La nuova serie Image di Jeff Lemire rispetta le attese, creando dei personaggi riusciti e un intreccio pieno di misteri!

Jeff Lemie, nel panorama degli autori di graphic novel americani, è pian piano diventato uno dei nomi più importanti. Affermatosi nel panorama del fumetto indipendente, si è fatto notare dai grandi editori di comics americani ( DC prima, Marvel poi) senza però abbandonare la sua attività di disegnatore di graphic novel.

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C’era molta attesa anche qui in Italia, quindi, per The Descender, sua nuova serie fantascientifica che non ci ha messo molto ad attirare l’attenzione di Hollywood, dato che dovrebbe diventare un film per la Sony, che evidentemente ha ritenuto di grande potenziale e impatto la storia.

Questa volta Lemire si presenta in veste di creatore-autore, mentre ai disegni troviamo il bravo Dustin Nguyen

Non ci vogliono molte pagine, in effetti, a capire come The Descender sia un fumetto molto riuscito ed ispirato, seppur con qualche difetto ovviamente.

La storia è ambientata in un mondo, nel distante futuro, apparentemente utopico, dove molti pianeti convivono in pace sotto la guida del Consiglio Galattico Unito e le intelligenze artificiali sono ormai ad un livello avanzatissimo, perfettamente in grado di imitare il comportamento umano.

A rompere questo equilibrio ideale ci penseranno i Mietitori, gigantesche astronavi meccaniche che attaccano, all’improvviso, i pianeti principali del Consiglio, dando inizio ad un’era di caos e divisioni.

Nessuno infatti sembra sapere ne cosa siano, ne come combattere i mietitori. A questo punto, chiunque abbia mai giocato a Mass Effect probabilmente sarà rimasto piuttosto incredulo, visto che Lemire ha praticamente basato il suo fumetto sulla stessa premessa del gioco di Bioware, inserendo un villain intergalattico con lo stesso nome e fattezze piuttosto simili.

C’è da dire che in effetti il lavoro di definizione dell’ambientazione di Lemire è buono ma non riesce a distinguersi particolarmente dalla grande massa di sci-fi che ha preso come ispirazione. Dal punto di vista visivo, il mondo funziona piuttosto bene grazie ai disegni di Nguyen, ma per ora questo aspetto della storia non mi ha convinto a pieno: non sono riuscito a vedere una vera originalità e identità nel mondo, a differenza di Saga ad esempio.

Dove sta allora la forza e la bellezza di Descender? Nei personaggi. I due protagonisti infatti, sono magnifici: interessanti, scritti benissimo, ricchi di misteri e potenzialità.

Dopo un salto di parecchi anni dall’attacco dei Mietitori infatti conosceremo Tim-21 e il suo cane robotico Bandit. Tim era un robot di compagnia, una sorta di amico cibernetico comprato da una famiglia per far compagnia al loro bambino, e che ora giace abbandonato su un pianeta minerario. Tim non è ovviamente un androide qualunque, e ben presto capiremo come lui e i Mietitori sono strettamente connessi.

La storia di Tim ci viene narrata da vari flash-back, attraverso cui ci vorrà veramente poco per creare empatia e affetto verso il piccolo androide. Come in alti suoi lavori, i personaggi sono la grande forza di Lemire: spesso tormentati ed a caccia di riscatto, Tim si inserisce perfettamente in questo filone, e ci mette poco a diventare il vero motore della storia.

Saranno in molti a caccia di Tim, tra cui il dottor Quon, genio su cui grava il peso di non aver saputo reagire all’attacco dei Mietitori. Quon sembra inizialmente un personaggio piuttosto stereotipato, ma con il proseguire della storia si rivelerà anch’esso molto interessante, più tormentato e misterioso di quando sembri.

I disegni ed i colori di Nguyen sono una vera sorpresa: comunicano sempre un’idea di instabilità e movimento, osano con le anatomie e con il character design vincendo quasi sempre la scommessa. Anche grazie alla scrittura di Lemire, le inquadrature delle tavole sono molto cinematografiche e il ritmo della storia è gestito splendidamente.

In definiva, quello che manca in ambientazione The Descender lo recupera in intreccio e soprattutto personaggi. I misteri sono parecchi, e il cliffhanger finale lascia veramente con una grande voglia di leggere il secondo volume.

L’edizione Bao, rispetto ad altri titoli Image, sembra questa volta avere un formato più grande della pagina, e questo è solamente un bene. Ho avuto un po’ di fatica a leggere qualche baloon, anche se va detto che gli acquerelli non devono aver reso il lettering un lavoro semplice.

Insomma The Descender è sicuramente una graphic novel riuscita e da consigliare: tante le potenzialità che il seguito dovrà sviluppare, ma per ora siamo davanti ad un titolo decisamente interessante e che tiene fede all’hype che aveva suscitato già dal suo annuncio.

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