Torna un bizzarro eroe degli anni novanta: Resurrection Man! Chi è Mitch Shelley? Perché ogni volta che muore torna in vita con un superpotere sempre diverso? E perché molti gli danno la caccia? Ce lo spiegheranno gli inglesi Abnett & Lanning in questa nuova serie DC!

Resurrection Man n. 1

Autori: Dan Abnett, Andy Lanning (testi), Fernando Dagnino (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 13,95, 16,8 x 25,6, pp. 160, col.

Data di pubblicazione: giugno 2013

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La DC ha approfittato del reboot per riproporre personaggi minori del suo affascinante universo narrativo per una ragione o per l’altra finiti nel dimenticatoio. Uno di questi è Resurrection Man, creato nei primi anni novanta dagli inglesi Abnett e Lanning e protagonista di una testata illustrata da Butch Guice. L’idea di fondo di Resurrection Man era piuttosto strana: per una serie di ragioni che non vennero subito spiegate, il character ogni volta che veniva ucciso tornava in vita con un superpotere sempre diverso. Tuttavia le continue morti e resurrezioni rendevano la sua memoria labile e uno degli elementi principali delle sue avventure era rappresentato proprio dal mistero riguardante la sua identità e le motivazioni che lo spingevano ad agire in una determinata maniera.

La serie era un curioso mix di azione, supereroismo, thriller, fantascienza ed esoterismo ma non suscitò grande interesse e a un certo punto chiuse e Resurrection Man non fece tante apparizioni. Ma con il reboot la DC l’ha ripescato, affidandolo proprio a coloro che lo inventarono, Abnett e Lanning, appunto. I due autori britannici hanno lavorato spesso con Marvel e DC e in genere si sono trovati a loro agio con testate contrassegnate da atmosfere cosmiche e sci-fi., realizzando a volte cose interessanti e in altre limitandosi a realizzare prodotti nella media, pur con innegabile mestiere.

Nel contesto post-reboot, comunque, Abnett e Lanning introducono il tormentato Mitch Shelley. Ha perso la memoria, non sa nulla del suo passato ed è solo consapevole di alcune cose: quando muore risorge con un superpotere; e molti gli danno la caccia. Come Suriel, per esempio, una splendida donna che è un angelo letale al servizio del Paradiso (o almeno è ciò che afferma). E le cosiddette Bodydoubles, due assassine sexy e aggressive che lavorano per una misteriosa agenzia. E forse anche l’inferno vorrebbe catturare Resurrection Man.

Nel tentativo di fuggire ai suoi inseguitori e di scoprire la verità sulla sua identità, Mitch rimane coinvolto in una complessa serie di intrighi e macchinazioni che lo metteranno in contatto con un supercriminale denominato il Transumano e lo vedranno finire internato all’Arkham Asylum o nascosto a Metropolis. Abnett e Lanning giocano con il DCU facendo apparire brevemente Madame Xanadu e Deathstroke e ideando una story-line dal ritmo veloce, influenzata dagli action movies e dalle spy stories. Non c’è particolare originalità in Resurrection Man e gli sceneggiatori inseriscono elementi fantasy con angeli e demoni in lotta tra loro; suggestioni legate all’ingegneria genetica che rimandano alla fantascienza; e stilemi supereroici. Resurrection Man è quindi un mix di varie ispirazioni, non rivoluzionario, ma piacevole, a tratti alleggerito dall’ironia.

Il comic-book è un prodotto di intrattenimento e da questo punto di vista funziona e mantiene ciò che promette e cioè una lettura scacciapensieri. E per quanto riguarda la parte grafica, si può affermare con sicurezza che l’ottimo Fernando Dagnino non fa rimpiangere Butch Guice. Il penciler caratterizza degnamente ogni membro del cast e si rivela abile soprattutto nella raffigurazione dell’indiscutibile sensualità dei personaggi femminili. La costruzione della tavola è inventiva e si rivela suggestiva nelle sequenze d’azione che evocano un forte senso del movimento. Inoltre Dagnino spesso ricorre a intriganti giochi d’ombra che contribuiscono a rendere ancora più tenebroso un fumetto come questo che fa del thriller uno degli ingredienti più importanti.

Lo stile di Dagnino è poi valorizzato dagli splendidi colori di Santi Arcas e Jeromy Cox e bisogna tenere d’occhio pure le stupende copertine di Ivan Reis, Joe Prado e Rod Reis. Lo ripeto, Resurrection Man non è innovativo o rivoluzionario. È solo un tipico fumetto supereroico ma concepito con gusto. E può valere un tentativo.


Voto: 7 ½

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1 commento

  1. Carino. Mi ricorda un po’ Kenny di South Park ed un breve telefilm western che davano su Telemontecarlo intorno al ’96, “The Lazarus Man” con Robert Urich. Che abbiano preso spunto da qui?

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