anche chi volesse avvicinarsi al personaggio per la prima volta potrebbe prenderlo in considerazione, visto che le storie sono autoconclusive e non richiedono una particolare “cultura” in ambito deadpooliano.

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