BD Edizioni porta in Italia due storie ambientate nell’universo de “Il Corvo” mentre James O’Barr torna all’opera che gli ha dato la fama a distanza di 23 anni.

The Crow: Skinning the Wolves (2012)  e The Crow: Curare (2013) story by James O’Barr. Questo è il nome delle due storie che BD Edizioni raccoglie ne Il Corvo, libro secondo. 

La prima storia parla di un detective di polizia ormai in pensione, Joe Salk, ossessionato da un caso irrisolto da molti anni. Una bambina stuprata e uccisa, abbandonata in un campo ad una lenta agonia. Proprio il fantasma della bambina tornerà dal vecchio insieme all’immancabile corvo della vendetta. Sarà l’occasione per Salk di tornare ad indagare sul caso.

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La seconda storia è, invece, ambientata ai tempi della seconda guerra mondiale. In un campo di concentramento, un comandante delle SS si diverte a proporre un sadico gioco ai prigionieri. Ogni intellettuale viene invitato a giocare a scacchi, nel caso vincesse avrà salva la vita, nel caso perdesse verrà giustiziato. Anche qui il corvo della vendetta tornerà per aiutare una vittima a trovare pace.

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Non è facile commentare un volume del genere. Purtroppo il paragone con l’opera prima ed originale incombe sempre. Partiamo dal dire che i disegnatori scelti per l’occasione sono decisamente perfetti. Dodè per la prima storia è ottimo, il suo stile di disegno molto stilizzato, per non parlare dei colori, sembrano quasi studiati per rappresentare l’orrore della prima storia, la violenza su una bambina che risulterebbe davvero disturbante se trattato con diverse gamme cromatiche.

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La seconda storia, skinning the wolves, è disegnata da Jim Terry e lo stile è decisamente tendente al gore e allo splatter più puro. L’orrore dei campi di prigionia tedeschi è ben rappresentato, vivido nella scelta dei colori e nei tratti. I personaggi sono ben delineati e caratterizzati.

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L’idea della BD è di quelle decisamente affascinanti. Dopo una bella riproposizione de il Corvo, dello scorso anno torna nell’universo creato da James O’Barr portando in Italia le storie più recenti, sempre targate O’Barr. Perchè negli USA, fino al 2014, sono state pubblicate ben 9 storie dedicate al Corvo ma solo 3 sono state scritte dall’autore originale. Come già detto non è facile valutare un sequel quando, indubbiamente, il primo capitolo è un capolavoro assoluto. Nonostante tutto le due storie prese in considerazione sono decisamente belle.

Le tematiche rimangono quelle care ad O’Barr, la violenza dell’uomo, la cattiveria gratuita verso i più deboli, la solitudine, i demoni personali. Il corvo è sempre lì, pronto ad intervenire per concedere a chi lo merita la giusta vendetta. Una bambina violentata e uccisa merita di avere giustizia e l’unico che può dargliela è solo chi sta ancora cercando il colpevole, perchè un delitto rimane un delitto, quello di una bambina diventa un incubo. Il detective Salk perde tutto per la sua ossessione, la moglie e le figlie, beve e non è più in sè stesso.

La seconda storia torna indietro nel tempo, agli anni del Terzo Reich. O’Barr ci tiene a tratteggiare perfettamente l’insensatezza del comando tedesco, gli ufficiali fanno il bello e il cattivo tempo uccidendo indiscriminatamente chiunque gli capiti a tiro, invece i soldati semplici pensano di essere inattaccabili perchè si “limitano ad eseguire i comandi” o “fare la guardia ai camion” voltando le spalle a tutto quello che vedono ogni giorno. Anche qui il corvo decide di intervenire per permettere ad una vittima dell’insensatezza umana di avere la sua vendetta.

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