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Scarlet di Mamoru Hosoda | Recensione del film anime

Federico Vascotto 19/02/2026

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Scarlet di Mamoru Hosoda, presentato in anteprima mondiale fuori concorso alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e poi ad Alice nella Città, è al cinema con Eagle Pictures dal 19 febbraio. Lo abbiamo visto in anteprima e vi diciamo cosa aspettarvi senza spoiler.

Il film racconta la storia di una principessa di un regno medievale devastato dalla guerra che vuole vendicare a tutti i costi l’uccisione del padre ma che vede fallire il suo tentativo. Risvegliandosi in una misteriosa dimensione dell’aldilà incontra un ragazzo dal cuore nobile proveniente dal nostro presente, la cui compassione mette in crisi la sua sete di vendetta. Scarlet si ritroverà di nuovo davanti all’assassino del padre e dovrà fare una scelta: essere consumata dall’odio oppure scoprire una vita oltre la vendetta.

Scarlet: Hosoda rilegge l’Amleto

Mamoru Hosoda sembra aver trovato un nuovo percorso artistico “della maturità” da Belle (il suo film precedente) in poi. Dopo aver donato al mondo la sua personale versione de La bella e la bestia, lo fa con un altro classico. Questa volta non proviene delle fiabe ma del teatro shakesperiano: l’Amleto.

È così che crea un nuovo sogno d’animazione ad occhi aperti ma si perde nella propria mente iper-creativa e stimolata. Visivamente suggestivo, ma meno del precedente, propone tantissime tematiche su cui riflettere dopo la visione: elaborazione del lutto, disturbo da stress post-traumatico, vendetta, giustizia, eredità generazionale, rapporti genitori-figli, pacifismo, e molto altro.

Forse troppi argomenti per un solo film, condensati in due ore di visione. Tanto che ad un certo punto c’è addirittura una sequenza musical registicamente indovinata ma che sembra avulsa dal resto a livello narrativo.

Nonostante le suggestioni e le riflessioni, nonostante le tante idee e inquadrature che sembrano dipinti, Hosoda sembra non avere le idee chiarissime, quasi che avesse paura di non poter girare un’altra pellicola e quindi abbia dovuto fermare nel tempo e nello spazio tutto in questa.

L’animazione mescola in modo non sempre fluido e convinto fondali e character design, zoppicando sul 2D e la CGI in 3D in più di un’occasione ma sicuramente il cuore alla base dell’opera è enorme.

Note su Mamoru Hosoda
Nato nel 1967 nella prefettura di Toyama, Mamoru Hosoda ha iniziato la sua carriera nell’animazione nel 1991, quando è entrato a far parte della Toei Doga, ora nota come Toei Animation. Hosoda ha raggiunto il suo primo importante traguardo come regista cinematografico con “Digimon Adventure” nel 1999.

In seguito, è passato al lavoro freelance e ha diretto i lungometraggi d’animazione “La ragazza che saltava nel tempo” (2006) e “Summer Wars” (2009), entrambi ottenendo un successo al botteghino duraturo. Nel 2011, Hosoda ha co-fondato lo Studio CHIZU con il produttore Yuichiro Saito. In seguito ha diretto e scritto la sceneggiatura di “Wolf Children” (2012) e “The Boy and the Beast” (2015).

Il suo lavoro su “Mirai” (2018) ha ottenuto una nomination alla 91ª edizione dell’Oscar come miglior film d’animazione ed è stato anche selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. Il suo film più recente, “Belle” (2021), di cui è regista, sceneggiatore e ideatore, è diventato il film di maggior incasso della sua carriera. “Belle” è stato anche selezionato per la sezione Cannes Première al 74° Festival di Cannes.

In breve

Giudizio Global

7.5

Sommario

Scarlet di Mamoru Hosoda continua il nuovo periodo artistico del regista dopo Belle, ma proprio come quel titolo sembra creare qualcosa che straborda di temi e suggestioni visive. Un po’ troppe, ma fanno riflettere. Un po’ meno incisivo visivamente del precedente.

Punteggio Totale

7.5

stars

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