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Elden Ring: Storie di attimi lontani vol. 1 – Recensione
Eleonora Masala 18/02/2026

- Categoria: Manga
- Genere: Fantasy, Dark Fantasy
- Autori: Haruichi, FromSoftware Inc.
- Editore: Panini Comics (Planet Manga)
- Formato: Brossurato + sovracover
- Data di uscita: 11 dicembre 2025
Avvicinarsi a Elden Ring: Storie di attimi lontani significa entrare in punta di piedi in un mondo che, per molti, è già carico di memorie, suggestioni e ferite aperte. Chi conosce il videogioco sa bene quanto l’Interregno sia un luogo ostile, frammentato, raccontato più per assenze che per certezze. Questo manga non prova a “spiegare” Elden Ring, né a tradurlo in una narrazione classica: sceglie invece la strada più coerente con lo spirito dell’opera originale, quella della contemplazione e dei frammenti.
Il primo volume si presenta come una raccolta di storie brevi, episodi sospesi nel tempo, che ruotano attorno a personaggi secondari, figure marginali o momenti apparentemente insignificanti. Non c’è un protagonista unico, né una trama che avanza in modo lineare. Ogni capitolo è un tassello autonomo, un frammento di vita o di fine vita, che contribuisce a dare spessore a un mondo già noto ma raramente osservato così da vicino.
La scelta narrativa è chiara fin dalle prime pagine: Storie di attimi lontani non vuole raccontare l’epica, ma l’eco dell’epica. Non parla degli eroi destinati a cambiare il corso della storia, ma di chi resta ai margini, di chi subisce le conseguenze di un mondo in rovina. C’è una forte attenzione ai silenzi, agli sguardi, alle parole non dette. Molti episodi si chiudono senza una vera conclusione, lasciando al lettore il compito di immaginare cosa accadrà dopo, o di accettare che, in certi luoghi, non tutto ha una risposta.
Il contributo di FromSoftware si percepisce soprattutto nell’atmosfera. Il senso di decadenza, la malinconia costante, l’idea di un mondo bellissimo e irrimediabilmente spezzato sono gli stessi che permeano il gioco. Haruichi riesce a tradurre tutto questo in immagini con grande sensibilità, evitando l’eccesso di spiegazioni e affidandosi spesso alla forza visiva delle tavole.
Dal punto di vista grafico, il manga colpisce per il suo tratto essenziale ma evocativo. Le ambientazioni sono cupe, dominate da rovine, distese desolate e architetture imponenti che sembrano schiacciare i personaggi. I volti sono espressivi senza essere caricati, e trasmettono stanchezza, rassegnazione, a volte una flebile speranza. L’azione, quando c’è, è breve e mai spettacolarizzata: non è il fulcro del racconto, ma un evento improvviso, spesso violento, che interrompe la quiete apparente.
Uno degli aspetti più riusciti del volume è la sua capacità di ampliare il mondo di Elden Ring senza tradirlo. Non aggiunge spiegazioni forzate, non chiarisce misteri che è meglio restino tali. Al contrario, arricchisce l’Interregno di umanità, mostrando come anche i personaggi minori abbiano desideri, paure e rimpianti. In questo senso, il manga funziona come un complemento ideale all’esperienza del gioco, soprattutto per chi ama soffermarsi sul lore e sulle storie nascoste tra le pieghe della narrazione principale.
Va detto però che Storie di attimi lontani non è una lettura per tutti. Chi cerca una trama solida, un arco narrativo definito o personaggi ricorrenti potrebbe restare spiazzato. Questo primo volume richiede pazienza e una certa predisposizione all’ascolto silenzioso. È un manga che si assapora lentamente, più vicino a una raccolta di racconti malinconici che a una serie d’azione fantasy tradizionale.
Voto personale: 8/10. In conclusione, Elden Ring: Storie di attimi lontani vol. 1 è un’opera delicata, coerente e profondamente rispettosa del materiale originale. Non cerca di stupire con colpi di scena, ma di lasciare un segno sottile, quasi impercettibile. È un viaggio nei margini dell’Interregno, nei suoi attimi dimenticati, ed è proprio lì che trova la sua forza. Un volume consigliato a chi ama Elden Ring non solo per la sfida, ma per la sua anima malinconica e frammentata.


