La vicenda delle “ragazze del faro”, una delle più potenti della storia di Battle Royale, al centro del manga scritto da Koshun Takami, autore del romanzo originale.

Battle Royale Angel’s Border vol. 1

Autori: Koushun Takami (storia), Ohnishi Mioko (disegni).

Casa Editrice: Goen

Provenienza: Giappone 2012

Genere: Psicologico, Azione

Prezzo: 4,95 Euro, 13×18, b/n e col., 124 pp.

Data di pubblicazione: Settembre 2013

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Chi non conosce Battle Royale? Dal 1999, anno di uscita del romanzo di Koushun Takami, la storia del “Program” ha conquistato il mondo con due serie di manga e due film. Nel 2012 lo stesso Takami sceneggia Angels’ Border, manga che riprende la tragica vicenda delle “ragazze del faro”. Il punto è: se ne sentiva il bisogno?

Prima un po’ di trama: in una nazione molto simile al Giappone ogni anno si svolge il “Program”, un esperimento militare che costringe gli studenti di una classe delle medie ad uccidersi tra loro. La classe protagonista di Angels’ Border è la stessa del romanzo, del film e del primo manga, la III B delle medie Shiroiwa. Ma mentre in quei casi l’attenzione era su Shuya Nakahara, giovane ribelle ed idealista, Angels’ Border si concentra sul gruppo di sei ragazze che ad un certo punto della storia trovano Shuya ferito e lo accolgono nel faro in cui si erano rifugiate.

Angels’ Border si pone come obiettivo l’approfondire le dinamiche psicologiche che portano il gruppo alla disgregazione. La paura che alcune delle ragazze provano verso Shuya, l’amore non corrisposto di Yukie (leader del gruppo) per il ragazzo e altre tensioni dovrebbero essere trattate con maggiore attenzione rispetto al passato, ma non sono affrontati in modo molto originale. Anche la nuova sottotrama yuri, non presente nelle altre versioni della storia, aggiunge poco e sa di già visto. E mentre i flash forward che anticipano la sanguinosa conclusione della vicenda funzionano nel creare senso di attesa, le continue regressioni che spiegano ai nuovi lettori le regole del Program e lo svolgimento della storia fino a quel punto rallentano il ritmo e appesantiscono la lettura.

Sul lato grafico il tratto pulito di Ohnishi Mioko, anche se un po’ anonimo, si adatta bene all’atmosfera “femminile” del manga. Certo è tutta un’altra cosa rispetto alla potenza (e alla follia) dei disegni di Masayuki  Taguchi, che firmò insieme a Takami il primo manga (edito in Italia in una nuova edizione da Planet Manga).

In sostanza questo nuovo capitolo della saga di Battle Royale non aggiunge nulla di imperdibile al mondo creato da Takami e, a meno di incredibili colpi di scena nel secondo (e ultimo) volume della serie, si può comodamente ignorare. A meno che non siate dei fan completisti ingolositi dalla sceneggiatura originale inclusa nella bella edizione Goen.


Voto 5,5

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