The Programme n. 1 – Recensione DC Miniserie RW Lion Comics

Pubblicato il 25 Luglio 2014 alle 10:40

Che cos’è il Programma e cosa può significare per il mondo? Nulla di rassicurante, specialmente se a spiegarcelo è il trasgressivo Peter Milligan! Non perdete questa serie dalle atmosfere cospiratorie disegnata dall’oscuro C.P. Smith!

DC Miniserie n. 23 – The Programme n. 1

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Autori: Peter Milligan (testi), C.P. Smith (disegni)
Casa Editrice: Lion
Genere: Thriller
Provenienza: USA
Prezzo: € 12,95, 16,8 x 25,6, pp. 144, col.
Data di pubblicazione: maggio 2014

Quando la Seconda Guerra Mondiale si concluse vari ex scienziati nazisti si trasferirono negli Stati Uniti e misero le loro conoscenze al servizio del governo americano. Molti risultati delle loro ricerche furono poi impiegati nel campo dell’intelligence e grazie ad essi i servizi segreti svilupparono tecniche di controllo e manipolazione mentale, facendo esperimenti sugli esseri umani. Anche l’Unione Sovietica, dal canto suo, entrò in possesso di documenti scientifici di provenienza nazista e a sua volta effettuò ricerche analoghe. Nacque dunque una vera e propria guerra psicologica che si concretizzò in progetti discutibili come l’MK-Ultra o nella diffusione dell’LSD tra i giovani, allo scopo di condizionare le masse e studiarne gli effetti. Notizie interessanti in tal senso possono essere trovate in testi come ‘Trance-Formation of America’ di Cathy O’Brien e Mark Phillips e ‘L’Istituto Tavistock’ di Daniel Estulin, giusto per citarne un paio.

Da queste suggestioni parte l’eversivo Peter Milligan, scrittore di The Programme, miniserie DC i cui primi sei episodi vengono tradotti da Lion in un tp. La complessa story-line inizia appunto alla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’esercito americano fa una scoperta sconcertante: non solo i nazisti avevano sviluppato metodi di condizionamento ma stavano addirittura creando superuomini. Pure l’Unione Sovietica lo scopre e nel corso dei decenni le due potenze sfruttano queste informazioni con risultati devastanti. Esiste un progetto denominato Programma che ha trasformato alcune persone in armi. Hanno menti condizionate e non ne sono consapevoli. Il loro inconscio è stato programmato e al momento giusto potrebbero ricordare cosa sono capaci di fare.

E veniamo ai nostri giorni. Gli Stati Uniti sono in guerra con paesi mediorientali e governati da un Presidente imbelle che a più riprese viene definito psicopatico. L’ex Unione Sovietica continua a costituire un problema e tutto peggiora quando i componenti del Programma, per una serie di circostanze, iniziano a comportarsi seguendo la loro programmazione. Milligan si concentra, in particolare, su Max, ex cantante folk pacifista, ancora legato ai valori del Flower Power, che incomincia a subire strane esperienze. Due agenti dei servizi segreti lo avvicinano e, man mano che la trama procede, Max viene a sapere la verità. In passato, è entrato nel Programma ed è in possesso di poteri latenti.

C’è però uno scienziato canadese che ha giocato un ruolo rilevante nella ‘creazione’ di Max e anche lui rimarrà implicato in un intrigo degno di una spy story. Ben presto il contesto diventerà chiaro: alcuni dei sovietici potenziati si sono attivati e, dal momento che la programmazione è in linea con idee anti-capitaliste, sono pronti a fare qualunque cosa per distruggere gli Stati Uniti. E, come apprenderà Max a sue spese, i ‘super’ americani non sono migliori, a cominciare dal terribile Eroe Americano, programmato con idee reazionarie e che si dimostrerà una mina vagante.

Milligan scrive un’ottima serie che è un riuscito mix di spy-story, thriller e atmosfere cospiratorie, con un pizzico di fantascienza e suggestioni supereroiche. Analizza in maniera graffiante la corruzione del potere, denunciando l’impulso guerrafondaio degli Stati Uniti e dell’ex Unione Sovietica senza fare a sconti a nessuno. E si collega a una pletora di suggestioni: dalla filosofia di Nietzsche alle utopie sessantottine; dagli studi di Albert Hoffmann sull’LSD alle teorie di ingegneria sociale, puntando il dito contro la manipolazione dell’inconscio collettivo e dell’opinione pubblica tramite le odierne forme di comunicazione mediatica. E lo fa con testi hard-boiled e dialoghi sarcastici e provocatori.

The Programme è ottimo anche per i disegni dell’oscuro e crepuscolare C.P. Smith che con i suoi splendidi giochi d’ombra, i primi piani di matrice cinematografica e la riuscita costruzione della tavola, rende giustizia alla sceneggiatura e rappresenta in maniera convincente le ambientazioni tenebrose immaginate da Milligan, grazie a uno stile che fa pensare a quello di Jae Lee. A valorizzare la parte grafica contribuiscono i colori, ora cupi ora intensi e psichedelici, di Johnny Rench. Insomma, The Programme è una delle migliori proposte DC degli ultimi tempi e vale la pena prenderlo in considerazione.

Voto: 9

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