Joe R. Lansdale – Ombre e Sangue – Recensione Vertigo

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Cosa succede quando Joe R. Lansdale decide di scrivere la sceneggiatura di un fumetto a forti tinte? Succede che la Vertigo pubblica Ombre e Sangue, un tour de force di omicidi, mutilazioni e perversioni che farà impazzire gli estimatori del genere horror e della narrativa pulp!

Joe R. Lansdale – Ombre e Sangue

Autori: Joe R. Lansdale (testi), Mark A. Nelson (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Horror

Provenienza: USA

Prezzo: € 17,95, 16,5 x 25,2, pp. 208, col.

Data di pubblicazione: giugno 2013

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Quando si ragiona su Joe R. Lansdale non ci sono mezzi termini: o lo si ama o lo si odia perché il romanziere texano ha un’ispirazione estrema e le sue opere non sono per i deboli di stomaco. Si muove agevolmente nell’ambito della letteratura di genere e la sua produzione ha a che fare con l’horror, la fantascienza, il western, la detective story, il noir e i suoi libri sono spesso una riuscita miscellanea di queste suggestioni. A volte eccede in efferatezze, con un’attitudine trash sfrenata; in altre occasioni, invece, è in grado di narrare storie caratterizzate da intensa malinconia, liricità e introspezione. Negli Stati Uniti ha un nutrito gruppo di estimatori e il successo gli è arriso con il ciclo del Drive-In e con i romanzi imperniati sulla scalcinata coppia di investigatori Hap e Leonard.

Anche in Italia Lansdale è molto letto e tantissime sue opere sono tradotte da Einaudi e Fanucci e pure gli amanti dei fumetti lo conoscono, considerando che in diverse occasioni Joe ha scritto sceneggiature per i comic-book. Effettivamente l’immaginario fumettistico è perfetto per lui e finora ha avuto modo di collaborare con Marvel, DC, Dark Horse e altre etichette. Per restare in ambito DC, Joe ha firmato lo script di alcuni episodi di Batman e pure un romanzo con protagonista il Cavaliere Oscuro. E per la Vertigo ha proposto una discussa e violenta versione del pistolero Jonah Hex e miniserie come Gangland e Flinch, giusto per citarne alcune. E Blood and Shadows rientra appunto nel novero delle sue produzioni Vertigo.

Chiarisco subito che apprezzo Lansdale ma lo trovo sopravvalutato. Sia in ambito letterario sia in quello fumettistico è in grado di produrre lavori ottimi, altri buoni e altri francamente pessimi. Insomma, è discontinuo e a mio parere dà il meglio di sé quando non eccede in violenza ed efferatezze risapute. Come giudicare quindi la miniserie in questione? Il protagonista è Chet Daly, investigatore privato che agisce nel Texas razzista e reazionario degli anni quaranta (una tipica ambientazione alla Lansdale) e sbarca il lunario con incarichi di poco conto. È cinico, disincantato, pare uscito da una pagina hard-boiled di Raymond Chandler e ha sempre la battuta pronta. Ha una relazione con una bella cameriera e nel complesso la sua vita è normale.

Ma una sera la ragazza gli fa una confessione: suo fratello è sparito senza lasciare tracce e i genitori hanno scoperto che nascondeva in camera sua articoli di giornale riguardanti un serial killer con il pessimo vizio di scuoiare le sue vittime. I genitori sono convinti che il ragazzo non possa essere il maniaco ma la sua scomparsa e la scoperta dei suddetti articoli li preoccupa. Chet quindi si mette alla sua ricerca ma è solo l’inizio di un incubo agghiacciante. Per una serie di circostanze trova un libro relativo a un’entità denominata Dio del Rasoio e rimane invischiato in una vicenda allucinante di esseri diabolici, stragi, mutilazioni, possessioni demoniache, volumi rilegati con pelle umana, mostruosità alla Lovecraft, riti esoterici, perversioni e altro ancora. E la storia, partita come un classico noir, si trasforma in un horror esplicito.

Ma Lansdale non si ferma e all’avventura di Chet ne affianca un’altra, collocata nell’epoca dei pionieri, in un’atmosfera western filtrata da un tocco pulp. È qui che Lansdale narra le origini del Dio del Rasoio e tutto è basato sulle pagine di un diario; mentre la parte conclusiva della story-line si svolge in una dimensione alternativa, quasi distopica, che pare mutuata da un film di John Carpenter sotto gli effetti dell’acido, e lo scrittore si sbizzarrisce con depravazioni, gang di strada, cannibalismo e così via in maniera esagerata. Tornando perciò alla domanda di prima, c’è da chiedersi: come giudicare questa miniserie?

Come un lavoro che parte in modo convincente e intrigante ma che poi scade a causa di troppe suggestioni narrative. L’eterogeneità non giova alla trama che si riduce a un fritto misto di noir, fantascienza, western e horror e lascia il tempo che trova. Blood and Shadows non è totalmente da bocciare, intendiamoci, e credo che potrà piacere ai fan dello scrittore ma mi aspettavo di meglio. Dal punto di vista grafico, per giunta, il penciler Mark A. Nelson è un onesto artigiano della matita che si rivela funzionale e accettabile; però il tratto grezzo e standardizzato non è particolarmente inventivo. Perciò il tp è consigliabile a coloro che intendono leggere qualsiasi cosa porti la firma di Joe R. Lansdale ma può essere tranquillamente trascurato dagli altri lettori.


Voto: 6

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1 commento

  1. Non ne sapevo nulla e quindi grazie. Io sono un fan anche del Lansdale prestato ai comics e quindi penso che compererò anche questa sua fatica vertiginosa. Consiglio a tutti i mangaforeverfans il Jonah Hex di Lansdale/Truman/Glazman ed anche il Conan dei primi due autori , sebbene nell’adattamento alle corde di Joe qualcosa del Cimmero si perda ( Conan è un musone e Joe gli appioppa una spalla divertente come se ne trovano in alcuni comics SBE a la Zagor ). In italiano è possibile trovare anche la riduzione di Dead in the West ( b/n con cover del solito Tim Truman che è una sorta di Lansdale con la matita – si vedano i suoi Turok per esempio).
    Io sono agnostico, ma spero che una divinità benigna e senza rasoi traduca prima o poi altro materiale di Joe in comics. Ricordo ai + giovani che la prefaz al primo volume di Preacher è di Lansdale e che senza Lansdale non avremmo avuto Ennis. No kidding. No doubt. Joe è l’ultimo scrittore pulp. E’ una spugna capace di assorbire suggestioni da tutto quello che lo circonda e rifliggerle in salsa piccante di un Texas che è la somma di Darkwood, Pellucidar, Mega City One , Topolinia ed il giardino degli Addams o quello di Jacovitti. Turpiloquio e cruenta rappresentazione dei conflitti sono solo gli strumenti con cui lo scrittore spurga la sua meraviglia nei confronti del multiverso pittoresco in cui vive ed in cui, thanks to God, ci permette di dare una sbirciatina. Ciao.

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