Autori Riyoko Ikeda

Casa Editrice Magic Press – MX

Provenienza Giappone

Prezzo 5,90 euro

A cura di Andrea “tetsuyatsurugi” Marchino


 

Eroica sarebbe il seguito del manga di Lady Oscar, il condizionale è d’obbligo perché di fatto “La Rosa di Versailles”  non vi compare se non di sfuggita in rari flash-back, ricordata ora da quel personaggio ora da quell’altro come accade appunto proprio in questo primo volume; vi sono però altri protagonisti sopravvissuti alla Rivoluzione culminata nella serie precedente, come Rosalie e Alain, deputati a fare da trait d’union con le vicende successive a quel periodo storico che vedono l’ascesa al potere di Napoleone.

L’opera precedente prendeva le mosse dagli avvenimenti storici e ci imbastiva sopra tutta la serie di vicende che vedevano coinvolta Oscar François de Jarjayes, questo seguito nasce soprattutto dalla passione dell’autrice proprio per il periodo della Rivoluzione Francese e dalla sua volontà di proseguirne la narrazione affrontando la figura di Napoleone,  dopo la conclusione di Lady Oscar; quest’ultima dal lato della ricostruzione storica era già molto accurata, tuttavia Riyoko Ikeda, come scrive nell’introduzione a questo volume, all’epoca solo ventiseienne, non si sentiva ancora sufficientemente preparata per affrontare un personaggio di tale portata (anche perchè più ne leggeva e più scopriva cose interessanti su di lui), quindi si è documentata ulteriormente per ben dodici anni (!) fino ad arrivare a consegnare alle stampe questa epopea, presentata dopo tanti anni (è del 1987) finalmente anche in Italia dalla Magic Press in 12 volumi.

Sarebbe quindi forse più corretto parlare di un manga su Napoleone con qualche personaggio ripreso da Lady Oscar,  gli aspetti che più colpiscono di quest’opera sono infatti la certosina ricostruzione storica e parallelamente la notevole abilità nel gestire e caratterizzare in maniera così chiara e naturale un tale cast di comprimari, suddivisi tra personaggi storici realmente esistiti e personaggi inventati dall’autrice e riutilizzati appunto da Versailles No Bara.

Il piccolo (di statura) generale corso si ritrova diviso tra moti rivoluzionari, dove è oltremodo deciso e sicuro, e i moti amorosi dove invece si mostra incerto e debole, alla mercè di una Giuseppina Beauharnais dipinta come una donna di facili costumi da un lato, molto ambiziosa e molto attratta da amici ricchi e potenti, inseguito da Désirée, una ragazza che aveva promesso di sposare, dall’altro; dopotutto come tiene a sottolineare la Ikeda, si tratta pur sempre di un manga di finzione, abbondano quindi intrighi di palazzo e intrecci d’amore, mescolati e orchestrati come s’è detto con rara maestria, riuscendo a costruire un affresco corale veramente ben riuscito, in sospeso tra romanzo e realtà storica.

Molto curati i disegni, con un’attenzione maniacale per i dettagli (se si eccettua qualche piccola sbavatura), in grado di cogliere e trasmettere comunque sufficientemente bene l’espressività dei personaggi (forse l’aspetto più grossolano), dove anzi si segnalano spesso degli inserti umoristici (tipici degli shojo) tutto sommato gustosi; buona l’edizione della Magic Press, con un rapporto qualità/prezzo (oltre 200 pagine, ottima carta e stampa, sovracopertina, a 5,90 Euro) decisamente interessante.


 

Voto 7,5

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