Nel panorama occidentale, la cultura che riguarda e comprende spiritismo, paranormale e miti folkloristici è ormai più ridicolizzata e parodiata piuttosto che temuta e rispettata, complici soprattutto le tante trovate commerciali quali film, falsi documentari, e programmi televisivi. L’idea di fantasma è associata al classico lenzuolone bianco che trascina catene metalliche, o a cimiteri infestati, o ancora a vecchi castelli maledetti tappezzati di quadri capaci di muovere gli occhi.

È curioso constatare come, scostandoci sulla cultura orientale, i fantasmi, le creature mostruose, gli spiriti e i demoni siano così tanto diversi non solo da come vengono rappresentati nella nostra cultura, ma anche tra di loro, dando così vita a una vera e propria antologia di miti e di leggende legati a essi e alle tradizioni che li riguardano.

Obake/Bakemono

Gli obake sono creature mitologiche appartenenti al folklore giapponese il cui nome significa letteralmente: “cose che cambiano”, e questo proprio come conseguenza dei loro poteri da mutaforma.

Solitamente, le loro forme più comuni sono quelle di animali selvatici, ma non è raro anche ritrovarli con le apparenze di esseri umani o addirittura di oggetti (e in questo caso assumono il nome di tsukumogami) o di piante. Nella religione scintoista, molto diffusa su suolo giapponese, esiste la credenza che anche gli oggetti inanimati possano infatti sviluppare e acquisire un’anima. Questo avviene solamente dopo che l’oggetto ha vissuto assieme all’uomo per almeno cento anni, ecco perché gli tsukumogami sono solitamente oggetti casalinghi antichi come ombrelli, vasi, armadi.

bakemono-bakeneko

(Bakeneko, un feroce obake sviluppatosi da un comunissimo gatto che ha raggiunto dimensioni spropositate e che, talvolta, arriva addirittura a nutrirsi di esseri umani per sfamarsi.)

Gli obake sono relativamente innocui – con le dovute eccezioni – e il loro unico intento è quello di burlarsi degli esseri umani, senza reali intenzioni maligne.

Yokai

La parola yokai deriva dal kanji che assume il significato di: “attrattivo, calamità, apparizione”. Il vocabolo può anche essere comunemente usato per indicare un fenomeno sovrannaturale e incontrollabile.

Gli yokai solitamente possono assumere la forma di un animale, come gli obake, oppure quella di creature fantastiche. Tra i più famosi yokai è d’obbligo citare i popolarissimi kappa, abitanti dei fiumi con il corpo antropomorfo, il becco a punta e la testa calva.

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(Gashadokuro, uno degli yokai più spaventosi che vagano nelle notte buie, di solito nelle campagne deserte. Si dice che queste creature siano le reincarnazioni dei soldati morti in battaglia e che ora, affamanti, si spostino continuamente alla ricerca di ciò che possedevano quando erano in vita.)

Uno yokai ha doppia natura: o è un portatore di fortuna e saprà migliorare la vita a colui che lo incontrerà sul suo cammino, oppure potrà rivelarsi molto pericoloso e colpire i passanti con i suoi poteri sovrannaturali per farli incombere in sventure e disgrazie. Un’entità maligna di questo tipo, secondo la tradizione buddista, prende il nome di tengu.

Molto spesso lo yokai, prima di diventare tale, era un comune essere umano trasformatosi dopo la morte in una creatura dalla forma grottesca che calca alla perfezione i vizi o i peccati commessi dall’uomo quando era in vita.

Oni

Tradotta letteralmente, parola che significa: “demone, demonio, orco”.

Sicuramente tra le creature più spaventose, terrificanti e pericolose di tutto il panorama giapponese. Gli oni hanno l’aspetto di enormi mostri muscolosi muniti di zanne aguzze, corna, artigli affilati, e il colore della loro pelle può variare dal rosso al blu.

oni

Il luogo in cui gli oni nascono e risiedono è l’Inferno stesso. Infatti, molto spesso accade che, prima di diventare demoni, gli oni fossero semplici esseri umani la cui anima è stata condannata a risiedere in questo corpo spaventoso che dimora nelle viscere degli inferi.

All’Inferno, gli oni diventano dei veri e propri seviziatori di anime, costringendo i morti a un’eternità di sofferenze atroci e pene senza fine. Non è raro, tuttavia, che questi demoni decidano di tormentare anche gli esseri umani ancora in vita. Chi sarà protagonista di un incontro ravvicinato con uno di loro rischierà di essere fatto a pezzi e di venire divorato senza alcuna pietà. Dopo il sopraggiungere della morte, la sua anima sarà trascinata all’Inferno proprio dall’oni.

Yurei

Gli yurei sono quelli che più si avvicinano all’idea di fantasma inteso come nella cultura occidentale. Solitamente presentano un aspetto femminile, e sono vestiti con kimono o abiti rigorosamente bianchi, di solito svolazzanti al vento, e il viso è ricoperto da una lunga massa di finissimi capelli neri.

Si tratta di spiriti inquieti, anime vaganti in cerca di vendetta o di pace, in quanto hanno subito morti violente e hanno patito sofferenze atroci prima di trapassare nell’Aldilà. Oppure ancora, sono tristi vittime di suicidio, e la loro condizione nasce da uno stato di angoscia che non sono riusciti a sopprimere nemmeno togliendosi la vita.

yurei2

Gli yurei, a loro volta, si suddividono in altre categorie, considerando la vastissima qualità di spiriti che occupano e infestano il suolo nipponico.

Vediamone i sette principali.

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