Arriva una nuova serie Image imperniata su un esilarante supereroe adolescente: Mudman! Si tratta del solito teenager in calzamaglia? Niente affatto e lo scoprirete leggendo i primi cinque episodi del suo comic-book scritti e disegnati dall’anticonvenzionale Paul Grist!

Mudman vol. 1 – L’Ultimo Giorno D’Estate

Autore: Paul Grist (testi e disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 14,00, 17 x 26, pp. 144, col.

Data di pubblicazione: aprile 2013

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Nel corso dei decenni la figura del supereroe è stata sottoposta a molteplici riflessioni e riletture ma in linea di massima c’è sempre stato un aspetto fondamentale: il giustiziere in calzamaglia è invincibile nella sua identità eroica ma in ambito civile la situazione è differente. Già con Superman, prototipo del supereroe, Siegel & Shuster avevano chiarito questo punto: se l’Uomo d’Acciaio era coraggioso, forte e sicuro di sé, il mite Clark Kent rappresentava l’esatto opposto (anche se si trattava di una recita ma il concetto era chiaro).

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Nei primi anni sessanta il Sorridente Stan Lee, coadiuvato da Jack Kirby e Steve Ditko, esasperò tale aspetto con i supereroi Marvel. Gli eroi erano sempre vittoriosi quando lottavano contro il cattivo di turno ma la loro vita privata era un disastro. Colui che rappresentava degnamente i ‘supereroi con super problemi’ era l’Uomo Ragno, avventuriero in costume che non faceva fatica a sconfiggere i villain, benché odiato e disprezzato dall’opinione pubblica, ma nell’identità di Peter Parker si riduceva ad essere un nerd maltrattato dai compagni di scuola. Spidey fissò i canoni dei super teenager e malgrado i mutamenti e gli sviluppi delle saghe ragnesche il modello si rivelò un classico.

Negli eighties del revisionismo autori come Miller e Moore resero meno idealista la figura del supereroe presentandola con caratteristiche più negative che positive; e si fece strada un’altra tendenza, quella di sottoporre l’eroe a una vera e propria presa in giro inserendo i personaggi in contesti grotteschi e farseschi. Fu il caso della JLI di Giffen/DeMatteis/Maguire, di Excalibur del duo Claremont/Davis e di Sensational She-Hulk di John Byrne. Se il supereroe era già imperfetto, in certe occasioni poteva addirittura rivelarsi un buffone da non prendere sul serio.

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Ciò mi conduce a Mudman, serial Image i cui primi cinque episodi vengono ora tradotti da Panini Comics in tp. Scritto e disegnato dal britannico Paul Grist, Mudman è un affascinante e intrigante mix di tutti gli elementi da me evidenziati. Il protagonista, Owen Craig, è un adolescente persino più sfigato del Peter Parker degli esordi. Vive in una cittadina inglese con il padre poliziotto e una sorella carina ma dispettosa. Frequenta le superiori, ha un solo vero amico e non è popolare. I bulli stile Flash Thompson lo prendono di mira e pare avere una cotta per una studentessa che però, perlomeno per i suoi standard, è irraggiungibile.

Per una serie di circostanze tuttavia finisce in una casa che dovrebbe essere abbandonata e qui accade qualcosa di strano. Senza spoilerare, specifico solo che il povero Owen ottiene un super potere. Ma non si tratta di forza incredibile, di capacità di volo, di telepatia o qualcosa di simile. Owen è sfigato e va da sé che anche i suoi poteri sono da sfigato. Ha la capacità di trasformarsi in fango che non sembra essere una dote particolarmente utile. Spinto dalla forza degli eventi, comunque, decide di indossare un costume e una maschera e di agire al servizio del prossimo. Ma le cose non saranno semplici.

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Owen avrà a che fare con ladri pronti a tutto pur di raggiungere i propri scopi, con professori incazzati che addirittura lo investono con la macchina, punizioni scolastiche e disavventure di vario tipo. E i villain e gli altri super tipi che di colpo entrano nella sua vita si rivelano assurdi e demenziali con nomi che sono tutto un programma (Capitan Gabbiano, l’Uomo Senza Camicia, l’Addetta alla Disinfestazione). Ovviamente però non mancano i misteri collegati all’enigmatica figura di una bella ragazza che esercita notevole fascino su Mudman ma che, ahimè, è un’infanticida.

All’inizio della storia si legge che Mudman è ‘il vostro nuovo fumetto di supereroi preferito’ e potrebbe non essere un’esagerazione poiché Grist ha realizzato un lavoro eccellente che può essere letto sia come prodotto di intrattenimento sia come analisi ironica dei cliché e delle convenzioni imperanti nei comic-book americani. Con testi esilaranti e dialoghi da sit-com e un tono sarcastico che fa pensare, facendo i debiti distinguo, allo stile di Morrison (e ricordiamo che Grist ha illustrato St. Swithin’s Day del geniale autore di Glasgow), Grist prende tutti gli ingredienti tipici di una vicenda supereroica e li interpreta in chiave trasgressiva, in ossequio all’attitudine graffiante e irriverente dei cartoonist britannici e concedendosi un insistito citazionismo pop (vengono infatti nominati il Rod Serling de Ai Confini della Realtà, Jimmy Olsen e Flash Thompson).

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Dal punto di vista grafico Grist rivela influenze underground filtrate da una sensibilità cartoon che rendono ulteriormente originale Mudman. Per giunta il tratto ha una sorprendente cinematicità e la costruzione delle tavole è inventiva. Insomma, Mudman è una delle proposte Image migliori degli ultimi tempi, ennesima dimostrazione del livello raggiunto dall’etichetta a suo tempo fondata da Todd McFarlane e altri transfughi della Marvel. Se vi piacciono perciò i supereroi e il fumetto di area britannica e volete conoscere le avventure di Peter Parker se Peter Parker fosse stato inventato oggi, Mudman è quello che fa per voi.


Voto: 8

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1 commento

  1. Il segno di Grist non discende dall’underground: è una rilettura di cose come Roy Crane e la ” spigolosità ” di alcuni cartoonists anglosassoni come Mike McMahon, Cam Kennedy e Kev O’Neill.
    Il motto di Grist – lo stesso di Mike Parobeck – potrebbe essere ” less is more “.
    Consiglio ai fans il recupero del suo Kane – in b/n – che fa sembrare, dal punto di vista del tratto, prolissi Sin City e Stray Bullets.

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