Panini Comics ripropone una delle serie più mature della Marvel: The ‘Nam, drammatica cronaca della guerra del Vietnam scritta dal veterano Doug Murray e disegnata dal maestro Michael Golden! Non perdete i primi dieci episodi inclusi in questo splendido volume!

the nam lettere dal fronte

La Marvel non è mai stata una casa editrice che pubblica solo supereroi e nel corso della sua più che decennale storia editoriale ha proposto mensili di vario genere. Tra essi si annoverano testate di guerra e molti, per esempio, ricordano Sgt. Fury and His Howling Commandoes, imperniata sull’aggressivo Nick Fury e i suoi commilitoni alle prese con il Terzo Reich. Molte di queste collane, tuttavia, furono spesso caratterizzate da toni propagandistici. Non è invece il caso di The ‘Nam, comic-book incentrato sul conflitto vietnamita che esordì nel dicembre del 1986. Si trattò di una proposta importante, fortemente voluta da Jim Shooter, e si mise subito in luce come una delle più adulte e mature della Casa delle Idee.

A scriverla fu Doug Murray, veterano del Vietnam, che decise di utilizzare la forma popolare del fumetto per raccontare a un pubblico più vasto possibile gli orrori e le tragedie vissute in prima persona. Non è però un’opera autobiografica. Murray scelse infatti di narrare le vicende di soldati immaginari, collocandoli in un contesto realistico. E’ l’autenticità uno degli elementi più importanti di The ‘Nam e quando nelle storie appaiono intimidenti foreste vietnamite, campi di battaglia insanguinati, accampamenti dei soldati e così via, si può stare certi che sono descritti da un uomo che ha visto davvero quelle cose.

L’albo ottenne un grande successo di pubblico e critica ma alcuni giudicarono i dialoghi poco credibili, dal momento che il turpiloquio tipico dei soldati era pressoché assente. Ma fu una strategia precisa di Murray. Il comic-book era sottoposto al Comics Code e l’autore non voleva realizzare un fumetto per adulti da inserire nella linea Epic. Si rivolgeva a un mercato mainstream e un linguaggio edulcorato fu quindi un passo obbligato. L’altro elemento intrigante di The ‘Nam è la mancanza di retorica. La serie non è politica. Murray non usa la tematica della guerra come pretesto per fare comizi. Non esprime giudizi. Non stabilisce chi siano i buoni e chi i cattivi. Si limita a raccontare vicende tragiche di giovani che si ritrovano di punto in bianco in una situazione che non possono controllare.

Giovani come Ed Marks, sbarbatello che da un paesino di provincia giunge nel cuore di un orrore incomprensibile. Ingenuo, confuso, impacciato, è costretto a confrontarsi con una serie incredibile di pericoli. La story-line si svolge a cadenza mensile. Tra un episodio e l’altro trascorrono infatti trenta giorni e abbiamo perciò modo di osservare l’evoluzione di Ed e compagni, dettaglio che accentua il realismo dell’opera. Murray descrive bombardamenti, azioni di guerriglia, soldati affetti da malaria e dissenteria, senza fronzoli, con uno stile secco e asciutto. I personaggi non sono farseschi John Wayne pronti a tutto ma esseri umani. E lo stesso vale per i nemici vietnamiti, pure loro vittime di un gioco crudele.

Murray ci sbatte in faccia l’orrore della guerra in maniera fredda e quasi asettica. Ma il lettore ne rimane coinvolto lo stesso. E quando la morte di un importante componente del cast arriva in maniera inaspettata proviamo un colpo al cuore. Ma è questa la realtà, sembra volerci dire lo scrittore. Nelle guerre si può perdere la vita nel giro di pochi, scioccanti secondi, e non c’è un’aura romantica di finta gloria ad alleggerire il tutto e meno che mai si sentono le musiche ridondanti e trionfali dei film hollywoodiani.

The ‘Nam è celebrato anche per i disegni di Michael Golden. Il penciler illustrò i dodici numeri iniziali (a parte uno quasi completamente realizzato dal bravo Wayne Vansant). Golden era già apprezzato negli Stati Uniti ma la sua definitiva consacrazione avvenne proprio con questa serie. La rappresentazione dei soldati è contrassegnata da un riuscito mix di naturalismo e stilemi caricaturali; mentre gli sfondi risultano realistici. Questa indovinata contrapposizione è l’ennesimo punto di forza del comic-book. Golden ha poi l’innegabile capacità di esprimere le emozioni dei character tramite sguardi e mimiche facciali peculiari.

Da questo punto di vista, Ed è significativo. Basta osservarlo con attenzione per coglierne i timori profondi, gli smarrimenti e la disperazione. Vale lo stesso per i superiori corrotti, per l’allegro e irriverente Albergo, per il riflessivo Top e così via. E non vanno trascurate le rappresentazioni dei tunnel claustrofobici pieni di bombe, dei bordelli fumosi di Saigon, degli alloggi umidi e angusti dei soldati e così via. Da tenere d’occhio, inoltre, i colori vividi e intensi di Jason Lewis. In poche parole, The ‘Nam è une pietra miliare del fumetto americano. ‘Nuff said.

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