Riconosciuto all’unanimità come il migliore scrittore di fumetti di sempre, il Bardo di Northampton ha contagiato il mondo intero con il suo genio assoluto. La maggior parte delle sue opere sono considerate capolavori indiscussi, tanto che in alcuni casi gli sono valsi premi di cui generalmente non vengono insigniti i comics, ma i romanzi. Nato in Inghilterra nel novembre del 1953, dopo 16 fra Harvey e Eisner Awards al Miglior Scrittore (un record), ha definito le generazioni di scrittori che gli sono succedute.

Si definisce “occultista”, Alan Moore, cioè, secondo il vocabolario Treccani, “colui che segue le dottrine dell’occultismo, e ne compie le pratiche”. Che cos’è l’occultismo? Sempre secondo il Treccani si tratta di  un “complesso di dottrine fondate su una concezione religiosa, metafisica e fisica dell’universo che presuppone l’esistenza, al fondo della realtà, di forze dinamiche, personali o impersonali, fisiche o psichiche, inconoscibili con gli strumenti della logica o della scienza matematica e sperimentale (da qui il termine “occulto”), ma con le quali si possono stabilire rapporti attraverso strumenti conoscitivi o tecnico-pratici riservati a pochi sapienti”.

Se vi siete persi, focalizzate la vostra attenzione sulle ultime quattro parole: “riservati a pochi sapienti”. Capito? Pochi sapienti. Il sapiente è colui che la sa lunga, in poche parole. E Alan Moore la sa sicuramente più lunga di tutti.

Come avrebbe potuto realizzare il capolavoro di complessità che è Watchmen, o immaginare il futuro distopico così realistico e spietato visto in V for Vendetta? Il suo stile lirico – poetico a tratti – ha spinto la narrativa a fumetti alla conquista di vette che nessuno prima di lui aveva mai neanche immaginato, figuriamoci se pensato di raggiungere.

Queste sono le cinque migliori storie di Alan Moore.

Miracleman (o Marvelman)

La pietra miliare, il primo mattone di quella torre d’avorio che il Bardo di Northampton avrebbe eretto al fine di innalzare i comics verso i vertici della letteratura moderna. Da qui parte il celebre revisionismo supereroico, fenomeno che negli anni ’80 prese di peso i supereroi classici e li catapultò in un mondo più cupo e realistico, più spietato e oscuro, più simile al nostro.  L’unica cosa che c’è da dire è che – se lo avete perso – dovreste farvi un favore e recuperarlo al più presto: proprio in questo periodo (al termine di una decennale battaglia legale per i diritti d’autore) la Panini sta ristampando l’intera run di Moore sull’indimenticabile Super Uomo – inteso nel senso più filosofico e nietzschiano del termine. Kimota!

Miracleman-alan-moore-panini-comics

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui