Marco Gervasio “Le occasioni ci sono. Ma non si deve avere fretta!” [INTERVISTA]

Pubblicato il 6 Maggio 2016 alle 14:00

Diventare fumettisti è da sempre uno dei più grandi sogni di quanti, sin dalla più tenera età, hanno fantasticato sfogliando gli albi dalle nuvole parlanti.

Questa nuova rubrica che esordisce con questa intervista, vuole servire da guida piena di consigli per tutti coloro i quali vorrebbero avere delle indicazioni, direttamente dagli autori, nell’ambito del fumetto, per poter provare a iniziare a lavorare in questo meraviglioso mondo.

Chi da bambino, non ha mai sognato di poter un giorno disegnare i propri eroi dei fumetti? Col tempo poi e crescendo spesso succede che un po’ si abbandoni questa piacevole fantasticheria e resti solamente la passione per la lettura, mentre quella per il disegno, troppo spesso a torto, si trascura.

Ma per tutti quei ragazzi per cui invece questo sogno è ancora vivo e forte in loro, abbiamo pensato che fosse utile poter creare questo “strumento” che possa mettere in contatto gli aspiranti fumettisti con gli addetti ai lavori in questo campo.

Infatti, la nuova rubrica che inaugureremo con questa intervista è incentrata appunto sul mondo del fumetto, e in particolare andremo a scoprire dai diretti interessati, cioè da chi il fumetto lo fa in prima persona, le loro storie di vita, la loro gavetta per arrivare a diventare dei fumettisti affermati e di successo, potendo così raccogliere anche tanti preziosi consigli utili per chi volesse coronare questo grande sogno.

Come dicevamo, inizieremo questa rubrica intervistando Marco Gervasio, celebre disegnatore di Topolino, ma anche di altre testate, e tra i docenti della famosa Scuola Romana dei Fumetti, (dove ho anche avuto il piacere di conoscerlo).

Il suo ultimo volume uscito per la Panini Comics, “Le avventure di Fantomius” è anche stato tra i candidati come Miglior Serie dal Tratto Non Realistico per il Premio Attilio Micheluzzi 2016 allo scorso Napoli Comicon, tenutosi qualche settimana fa.

Non vogliamo dilungarci troppo nelle presentazioni, ma vogliamo lasciare che sia proprio lui a raccontarci la sua storia. Sperando inoltre che dalle sue parole possiate trarne dei preziosi consigli, soprattutto per chi, come in questo caso in particolare, voglia tentare la strada del fumetto Disney.

1) Ciao Marco, è un piacere averti sulle pagine di MangaForever. Non abbiamo scritto come di consueto una biografia nell’intestazione sull’autore perché ci piacerebbe fossi proprio tu a raccontarci un po’ la tua storia. Dalla nascita della tua passione per il fumetto e l’universo disneyano, le tappe importanti della tua crescita artistica, fino a diventare uno dei disegnatori e sceneggiatori di punta di Topolino.

Ebbene “tutto cominciò così”: quando ero ragazzino ogni mercoledì mia madre mi comprava il Corriere dei Piccoli e Topolino. Io li leggevo e provavo a disegnare a mia volta i fumetti che adoravo.

Crescendo aumentavano gli studi e gli impegni ma nel tempo libero non smettevo di leggere e disegnare fumetti: Asterix, Alan Ford, Zagor, l’Uomo Ragno… e sempre imprescindibile il mio Topolino.

Laureato in Economia e Commercio, non abbandonai il mio sogno e frequentai la Scuola Romana dei Fumetti per perfezionarmi. Così quando nel 1996 all’ExpoCartoon romana passò il mio treno che portava il maestoso nome di Giovan Battista Carpi, mi feci trovare pronto e mostrai il “biglietto”, i miei lavori.

Il Maestro li apprezzò e mi introdusse all’Accademia Disney. L’anno seguente uscì la mia prima storia su Topolino. Da quel momento non ho mai interrotto la mia collaborazione col settimanale, realizzando moltissime storie, soprattutto con Paperinik, il mio personaggio preferito, che ho voluto riportare alle atmosfere “vendicative” delle origini.

Ho avuto anche l’onore di occuparmi di Papertotti, alter ego papero del famoso Capitano della Roma, Francesco Totti. E ho creato Top Ranger, la parodia Disney di The Lone Ranger con Pippo nei coloriti panni di Johnny Depp.

Ma l’impegno maggiore come autore completo è stato ed è tutt’ora la serie (in corso) sul predecessore di Paperinik: “Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro gentiluomo” ambientata negli anni ’20.

Serie che ha avuto un ottimo riscontro ed è arrivata attualmente al sedicesimo episodio e che dal 2014 viene raccolta in volumi cronologici monotematici (di cui potrete trovare le recensioni del primo, secondo e terzo volume sempre sul nostro sito – ndr).

Come copertinista ho lavorato su Paperinik Cult, Tesori Disney e naturalmente Topolino. Dal 2015 realizzo copertine per i mensili Disney editi in USA da IDW. Extra Disney collaboro anche con Rovio Entertainment realizzando le storie degli Angry Birds.

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2) Qual è la cosa (o le cose) che ti piace di più del tuo lavoro? E Qual è invece la cosa (o le cose) che non ti piace, o ti piace meno?

Quello che mi piace di più del mio lavoro è… il mio lavoro. Nel senso che è in realtà una passione che è diventata lavoro.

Scrivere e disegnare fumetti è prima di tutto un divertimento. Con i suoi pro (non dover uscire in mezzo al traffico per andare in ufficio, potersi organizzare la giornata) e i suoi contro (poca vita sociale e non “staccare” mai dal foglio anche nei giorni di festa).

Anzi a dirla tutta le feste non esistono.

3) Secondo te, quali sono le qualità che dovrebbe avere un aspirante fumettista per poter realizzare il suo sogno?

Dunque se parliamo di aspirante disegnatore, diamo per scontato che sappia disegnare.

Quindi saliamo un gradino e diciamo che sono necessarie le conoscenze tecniche (prospettiva, anatomia, ombre, regia di una tavola oltre al saper leggere e interpretare una sceneggiatura) e se poi andiamo nel dettaglio, per Topolino è fondamentale “lo spirito” Disney, cioè tutto, dai personaggi alle automobili, fino all’idrante, deve essere Disney.

Detto questo, sono necessarie altre qualità personali che non si possono insegnare che sono la tenacia e l’impegno. Si deve lavorare tanto, produrre molto, sacrificare tempo libero per farsi trovare pronti quando dovesse passare il fatidico treno.

Non farsi abbattere al primo tentativo fallito e andare avanti con perseveranza ma allo stesso tempo mantenendo i piedi per terra, non pensando di essere “arrivati” quando invece si è ancora in cammino.

4) In conclusione, che consiglio ti sentiresti di dare a chi sogna di intraprendere la carriera del fumettista, e in particolare, come nel tuo caso, per il fumetto di Topolino?

Sicuramente procurarsi molti Topolino da cui osservare e imparare, poi mettersi sotto e preparare tavole e tavole Disney fino a che non si raggiunga quello che si ritiene il proprio top e a quel punto presentare il “biglietto” al primo “treno” che passa.

L’anno scorso per esempio c’è stato un bando ufficiale, quest’anno al Comicon di Napoli c’è stata la possibilità di presentare i Book agli Editori… Le occasioni ci sono. Ma non si deve avere fretta.

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