Karmapolis di Enrico Martini e Greta Xello – Recensione

Pubblicato il 2 Aprile 2016 alle 11:20

Come vi comportereste se aveste il potere di portare sfortuna al prossimo? Ce lo spiegano Enrico Martini e Greta Xello con Karnapolis, una graphic novel in bianco e nero pubblicata da Renbooks!

Devo fare una premessa. In passato avevo avuto modo di leggere alcuni lavori di Enrico ‘Nebbioso’ Martini realizzati per vari editori e mi era sembrato un autore dalle grandi potenzialità, interessante e dotato di fantasia.

Di conseguenza, prima di leggere Karmapolis, graphic novel proposta da Renbooks, avevo molte aspettative. E bisogna comunque ammettere che l’opera in questione rivela una buona dose di fantasia.

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La protagonista della storia è Chiara, una ragazza un po’ dark che vive in un tipico contesto italiano. Frequenta l’università e le manca poco per laurearsi; ha un fidanzato che pensa al calcio e non si dimostra tanto affidabile; vive con due amiche e il loro rapporto è compromesso dai consueti contrasti quotidiani; con la madre non va sempre d’accordo e lavora in una gelateria. In pratica, si tratta di una ragazza apparentemente normale che chiunque potrebbe incontrare.

Ma non è proprio così. Chiara ha infatti una dote particolare. Potremmo definirla un super potere. Le basta infatti schioccare le dita ed è in grado di portare iella a chiunque, con esiti disastrosi. Di solito succede quando è arrabbiata ma in ogni caso lei stessa non comprende bene la situazione. Da dove vengono questi poteri? Come mai è proprio Chiara ad averli?

La risposta è conosciuta da strane entità che affermano di essere divinità pagane e si manifestano con un aspetto animalesco. A quanto si riesce a capire, Chiara è una custode del karma e ciò implica grandi responsabilità. Ma è veramente così? Oppure la protagonista è semplicemente vittima di allucinazioni?

Tuttavia, Martini si concentra relativamente su simili questioni e privilegia l’aspetto più intimo e personale della vita di Chiara. In poche parole, l’ambito quotidiano.

E sono proprio questi elementi ad assumere un’importanza fondamentale nella story-line. Questa è la caratteristica essenziale di Karmapolis. La graphic novel ha però, a mio avviso, un difetto e cioè quello di non essere facilmente classificabile.

Non è una storia di supereroi, sebbene non ne manchino le premesse; non è una vicenda del tutto intimistica e lo scrittore ha mixato, in maniera certamente consapevole, stilemi narrativi eterogenei. Inoltre, molte cose non vengono affatto approfondite e l’impressione che se ne ricava è quella di un fumetto forse troppo confusionario.

Bisogna poi aggiungere che la protagonista non risulta nemmeno tanto simpatica e gli altri personaggi non sono ben caratterizzati dal punto di vista psicologico.

Rappresentano più che altro tipologie e non persone sfaccettate e tridimensionali: l’amica superficiale, la madre rompiscatole, il fidanzato insensibile e così via. Sebbene i testi di Martini siano ben curati, non coinvolgono, ed è un peccato perché, lo ribadisco, si parla di uno sceneggiatore dalle grandi potenzialità.

I disegni sono di Greta Xello, palesemente influenzata dai manga. C’è senz’altro fluidità e leggerezza nel suo stile e i character sono concepiti in maniera impeccabile. Gli sfondi di parecchie vignette, però, sono pressoché assenti e, nel caso contrario, non rifiniti.

Anche questo è un difetto di Karmapolis e per giunta in alcune pagine si percepisce incertezza nel tratto e non c’è un perfetto equilibrio tra testo e immagine. Insomma, Karmapolis sembra un’occasione mancata.

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