Spider-Man e gli X-Men n. 1, l’Uomo Ragno alla guida di una strampalata squadra di giovani mutanti – RECENSIONE

Pubblicato il 10 Settembre 2015 alle 11:15

C’è un nuovo insegnante alla Jean Grey School è il suo nome è Uomo Ragno! Possibile? Che cosa ci fa l’Arrampicamuri in un contesto a lui estraneo? Scopritelo nel primo numero di Spider-Man e gli X-Men in uscita questo mese!

Sebbene il Marvel Universe sia stato concepito sin dal principio come un mondo popolato da personaggi che potevano incontrarsi e collaborare, era comunque composto da aree narrative ben distinte tra loro. Per esempio, gli incontri tra X-Men e Vendicatori, specialmente negli anni ottanta, non erano frequenti e i team-up tra i due team si verificavano in casi eccezionali. Questa tendenza è ormai un lontano ricordo, adesso la situazione è più fluida e oggi X-Men e Vendicatori hanno un legame più stretto tanto che le due squadre, in un certo qual modo, potrebbero essere considerate una sola.

Ciò vale pure per personaggi come l’Uomo Ragno. Se una volta era individualista e solitario, malgrado le collaborazioni con svariati character non siano mai mancate, oggi non è più così, da quando Brian Michael Bendis lo incluse nei New Avengers. Allora forse non è strano leggere una serie come Spider-Man and The X-Men. Peter già conosce i mutanti e la sua alleanza con Wolverine lo dimostra ma non tutti i Marvel fan sono stati entusiasti di questo nuovo, imprevedibile sviluppo narrativo. Secondo alcuni, Spidey insegnante alla Jean Grey School è una figata; secondo altri, invece, non c’entra nulla con le X-vicende e il comic-book è solo una manovra commerciale.

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C’è del vero ma non mancano nemmeno i presupposti narrativi. Era ormai chiaro che Logan stimava Spidey e il fatto che il defunto mutante artigliato lo abbia scelto come sostituto lo dimostra. Sono queste le premesse, quindi, di Spider-Man and The X-Men. L’Uomo Ragno decide di onorare la richiesta di Wolvie e si reca nella scuola gestita da Tempesta e soci. Comunque neanche gli X-Men sono felici della cosa e lo trattano da estraneo. Pur non mettendo in discussione le sue abilità, infatti, lo ritengono poco adatto all’insegnamento perché ignora le problematiche tipiche degli homo superior.

In realtà, c’è un altro motivo che ha spinto Logan a inviare Spidey nell’istituto e l’autore Elliott Kalan lo spiega sin dal primo episodio. Un ruolo fondamentale nelle story-line lo gioca una classe di giovani mutanti composta dagli strampalati Ernst, No-Girl, Glob Herman, Rockslide, introdotti nella provocatoria run di New X-Men di Morrison, nonché Satiro, Shark-Girl e Mille Occhi: in pratica, alcuni degli allievi più schizzati e indisciplinati della Jean Grey School.

Kalan opta per atmosfere ironiche e divertenti, con dialoghi curati e vivaci. Non capisco ancora se l’idea di vedere Spidey in ambito mutante mi piaccia o no ma l’inizio, sebbene non rivoluzionario e innovativo, è intrigante. Kalan mixa il mondo degli Uomini X e quello dell’Uomo Ragno e non a caso i primi due villain che il gruppo affronta sono Stegron, classica nemesi di Peter, e Sauron, acerrimo avversario delle X-squadre, unitisi per instaurare una dittatura rettile. Alle matite c’è Marco Failla, artista dal tratto fluido e pulito con influssi cartoon, appropriato per il tono scanzonato della serie.

L’albo include poi il n. 15 di Amazing X-Men. La squadra di Tempesta deve occuparsi della minaccia del demone Cyttorak e lo sceneggiatore Chris Yost si collega alle vicende passate dei mutanti, concentrandosi in particolare sulla figura del tormentato Colosso. Yost conosce il mestiere e realizza una storia di discreta fattura, analizzando in maniera accurata le psicologie di Ororo, di Peter, di Kurt e degli altri protagonisti del comic-book. I disegni di Jorge Fornés sono efficaci e funzionali.

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Il mensile si conclude con i nn. 6-7 di Storm. Le vicissitudini di Tempesta sono narrate da Greg Pak che francamente considero uno dei peggiori autori del comicdom contemporaneo. Delinea una trama senza infamia e senza lode sulla dominatrice dei venti alle prese con un clan di criminali che l’ha incastrata con la falsa accusa di terrorismo. I testi sono sull’anonimo andante e i disegni di Al Barrionuevo accettabili ma privi di inventiva. Nel complesso, come giudicare questa testata? Di livello medio.

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