Con il manga La Leggenda di Arslan, torna Hiromu Arakawa – RECENSIONE

Pubblicato il 11 Aprile 2016 alle 11:20

Non sempre la riuscita di un’opera porta un autore alla creazione di ulteriori prodotti di successo, ma non è questo il caso di Hiromu Arakawa. Dopo Fullmetal Alchemist e Silver Spoon ecco che arriva infatti un altro manga a far breccia nei cuori degli appassionati: La Leggenda di Arslan. Sarà un rinnovato esempio della bravura della talentuosa mangaka? Continuate a leggere la recensione qui su MangaForever per scoprirlo!

Nell’ultima opera dell’autrice si racconta di una terra antica e prospera, famosa per la sua ricchezza e per l’invincibilità del suo esercito. Si racconta però anche di risentimento e brama di vendetta verso quel regno che sotto una coltre di lusso e felicità nascondeva la sofferenza di innumerevoli persone.

Sentimenti magari nobili, accompagnati però anche da avidità e crudeltà, rovina di uomini ed intere civiltà. Ad opporsi a questo e a tentare di riconquistare ciò che ormai era andato perduto c’è Arslan, giovane principe del Regno di Pars, aiutato da tanto forti quanti strani compagni.

Un gruppo di guerrieri dediti al riportare la pace in terre ormai abitate solamente da fame e povertà. Un avventura, non priva di qualche colpo di scena, che vi accompagnerà tra lande desolate e ricche città, cercando di capire dove risieda veramente la giustizia che con tanto fervore ricercano i protagonisti.

La leggenda di Arslan è un manga a metà tra storia e leggenda, una fiaba che racconta di mondi fantastici eppure incredibilmente simili a periodi della nostra storia. D’altronde la psiche e le emozioni dell’essere umano sono simili qualunque sia il posto si visiti, ed il manga di Hiromu Arakawa si basa fortemente sulla storia di determinate persone piuttosto che su meri eventi generali.

È un titolo che allo stesso tempo riesce a parlare di vendetta, redenzione, giustizia e ovviamente, elemento mai assente nel genere cui appartiene, amicizia.

Lo fa però in un modo in un certo senso distante rispetto alle normali produzioni che spesso arrivano dal Sol Levante, tramite una commistione di caratteristiche e peculiarità.

Si passa infatti da momenti in cui sembra un manga storico a momenti in cui si ritorna fortemente agli stilemi degli shonen classici, con incredibili scontri e battaglie. In tutto questo il manga riesce però a mantenere una sua precisa identità, e cosa ancora più importante si riconosce fin da subito il tocco della popolare mangaka.

La leggenda di Arslan ricorda parzialmente alcuni dei precedenti lavori dell’artista, sia per quanto riguarda il concetto generale alla base della storia (bisogna comunque ricordarsi che si rifà ad una serie di light novel) sia ovviamente per quanto riguarda i disegni e la bravura nell’ottima stesura delle tavole.

È quindi un manga da leggere, specialmente grazie ad una trama dimostratasi sempre interessante e raramente scontata, seppure con molti punti in comune con opere già esistenti.

Certo, qualcosa di più ce lo si poteva aspettare nella caratterizzazione dei personaggi, da sempre punto forte dell’Harakawa, ma nel complesso difficilmente rimarrete delusi.

Non sarà magari la migliore opera della vostra autrice preferita ma sicuramente si tratta di un prodotto estremamente piacevole nella lettura.

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