Garth Ennis Presenta Goddess n. 1, la recensione

Pubblicato il 7 Marzo 2014 alle 12:02

Arriva una miniserie ideata dal trasgressivo autore di Preacher, Garth Ennis: Goddess! Chi è Rosie Nolan e per quale ragione è in possesso di incredibili superpoteri che è incapace di controllare? Scopritelo nel primo volume di una miniserie illustrata da Phil Winslade!

garth_ennis_presenta_goddes_1Garth Ennis Presenta Goddess n. 1

Autori: Garth Ennis (testi), Phil Winslade (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 12,95, 16,8 x 25,6, pp. 128, col.

Data di pubblicazione: febbraio 2014

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Violento. Irriverente. Trasgressivo. Iconoclasta. Di solito quando si riflette su Garth Ennis questi sono i termini più ricorrenti che si usano per definirlo. Non si tratta di esagerazioni poiché il celebrato autore di Preacher è ormai da tempo sinonimo di fumetti estremi e sopra le righe. Lo sceneggiatore irlandese non ha mai represso la sua immaginazione, a volte arrivando alla blasfemia, e a conti fatti è questa una delle ragioni che gli hanno fatto ottenere l’apprezzamento di un vasto pubblico di lettori. È sufficiente leggere Preacher per rendersene conto.

Ma Garth ha realizzato anche altro e Goddess, miniserie Vertigo realizzata nei primi anni novanta, lo dimostra. L’editor fu il compianto Archie Goodwin, uno dei nomi storici del fumetto americano, ricordato per la sua attività di scrittore nonché di talent scout. Fu Archie uno tra i primi ad accorgersi del talento di Ennis e fu sempre grazie a lui se la miniserie in questione costituì il primo lavoro americano del penciler Phil Winslade. Archie intuì le potenzialità del disegnatore e approvò un progetto che, come avranno modo di scoprire i fan, non è da trascurare.

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Ennis gioca con atmosfere supereroiche e con il concetto dei superpoteri incontrollabili, introducendo la deliziosa Rosie Nolan. È una ragazza carina che conduce una vita tranquilla ma che, per una serie di ragioni che in questo tp che include i quattro numeri iniziali del comic-book non vengono spiegate, scopre di avere incredibili poteri. Ma non è capace di controllarli e dal suo corpo fuoriesce una strana energia verde con conseguenze deflagranti. Provoca, infatti, una frattura geologica tra la Scozia e il resto del Regno Unito e questa è appena la prima delle catastrofi che si verificheranno.

I servizi segreti americani e le forze dell’ordine britanniche scoprono che è Rosie la responsabile del disastro e si mettono sulle sue tracce. Le autorità intendono catturarla per studiarla ma va da sé che Rosie non è d’accordo. Fuggendo, coinvolge nelle sue vicissitudini Jeff, uno sfigato che ha aiutato e che si è innamorato di lei; Mudhawk, attivista animalista dai comportamenti non proprio irreprensibili; e l’ex ragazza di questi, Samantha. Il quartetto andrà quindi incontro a una serie di vicissitudini pazzesche; in pratica, quelle che è lecito aspettarsi dalla mente folle di Ennis.

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Garth prende in giro il genere supereroico e non risparmia niente e nessuno: sfotte la regina, per esempio; allude in maniera crudele ai vizi di Michael Hutchense, defunto cantante degli Inxs, e delinea character demenziali. Ci sono poliziotti corrotti, agenti segreti sadici, psicopatici come i Fratelli Mannaia (un nome un programma), dediti agli omicidi e alle mutilazioni. E non mancano tigri fameliche, sangue, decapitazioni, efferatezze farsesche condite di umorismo nero, percepibile nei dialoghi sarcastici e sferzanti. E misteri. Un ruolo importante lo giocherà un’enigmatica bambina, forse un’entità o una divinità, che potrebbe avere molte risposte riguardanti gli immensi poteri di Rosie.

Se Goddess è valido dal punto di vista della sceneggiatura, si può affermare la stessa cosa per ciò che concerne la parte grafica. Il tratto di Winslade è meno fluido di quello che in genere lo contraddistingue, ma di forte impatto visivo. La caratterizzazione dei personaggi è impeccabile così come la dinamicità dello story-telling, specialmente nelle sequenze contrassegnate dall’azione adrenalinica e dalla violenza. E sono da segnalare i colori dello stesso Winslade, intensi, vivaci e dall’impostazione lisergica, che costituiscono un ulteriore elemento di interesse, per non parlare poi degli sfondi pittorici che conferiscono un tono iperrealista alle vignette.  Goddess potrà piacere quindi ai fan del fumetto di area British e vale un tentativo.

Voto: 8

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