Monster Hunter Epic 1 – recensione

Pubblicato il 19 Marzo 2015 alle 11:15

Poco dopo l’uscita dell’ultimo capitolo della saga, arriva il primo volume del manga di Monster Hunter!!!

monster hunter

Monster Hunter è una saga videoludica che, qui in Italia, ha un suo seguito ben affezionato ma non eccessivamente nutrito, mentre in Giappone spopola letteralmente, con centinaia di gadget in vendita. Un mese fa circa è uscito l’ultimo capitolo della saga, e ora J-Pop si appresta a pubblicare il primo volume del manga spin-off.

Per chi non lo sapesse, in Monster Hunter la storia è quasi inesistente: il gioco si focalizza sul cacciare enormi mostri in battaglie anche piuttosto lunghe, da soli o con gli amici. Un concept, come si può immaginare, non particolarmente facile da riportare su carta, proprio per l’assenza di una trama.
Il manga, scritto e disegnato da Ryuta Fuse, in questo primo volume è ispirato ad una versione precedente del gioco, mentre i prossimi ( in particolare, il terzo) andranno a prendere spunto dal quarto capitolo  della serie.

Il manga inizia come il più classico degli shonen: Yamato è un ragazzino volenteroso di diventare un cacciatore, in un mondo dove quella figura è, ovviamente, la più prestigiosa. In questo suo percorso viene guidato da Kuja, cacciatore esperto, e Sensei, il suo aiutante Felyne (sorta di gatti combattenti, vero e proprio simbolo di Monster Hunter).

Ovviamente Yamato si allenerà duramente ma sarà anche impaziente di cacciare, senza considerare i pericoli e la lunga preparazione che il combattimento con un mostro comporta: rischierà infatti, all’inizio, di lasciare la pelle in una caccia in cui si era avventurato precocemente.

Lentamente, con il passare del tempo e dell’esperienza, Yamato crescerà e sarà pronto a cercare il suo maestro Kuja, scomparso durante una caccia contro un mostro che cercava  da anni. La seconda parte della storia è più movimentata e simile al videogioco: nuovi mostri, nuovi cacciatori e un finale in sospeso.

Come nel gioco quindi, anche in questo manga la storia è, sostanzialmente, un pretesto per mostrare le battute di caccia. E’ da dire che, per chi non conosce il gioco e non ne è appassionato, il fumetto risulterà un po’ estraniante, e probabilmente non si divertirà particolarmente nella lettura.
Per chi invece è appassionato della serie, troverà nel manga davvero una quantità infinita di riferimenti: non solo i semplici mostri e le ambientazioni, ma addirittura mappe, oggetti, tecniche di caccia: da questo punto di vista la trasposizione è davvero fedelissima e curata.

E anche molto curata la traduzione, ad opera di Fabiano Bertello, che ripropone fedelmente tutti i termini tratti dal videogioco: una cosa che può apparire scontata, ma che spesso viene assolutamente trascurata: un plauso quindi anche a J-Pop nella cura di questo lato editoriale.

I disegni di Ryuta Fuse non sono nulla di particolare: sicuramente curati, non spiccano particolarmente in personalità o caratterizzazione (così come la scrittura dei personaggi). Come già detto però, è stata ottima la trasposizione su carta di tutti i dettagli del videogioco, quello che forse davvero interessa agli appassionati.

In definitiva, questo primo volume di Monster Hunter Epic non è ovviamente un prodotto per tutti: i fan che però non disegnano un po’ di fan-service potranno sicuramente godere di questo spin-off tutto sommato curato, senza però aspettarsi una storia e dei personaggi indimenticabili.

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