Continuano le vicende di Kyle Barnes e del reverendo Anderson: quale sfida aspetta i due esorcisti???

Lo scorso numero di Outcast si era chiuso in maniera esplosiva: il ritorno di Kyle nella stanza di sua madre, luogo pieno di ricordi traumatici per il protagonista, ma soprattutto l’uscita allo scoperto del misterioso Sideny, che già era apparso con fare sospetto nei primi numeri, e che si rivela un personaggio pericolosissimo incidendo il proprio marchio sul petto del reverendo Anderson, che vediamo intento a curare le sue ferite fisiche e, immaginiamo, anche psicologiche.

Kyle decide di far visita a Joshua, ragazzino che aveva esorcizzato all’inizio della serie, per poi tornare dal reverendo, che però non sembra voler parlare a Kyle dell’aggressione subita. I due si recano da un conoscente di Anderson, che lui stesso aveva esorcizzato: Kyle sospetta che questa persona sia posseduta, arrivando quasi ad aggerdirla, e i due vengono cacciati in malo modo.

Insomma, Kirkman insiste sul solito concetto: oltre a dover lottare con forze demoniache potentissime, il grande ostacolo di Kyle spesso sono le persone stesse.
Lo stesso reverendo, personaggio inizialmente un po’ piatto ma ora sempre più interessante, sembr apieno di dubbi ed incertezze su cosa fare.

Soprattutto, Anderson sembra essere indeciso su come comportarsi con Kyle, se spronarlo a compiere esorcismi anche contro la volontà dei posseduti o aspettare lo sviluppo degli eventi in maniera più passiva. Dubbi che sembrano, pian piano, intaccare anche parzialmente la sua fede religiosa, la sua sicurezza che Dio possa portarlo a trionfare sul male.

Evidentemente sconvolto da questo nuovo possibile caso di possessione, decide finalmente di rivelare a Kyle l’aggressione subita dall’uomo misterioso, mostrandogli il marchio.
I due, empre attanagliati dai dubbi, continuano il loro giro di visite, scoprono che una ragazza è recentemente scappata di casa, dopo aver cambiato bruscamente modo di comportarsi: i possibli casi di possessione sembrano aumentare, ma anche qui ci sono poche certezze.

Il fumetto si chiude con una serie di tavole senza dialoghi, di grande impatto sia psicologico che visivo, e che ci fanno entrare sempre di più nella psichie tormentata del protagonista: che sia una battaglia troppo grande per un uomo solo?

Dopo un terzo numero pieno di eventi di trama, qui il focus di Kirkman sembra spostarsi sui personaggi, sulla loro psicologia e sulla loro solitudine davanti ad una battaglia che sembra più grande di loro.
Soprattutto, l’autore riesce a fare emergere la sensazione che i due personaggi, sempre di più saranno isolati e senza aiuto contro un nemico che, invece, sembra aumentare sempre più in numero.

Insomma, anche grazie al solito Azaceta, anche un numero tutto sommato senza grandi eventi alla fine riesce a convincere, e la brvura di Kirkman nel gettare motli appigli per sviluppi futuri rende sicuramente vogliosi di proseguire la serie, che per ora sta confermando le aspettative.
Sarà interessante scoprire se la storia accelererà all’improvviso e deciderà di puntare sul lato horror, o se ci troveremo di fronte ad un proseguimento più lento con un continuo approfondimento dei personaggi.

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